Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 9 anni fa

Aiuto di Epicaaaaaaaaaa!!?

Chi mi aiuta x favore di Epica? Grz mille ricambierò!! ;) Devo fare la parafrasi del brano che abbiamo letto a scuola (Vi prg aiutatemi :( ) cmq si chiama Il tranello di Penelope inizio:

<< Divina, a te più che ad ogni altra donna

un cuore impenetrabile hanno dato

gli Dei che stanno nell' Olimpie case.

Un' altra donna, no, non resterebbe

con cuore sì fermo lungi dallo sposo

che fosse giunto a lei, dopo vent'anni

d'aspri travagli, nella patria terra.

Ma via, nutrice, apprestami il mio letto,

sì ch' io possa dormire, ed anche solo,

se costei nel suo petto ha un cuor di ferro >>.

E la saggia Penèlope gli disse:

<< Oh no, divino, io non mi esalto tanto

nè spregio te nè lo stupor mi acceca;

ben so qual eri quando tu partisti

d' Itaca su la nava a lunghi remi!

Orsù, vieni, Euriclèa; fuor della stanza

bene costrutta apprèstagli il robusto

letto che di sua mano egli costruesse;

pòrtalo fuori quel robusto letto,

e stèndivi la còltrice e le pelli

e le coperte e i fulgidi tappeti >>-

E alla sposa fedele irato ei disse:

<< Donna, è amaro per me ciò che dicesti.

Chi potè dunque smuovere il mio letto?

Difficile sarebbe anche per uno

che lo conosca, se non quando un Dio,

venendogli vicino egli in persona,

agevolmente, come più gli piaccia,

trasportarlo volesse in altro luogo.

Ma nessuno degli uomini viventi,

anche se molto giovine e gagliardo,

agevolmente smuoverlo

potrebbe;

in quel letto ingegnoso è un gran segreto,

chè, senz'opera d'altri, io lo costrussi.

Cpt tutto?

Grazie milleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!! =)

1 risposta

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  • 9 anni fa
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    «Cara, a te, certo, più che a tutte le altre donne, diedero un cuore duro gli dei che hanno le case sull'Olimpo. Un'altra donna non starebbe lontano con animo tanto ostinato da suo marito, che soffrendo molte sciagure le giungesse dopo venti anni in patria. Ma via, mamma, preparami un letto! Voglio dormire anche da solo. Costei, si vede, ha proprio un cuore di ferro.»

    E a lui rispose la saggia Penelope: «Caro, non faccio, credi, la superba e non ti disprezzo né mi stupisco troppo: lo so bene com'eri quando andavi via da Itaca sopra la nave. Su, Euriclea, preparagli un buon letto fuori della stanza nuziale: il letto, voglio dire, che fece lui. Gliela collocate là fuori, la lettiera, e vi stendete sopra il saccone e velli e coperte e splendidi tappeti colorati.»

    Così parlava mettendo alla prova il marito. E Odisseo si rattristò e diceva alla sposa buona e fedele: «Donna, ben dolorosa è questa parola che dicesti. E chi mi collocò il letto da un'altra parte? Sarebbe difficile, penso, anche per uno molto esperto, a meno che non venga un dio in persona a metterlo con facilità in un altro posto, se vuole. Ma nessun uomo vivo di questo mondo, neppure se molto giovane e forte, lo può smuovere agevolmente con leve, perché c'è un grande segreto nel letto lì, ben lavorato. Lo feci io, non un altro.

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