Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 10 anni fa

devo creare un mito (epica) chi può aiutarmi? grazie?

2 risposte

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    La creazione dei mari e dei fiumi.

    Nitensia era una bellissima dea. Aveva lunghi capelli d'oro, occhi grandi e celesti, e un corpo perfetto, che sembrava esser stato modellato con la creta dal più bravo artigiano. Era figlia di Sole, padrone degli dei e degli uomini, possessore del cielo e della terra, e di Luna, signora della notte e delle emozioni, e come ogni dio viveva nel Cielo Supremo, un luogo fantastico al di sopra delle candide nuvole. Nitensia era costantemente servita da due ancelle servili e molto affidabili, Macerbina e Leotina, che ogni giorno l'assistevano, pulivano i suoi appartamenti, le cucinavano ottimi pasti di carne di maiale e la truccavano e la profumavano.

    Quando Nitensia raggiunse la maggiore età che, per gli dei, era a sedici anni, le fu concesso di scendere sulla terra degli uomini, che suo padre dominava dal Cielo Supremo. Emozionata da quella concessione, si vestì con bellissimi abiti di seta, si profumò di una fragranza creata dal profumiere divino e, accompagnata dalle due ancelle, discese sulla terra. Rimase meravigliata da ogni cosa: ampi prati, abbelliti con fiori variopinti, animali ridenti, frutti succosi, uomini che lavoravano, donne che tessevano, bambini che strillavano e si rincorrevano davanti alle case e lungo le strade. Affascinata, per molte ore esplorò la terra, accarezzò gli animali, bevve l'acqua dalle fonti più puri, giocò con i bambini, comprò carne al mercato e si sdraiò sui prati profumati. Quando sua madre fece calare la notte, che si propagò calma e profumata sulla terra, Nitensia chiese alle ancelle di lasciarla un po' da sola davanti ad una grandissima conca del terreno. Si sedette sul bordo ed ammirò il cielo intessuto di stelle: non l'aveva mai visto da una prospettiva così diversa, e ne fu quasi intimorita. Improvvisamente le si avvicinò un ragazzo: aveva la sua stessa età, ed era bellissimo. Nitensia ne cadde subito innamorata. I due conversarono per moltissimo tempo, sotto il cielo stellato, e più parlavano, più si innamoravano. Nitensia non confessò però che era una dea, per paura che il ragazzo se ne andasse, e si sentì un grande peso sulla coscienza. Quando sorse il sole, però, il ragazzo le disse che doveva andarsene, perché doveva andare a trovare la sua fidanzata, nonché promessa sposa, che era a letto malata. Nitensia sentì un gran dolore al cuore, una sensazione di oppressione che mai aveva provato e, disperata, scoppiò in un lunghissimo pianto. Le lacrime le rigarono le guance e pian piano formarono una pozza, che si ingigantì sempre di più, sempre di più, fino a che non riempì la conca davanti a lei. Ma l'acqua straripò ancora dalla conca e lentamente si diramò in tutta la terra, andando ad alimentare le fonti, che creano torrenti, che poi crearono fiumi, che poi crearono mari, che poi crearono oceani. Nitensia quando smise di piangere si accorse di aver allagato la terra e ne fu spaventata, ma in realtà facilitò molto gli uomini, che non dovettero più andare fino alle sorgenti sulle montagne per prendere l'acqua. Felice, ma al tempo stesso disperata, se ne tornò nella casa degli dei, con in mente il suo bel giovane, che mai scordò.

  • Anonimo
    10 anni fa

    potresti parlare di ercole per esempio dopo aver compiuto le dodici fatiche gli ne viene chiesta un ' ultima ma molto piu difficile delle altre e per fare cio sbizzrrisciti con la fantasia e inventa cio che piu ti sembra adatto

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