SarahS ha chiesto in Arte e culturaStoria · 10 anni fa

di quali conoscenze tecniche e geografiche disponeva Colombo prima della scoperta dell'America? aiuto!!!?

voglio dire, quali erano state le scoperte più importanti a livello tecnico e geografico prima che Colombo intraprendesse il viaggio? di quali si servì?

2 risposte

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  • Andrew
    Lv 4
    10 anni fa
    Risposta preferita

    Domanda interessante:

    Dunque, primo paese a intraprendere, nel XV secolo, l’esplorazione dei nuovi mondi fu il Portogallo, grazie alla favorevole posizione geografica, all’alleanza stabilita dalla dinastia di Aviz con il ceto mercantile e marinaresco e infine all’interesse per l’esplorazione che ebbe un principe della casa reale, Enrico detto il Navigatore (1394-1460). Agli impulsi del principe Enrico, oltreché all’abilità e all’esperienza dei marinai portoghesi, si dovettero i perfezionamenti che fecero della caravella lo strumento ideale per la navigazione oceanica.

    La caravella di origine portoghese era un veliero di piccole dimensioni (una ventina di metri di lunghezza e una stazza tra le 60 e le 100 tonnellate) molto veloce e manovrabile. Ai progressi compiuti nella costruzione delle navi e nella tecnica della navigazione, mediante l’uso della bussola ad ago magnetico e di strumenti per misurare la latitudine in base alla posizione degli astri, doveva però aggiungersi l’’occhio’ e l’esperienza dei capitani e marinai nel calcolare le distanze percorse e nello sfruttare il regime dei venti. Se nel Mediterraneo era possibile orientarsi con una certa sicurezza con l’aiuto di punti di riferimento visivi e di portolani (carte nautiche che indicavano le distanze e le rotte), assai più difficile era determinare la rotta e la posizione della nave nella sterminata estensione dell’oceano Atlantico.

    L’espansione marittima portoghese ebbe inizio con la presa di Ceuta, a sud dello stretto di Gibilterra, nel 1415, e proseguì nel XV secolo con l’occupazione dell’isola di Madera e delle Azzorre (1420-30), la scoperta delle isole di Capo Verde del golfo di Guinea (1472). Non era solo la curiosità scientifica a spingere i navigatori portoghesi sempre più a sud: il fine principale erano gli schiavi neri e l’oro. Fu principalmente il fine ad agevolare questi traffici che vennero costruite le prime fortezze portoghesi lungo le coste africane.

    Il re del Portogallo Giovanni II (1481-95) si pose con chiarezza il duplice obiettivo di circumnavigare l’Africa in direzione dell’oriente e di ottenere informazioni più precise circa i porti e la navigazione nell’oceano Indiano. Bartolomeo Diaz alla fine del 1487 doppiò l’estremità meridionale del continente nero, da lui battezzata Capo di Buona Speranza.

    A Giovanni II si era rivolto Cristoforo Colombo (1451-1506) In Portogallo, dove si era sposato e dove il fratello Bartolomeo teneva una bottega di carte nautiche, era maturato il suo progetto di raggiungere l’oriente circumnavigando la Terra verso occidente.

    Alla concezione di tale ardito disegno contribuì la convinzione (tratta dalle ipotesi dello scienziato ed umanista fiorentino Paolo dal Pozzo Toscanelli) che le coste del Giappone fossero separate dall’Europa occidentale da appena una sessantina di gradi di longitudine, circa un terzo della distanza reale; errore aggravato ancora dalla traduzione del grado di longitudine in 45 miglia marittime anziché 60.

    Poiché la corte portoghese si era mostrata scettica, Colombo finì col concentrare le proprie speranze nella monarchia spagnola: oltre a una parte della somma di denaro necessaria a finanziare l’impresa (il resto fu sottoscritto da banchieri italiani), la regina Isabella concedeva a Colombo il titolo di «ammiraglio del mare Oceano», la carica di viceré e governatore delle terre eventualmente scoperte, una compartecipazione agli utili che ne sarebbero derivati e privilegi di nobiltà trasmissibili agli eredi.

    Il 3 agosto 1492 tre velieri (due caravelle e una nave più grande, la Santa Maria) con 120 uomini a bordo presero il largo dal piccolo porto atlantico di Palos. Dopo una sosta di un mese alle Canarie la piccola flotta, dopo 36 giorni di navigazione, avvistò la mattina del 12 ottobre l’attuale isola di Watling, nelle Bahamas, battezzata da Colombo San Salvador.

    Ma l’ammiraglio era convinto, e non si ricrederà mai neppure in seguito, di essere giunto nelle propaggini dell’Asia e di avere così dimostrato la validità della propria teoria; le ben più grandi isole di Cuba e Haiti (chiamata Hispaniola), successivamente esplorate da Colombo, furono di conseguenza scambiate per le isole del Giappone. Il 14 marzo 1493 Colombo tornò a Palos portando alcuni «indiani», alcuni pappagalli e un po’ d’oro ottenuto dagli indigeni: abbastanza per convincere la regina Isabella del valore della scoperta e per indurla a finanziare una seconda e molto più consistente spedizione, forte di 17 navi e di circa 1500 uomini (1493-96).

    Ma il secondo viaggio di Colombo produsse solo un carico di schiavi e accuse di malgoverno contro l’ammiraglio. Solo con grande difficoltà quest’ultimo otterrà i mezzi per altre due spedizioni (1498-1500 e 1502-1504), che portarono alla scoperta delle foci del fiume Orinoco e alla perlustrazione delle coste dell’America centrale.

    Spero di aver scritto tutto!:-)

  • 10 anni fa

    molte. sia nautiche che geografiche. aveva navigato lungo

    l' africa e nel mare del nord. a salamanca aveva letto scritti

    greci tradotti in arabo e da qui in latino. er convinto della

    sferici´ta della terra

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