Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 10 anni fa

Mi serve la parafrasi di Falsetto di Montale!?

Non c'è su internet! 10 punti alla migliore!

2 risposte

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  • Anonimo
    10 anni fa
    Risposta preferita

    Esterina, i vent’anni ti minacciano

    grigiorosea nube

    che a poco a poco in sè ti chiude.

    Ciò intendi e non paventi.

    Sommersa ti vedremo

    nella fumea che il vento

    lacera o addensa, violento.

    Poi dal fiotto di cenere uscirai

    adusta più che mai,

    proteso a un’avventura più lontana

    l’intento viso che assembra

    l’arciera Diana.

    Salgono i venti autunni,

    t’avviluppano andate primavere;

    ecco per te rintocca

    un presagio nell’elisie sfere.

    Un suono non ti renda

    qual d’incrinata brocca

    percossa! io prego sia

    per te concerto ineffabile

    di sonagliere.

    La dubbia dimane non t’impaura.

    Leggiadra ti distendi

    sullo scoglio lucente di sale

    e al sole bruci le membra.

    Ricordi la lucertola

    ferma sul masso brullo;

    te insidia giovinezza,

    quella il lacciòlo d’erba del fanciullo.

    L’acqua è la forza che ti tempra,

    nell’acqua ti ritrovi e ti rinnovi:

    noi ti pensiamo come un’alga, un ciottolo,

    come un’equorea creatura

    che la salsedine non intacca

    ma torna al lito più pura.

    Hai ben ragione tu! Non turbare

    di ubbie il sorridente presente.

    La tua gaiezza impegna già il futuro

    ed un crollar di spalle

    dirocca i fortilizi

    del tuo domani oscuro.

    T’alzi e t’avanzi sul ponticello

    esiguo, sopra il gorgo che stride:

    il tuo profilo s’incide

    contro uno sfondo di perla.

    Esiti a sommo del tremulo asse,

    poi ridi, e come spiccata da un vento

    t’abbatti fra le braccia

    del tuo divino amico che t’afferra.

    Ti guardiamo noi, della razza

    di chi rimane a terra.

    (Eugenio Montale)

    Tre metafore fondamentali: proteso a un’avventura più lontana, l’intento viso che assembra l’arciera Diana: la giovinezza ha il carattere della mitologia, sa ergersi tra le difficoltà e superarle con le sue sole forze, i vent’anni sono un rito iniziatico, ciò che emergerà dal fiotto di cenere sarà una donna <con il piglio volitivo di una dea cacciatrice>; ricorda Mito di Pavese (riferita a un ragazzo-dio), ma un dubbio sorge spontaneo: sentirsi degli dèi in terra è un’emozione provata più volte in gioventù e poi sempre più raramente nel corso degli anni per la maggior parte della gente. Ma è naturale, è ovvio che sia così? E’ un ordine celeste, ricordato dal presagio nell’elisie sfere, che le forze vitali e le speranze debbano scemare progressivamente?

    Alla metafora mitologica segue quella naturalistica: ricordi la lucertola ferma sul masso brullo: Esterina vive senza rendersene conto; tanto più la dubbia dimane non la impaura, tanto più la sua leggiadria aumenta. La sopravvivenza al lacciòlo d’erba sembra affidata al caso.

    Il mare è il destino (3°metafora), flusso vitale in cui Esterina decide (la scelta è fondamentale) di lanciarsi: dopo la dea statuaria e priva di passioni e la lucertola incosciente, per la prima volta la ragazza si personifica, diventa donna, e come tale capace di decidere del proprio destino. Riflette un attimo (Esiti a sommo del tremulo asse), ma poi ridi: affronta la vita come un gioco, si lascia andare nel mare che l’ha generata (L’acqua è la forza che ti tempra) e che la accoglie come un divino amico; il ritorno della metafora mitologica sottolinea la distanza tra i due mondi, quello di Esterina e del mare, e quello del poeta, della razza di chi rimane a terra.

  • 10 anni fa

    non sei stata attenta in classe? lunedì il profe l'aveva spiegata benissimo..., e poi tu non l'avevi fatta in classe con Paola?

    Fonte/i: ciao
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