Anonimo
Anonimo ha chiesto in Politica e governoPolitica e governo - Altro · 9 anni fa

Orientamento politico?

Da sempre mi sono chiesto cosa effettivamente portasse a scegliere la propria identità politica!Sono giunto ad una conclusione analizzando parecchi casi e,x esperienza,sono portato a pensare che LA POLITICA SIA SOLO UNA "TUTELA DEI PROPRI INTERESSI" !Mi spiego : in parole povere l'imprenditore invitabilmente voterà a destra.il professore a sinistra!Sarebbe stupido il contario(salvo eccezioni),non credete??

7 risposte

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  • 9 anni fa
    Risposta preferita

    E' un'analisi un po' semplicistica della questione, comunque io personalmente ritengo che il contesto sociale in cui una persona cresce e fa le sue esperienze può influenzare il suo pensiero politico.

    Sicuramente ci sono alcuni che hanno una visione utilitaristica della politica, ma non tutti votano in base ai propri interessi, alcuni votano in base alle loro convinzioni, giuste o sbagliate che siano.

    Inoltre oggi è diventata un po' una moda dire "sono di destra" o dire "sono di sinistra", senza poi aderire effettivamente a una vera ideologia o visione politica, ma a una sorta di surrogato ideologico eterogeneo.

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  • 9 anni fa

    No. Conosco un sacco di gente che sarebbe da sempre contro i propri interessi. Io sono tra quelli.

    La distinzione fondamentale tra destra e sinistra è come dice Bobbio quella tra inclusione ed esclusione.

    La sinistra tende ad includere, accettare, la destra tende ad escludere, si chiude a tutela dei propri interessi. Ci sono imprenditori di sinistra, pensa a Olivetti ed insegnanti di destra, pensa ad Evola.

    Ciao

    G.

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  • DrEvol
    Lv 7
    9 anni fa

    Sfortunatamente, il concetto di politica è caduto miseramente dal suo significato originale di "etica applicata alla polis," quindi etica applicata alla città o società o ai rapporti sociali tra gli esseri umani. Oggi, della poltica, abbiamo tutti il concetto commerciale che si traduce in questa frase popolare: "Se voto quel partito, cosa ci guadagno io?"

    Questo concetto di politica del "rubo a Tizio per pagare Sempronio" ha fatto del governo di uno Stato un semplice meccanismo di ridistribuzione mercenaria che penalizza chi produce troppo e premia chi non produce niente. Di questo passo, la bancarotta del Paese è assicurata, poichè chi ha un minimo di intelligenza ha capito come si fa il gioco della politica. Tu dammi il voto ed il potere di rubare a Tizio che produce ed io premio tutti quelli che vogliono guadagnarci sopra senza fare nulla. Quando i produttori capiscono che non vale la pena fare troppi sforzi produttivi e assumersi più rischi del necessario, la produttività diminuisce, il lavoro manca, la disoccupazione aumenta e il Paese si riempie di gente che ha bisogni ma che non ha i mezzi per soddisfarli - la povertà.

    La politica non è il potere di manipolare l'economia di una società. In una società dove i cittadini esigono un governo morale, la politica significa potere di produrre ai cittadini e obblighi morali ai governanti.

    In quella società, i cittadini hanno il potere di creare un governo con l'obbligo di proteggere i loro diritti inalienabili; i cittadini hanno il potere di impedire ai loro governanti eletti di violare questi tre diritti:

    1 Ogni cittadino ha diritto alla sua vita - il governo ha l'obbligo di proteggerla

    2 Ogni cittadino ha diritto alla proprietà che si è legittimamente guadagnato - il governo ha l'obbligo di proteggere questo diritto

    3 Ogni cittadino ha diritto ad avere la libertà di pensiero e di agire secondo il suo pensiero e non secondo il pensiero di qualcun altro - e il governo ha l'obbligo di proteggere questa libertà.

    In quella società nessuno ha diritto a ciò che altri hanno prodotto. Tra i privati, impossessarsi con la forza o la violenza della proprietà di qualcun altro è un crimine. Lo scopo del governo è proprio quello di proteggere i cittadini onesti dai criminali e di punire chi abusa della libertà in questo modo. Quindi, in quel Paese, nessun governante può fare leggi che dànno diritto a qualcuno di ottenere con la forza quello che appartiene legalmente a qualcun altro. Questo significa che il principio morale che governa l'etica della politica non è diverso dal principio morale che governa l'etica tra individuii.

