Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaArte e cultura - Altro · 1 decennio fa

Cerco un riassunto, nel campo tecnologico, riguardante la lavorazione della Ginestra. Qualcuno è disposto?

Dovrei trascrivere un riassunto sulla lavorazione della pianta Ginestra, riguardante la produzione tecnologica. Ho tentanto nel cercare una descrizione adatta a questo argomento esatto, ovvero il campo tecnologico, ma ho fallito. Qualcuno potrebbe aiutarmi nel mio intento?

1 risposta

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  • 1 decennio fa
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    questo link potrebbe andare bene?:)

    L’arte della tessitura è ancora molto attiva, infatti, si possono sovente ammirare tessuti lavorati al chiaccherino, all’uncinetto o con gli antichi telai a mano, decorati con motivi ispirati alla tradizione greca e bizantina. Passando da Polistena si possono vedere le pezzare, tipiche coperte colorate fatte di cenci legati con fili variopinti. Accanto a queste ci sono anche le coperte di ginestra, le quali mutano tonalità a ogni cambiamento di stagione.

    Nell’antica area della Magna Grecia, nella Locride, molte attività artigiane si richiamano ai telai di Pardesca, sontuosi e monumentali telai in faggio che lavorano materie prime insolite con risultati apprezzati in tutto il mondo. Le tecniche di lavorazione dei tessuti e i procedimenti di tintura sono gli stessi del passato. Ancora oggi le tele vengono bollite in infusi di prodotti vegetali, melograno, castagne e acini di uva spremuti secondo il colore che s’intende dare alla fibra.

    Per la lavorazione dei tessuti e il filo da tessere si usava la ginestra, una tra le fibre maggiormente presenti. La ginestra, infatti, è ancora oggi una tra le piante più diffuse sul territorio dell’Aspromonte. Da questa si ottiene una fibra grossolana utile per tessere sacchi, bisacce e tele per il trasporto dei prodotti agricoli. Nei periodi di profonda crisi economica è stata utilizzata anche per tessere gli abiti. Il periodo della raccolta è l’estate, tra giugno, luglio, agosto e settembre. Per una buona lavorazione è necessario che le piante siano colte tenere, cioè prima che si irrobustiscano. Le piante falciate sono raccolte in piccoli fasci e bollite. Dopo la cottura si passa alla fase di ammollo, sotto acqua corrente per nove giorni, sotto un peso che impedisce di muoversi. Dopo i nove giorni ogni fascio di ginestra è sfaldato in tanti filamenti, strofinandolo nella sabbia. È quindi raggruppato sotto forma di sfera che viene immersa nell’acqua e continuamente battuta con una mazza di legno, per farne un insieme omogeneo.

    La fase finale è quella della filatura, cioè la trasformazione in gomitoli del filato.

    Questa è una fase particolarmente complicata perché prevede ben quattordici passaggi successivi prima di ottenere il prodotto finito. Tanto affanno e impegno danno però risultati eccellenti. I prodotti realizzati in ginestra sono, infatti, molto apprezzati e ricercati, non solo per la loro resistenza e durata ma, soprattutto, per la naturalezza che esprimono.

    Alla resistenza della ginestra si contrappone la leggerezza e l’eleganza della seta, utilizzata per la realizzazione di manufatti artistici, e l’unicità degli arazzi. L’arazzo è la sintesi della tradizione tessile locale che si trasforma anche in oggetto d’uso quando entra a far parte del corredo del cavaliere. Ecco dunque le bisacce riccamente decorate, da mostrare in occasione delle feste religiose, o la cannacca, strisce di tessuto ricamato con motivi floreali utilizzate per abbellire i buoi nelle processioni.

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