"Ogni soddisfazione, ogni benessere e ogni felicità consiste" secondo Schopenahuer?

"Ogni soddisfazione, ogni benessere e ogni felicità consiste" secondo Schopenahuer "nell'immediata partecipazione, indipendente da ogni altro riguardo, alla sofferenza di un altro e con ciò all'impedimento o annullamento di questo dolore". "Soltanto questa compassione è la base reale di ogni giustizia spontanea e di ogni genuino amore del prossimo"

Si deve tuttavia notare che la compassione di Schopenhauer non va intesa nel senso comune del termine; non è semplicemente un immedesimarsi in "chi è bisognoso" ', ma in essa si realizza una conoscenza valida per tutti: "Questo tu sei! " - Wolfgang Schirmacher

Grande somiglianza con l'insegnamento Buddista?

Grazie a tutti.

8 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Strane parole, se le confrontiamo con quello che Schopenahuer pensava del Buddhismo, e cioè che era una religione nichilista, ma il nichilismo era solo il suo, ognuno vede ciò che vuole vedere.

    Significa che pur non avendolo capito a fondo non disdegnava alcuni suoi principi, in questo caso: "La Compassione".

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    "Il pessimismo della filosofia di Schopenhauer non è per niente una soluzione, né filosofica né mistica, perché egli è un filosofo atipico (ha preso in prestito dal misticismo) ed un mistico mancato (non ha capito l'essenza del messaggio dei Veda e del Buddha). Questo filosofo gioca a fare il saggio, ma dai suoi scritti il profumo della saggezza non emana. Egli manca di autorità, di quella autorità che può avere soltanto chi ha sfiorato le vesti del divino. Il profumo di saggezza dei Veda e del Buddha viene dall'autorità, e l'autorità è frutto di realizzazione. Schopenhauer ha commesso l'errore di spalmare la saggezza con pensieri orizzontali, e così facendo alla verticalità del misticismo ha tolto ogni slancio. Nessun lettore di Schopenhauer può innamorarsi del divino; tutti i lettori dei Veda o di Buddha o del Vedanta, invece, per l' Assoluto si prendono una cotta irreversibile. Il nostro filosofo è stato fulminato dai concetti delle religioni orientali, ma non dalla loro essenza: ha visto l'albero, ma non concepisce la Linfa che lo mantiene in vita e lo rende così bello.".

    Fonte/i: Da "Schopenhauer e l'oriente" di Natale Missale
  • 1 decennio fa

    come ogni pensiero, ogni parola, ogni sillaba e consonante, evochi immagini e quadri di idee. Di che sostanza è fatto quello in cui crediamo, vive forse all' esterno dei nostri pensieri, delle nostre stesse emozioni. Ricordo un racconto tramandato ai posteri delle crociate, dove i cavalieri orgogliosi si dipingevano una croce sulla tunica, memori di un pensiero tramandato ai posteri con questo segno vincerai, o di mettere il sangue dell' agnello e sporcare la porta di casa come patto tra l' uomo e dio. Ma torniamo alle crociate dove un mugolo di buoi asini carri, appestati, pu.ttane, che seguivano quel circo mediatico con alla testa un mugolo di frati e lebbrosi e insegne come bandiere di una follia solo umana, purtroppo gli animali non potevano raccontare niente, venivano mangiati. I carri erano delle grandi gabbie, loro le chiamavano provviste, ogni tanto qualcuno preso dagli stenti e dalla paura di una battaglia scappavano, nascondendosi tra i cespugli con la scusa di fare i bisogni, e lesti entravano nelle case dei contadini e gli offrivano le loro braccia, pur di stare tranquilli.Non dimentichiamoci della luce spetrale che proviene dal passato.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    questo insegnamento è sbagliato perchè ci dice ,in poche parole, che esiste il bene solo se esiste un male da fronteggiare e ciò è sbagliato in quanto il male è assenza di bene, quindi ciò significa che prima che ci fosse questa mancanza di bene, cioè il male,il bene esisteva lo stesso

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Non conosco a sufficienza il buddismo per rispondere e visto che di gente che parla senza pensare e senza sapere ce n'è gia abbastanza ti dirò quale altro messaggio ho colto in questa frase. Secondo me Schopenauer critica la felicità materiale definendo felicità e amore solo quelli genuini e non quelli dati dalle illusioni materiali o almeno io la interpreto anche così.

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  • 1 decennio fa

    Ciao,da sempre esiste il tentativo dell'uomo nel migliorare gi aspetti " bellici" del pensare in un certo modo e tutte le filosofie tendono a migliorare quella " conflittualità " di uno stesso pensiero ,che si moltiplica,divide e spartisce nel tentativo di migliorare la consapevolezza di un origine che nasce e si definisce con Caino e noi ne siamo la discendenza. L'aspetto filosofico della vita contiene tutte le correnti e gli aspetti di una difesa irrorata di compassioni varie e sembra che il fine e lo scopo sia : il mio Dio e migliore del tuo " o " questa corrente filosofica è sicuramente la migliore " senza tener presente che ciò che conta è la consapevolezza delle proprie azioni,pensieri reconditi o meno nella ricerca della propria essenza . Il dubbio " essere o divenire " non ha confini,ma contenuti talmente individuali,che la ricerca inizia sempre dal termine di un altra fino al punto che una disciplina ne può creare un altra e l'origine di un pensiero creare la fine di un'epoca .

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Bhé e' nota la simpatia del filosofo romantico Shopenauer verso le filosofie orientali.

    Del resto ,io ho lavorato per anni nel sociale dove sei "costretto" in senso lato ad aiutare la gente,ed ora che lavoro in tutt'altro campo mi e' rimasto quel tipo di approccio al cliente.Vorrei vederlo felice.L'immedesimazione e 'in parte un allontanamento dal proprio ego per andare in direzione di/ quindi espandersi nell'"altro".In questa espansione credo vi siano i semi che conducono a dire om tat sat."Tu sei quello".Certo poi questi semi andrebbero coltivati...

    Fonte/i: Filosofia Yoga,Buddhismo tradizionale.Esoterismo (Cabala e Alchimia)
  • Anonimo
    1 decennio fa

    Sì e anche con l' insegnamento cristiano; ti ricordo che schopenhauer era stato in India e dintorni e sicuramente la sua filosofia si rifà ad insegnamenti buddisti ed orientali...

  • 1 decennio fa

    Schopenhauer nel suo libro "Mondo come volontà e rappresentazione" fa una critica allo stoicismo:

    secondo gli stoici l'atarassia è lo stato della felicità, l'assenza di passioni, perchè le passioni, sostanzialmente, sono errori nel retto giudizio...

    Lui critica rifacendosi a Cristo dicendo parola più parola meno: non è molto più ammirevole il Cristo che per la sua passione ha preso in pieno la sofferenza e l'ha vissuta fino alla fine?

    La vita è breve e se la spogliamo della componente materiale ci annichiliamo..

    Il cristianesimo, è tutto il contrario del nichilismo, vuole farci vivere pienamente la vita, Cristo è morto affinchè noi vivessimo, non per farci morire a nostra volta.

    Certo, poi uno deve avere una certa disciplina, ma appunto, non una disciplina nichilista.

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