    Se non è giusto per un privato impossessarsi della proprietà di un'altra persona senza il consenso di quella persona, non è giusto per nessun governante di fare leggi che permettono di togliere qualcosa a qualcuno per darlo a qualcun altro. Non è giustificabile per nessun motivo, poiché il principio del "fine nobile che giustifica i metodi ignobili" non è il principio logico dell'etica razionale, ma il principio irrazionale della giustificazione morale del furto e dell'uso della forza fisica contro la volontà di un individuo innocente ed indifeso. Il criminale ragiona così: "Siccome io ho bisogno e tu hai prodotto troppo per la tua vita, io ho diritto a quello che ti appartiene."

    Il giorno che i cittadini vorrano vivere in una società morale, esigeranno che chi vuole fare politica rinunci al potere economico sugli altri, rinunci ad avere il potere di decidere come spendere (o meglio, sperperare) i soldi prodotti dai cittadini e, invece, accetti la responsabilità e l'obbligo morale di difendere i diritti inalianabili uguali per tutti i cittadini, i diritti necessari per poter essere padroni delle loro vite, delle loro attività commerciali, del loro lavoro, dei loro guadagni, della loro libertà di decidere come fare la loro prosperità e felicità senza che il governo sia un organo di intralcio e di detrazione per loro.

    Il compito morale dello Stato non è di portare doni gratuiti ai cittadini. Lo Stato non produce niente. Quei "doni" li deve togliere con la forza a qualcuno. Quando le vittime del ceto sociale più elevato diminuiscono e lo Stato non trova più soldi sufficienti per fare i "doni" dovrà necessariamente fare una o entrambe di queste cose: sospendere la distrubuzione dei "doni" e detrarre soldi in più anche dalle vittime indifese che appartengono alle classi sociali più povere.

    Il grande Thomas Jefferson disse questo dello Stato sociale: "Quello che lo Stato ti dà oggi gratuitamente, lo Stato può togliere domani senza preavviso. Soltanto quello che tu dai a te stesso, se il tuo diritto è protetto, ti appartiene moralmente."

    Fonte/i: Per fare questo, è necessaria una Costituzione che chiaramente protegge i diritti individuali ed una politica che non permette a nessuno di fare leggi anti-costituzionali. .................................................................... Auguro a tutti buoni ragionamenti logici, assolutamente necessari per il successo e il miglioramento della vostra vita! Dr Evol (not Evil!)
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  • Anonimo
    9 anni fa

    Ma per favore non diciamo cavolate.

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  • 9 anni fa

    Assolutamente No e lo dico per la mia ventennale esperienza nel mondo dell'imprenditoria _ Posso aggiungere che il Modello corporativistico solo in passato ha avuto una qualche relazione tra alcune categorie "privilegiate" di professionisti - in particolare: Banchieri, Notai, Avvocati, Dentisti ed alcuni piccoli partiti che ben tutelavano i relativi interessi (PLI, PRI, PSDI della 1a repubblica) che però si esaurirono con la fine del CAF e la scoperta di tangentopoli_ Silvietto sicuramente i primi anni è riuscito ad illudere una gran fetta del mondo imprenditoriale ma ha esaurito quasi totalmente il credito di fiducia in 16 anni piuttosto deludenti_ Gli unici a giovarsi direttamente della sua onnipresenza nella vita politica del ns Paese sono - "stranamente" le aziende del Premier o comunque correlate alla sua famiglia ed ai suoi "amici" e di esempi ce ne sono tanti_ Del resto la concezione di Silvio della Politica è personalistica Mentre la maggiorparte degli Italiani ha una concezione diversa, ben sapendo che il benessere i servizi sociali la salute, la Ricerca e l'educazione condivisa non possono che arricchire il ns paese tutto (e non solo pochi furbetti)

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  • Dissocio da questo tuo modo di pensare perché come giá altri utenti hanno ribadito l'idea di base é quella ma esistono imprenditori che votano a sinistra ed insegnanti di destra anche se sono eccezioni. Mi spiace dirlo ma la politica non é altro che il modo piú semplice per rubare da parte di politici che tutelano i propri interessi e non piú di quelli che li votano. In Veneto ci sono imprenditori scontenti con questo governo.

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  • Anonimo
    9 anni fa

    Io voglio il bene della mia Nazione. Per questo sono per Forza Nuova.

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