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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaStoria · 1 decennio fa

cos'erano le corporazioni delle arti e dei mestieri?

potreste rispondermi in modo esauriente? non riesco a trovare le parole giuste

Aggiornamento:

QUELLE DEL MEDIOEVO

4 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Ciao,

    associazioni costituite dal XII sec in varie città italiane e continentali (in Francia, in Germania, in Inghilterra e in Spagna) a tutela delle attività degli affiliati. Tali corporazioni non si diffusero ovunque contemporaneamente e non ebbero mai uguali scopi, nelle varie città europee vincolate alle autorità imperiali le corporazioni si costituirono solo per iniziativa del potere signorile laico o ecclesiastico. In Italia la loro formazione avvenne con la fioritura dei Comuni; certo non mancarono eccezioni rilevanti nel Sud Italia, ove i capi delle associazioni erano designati laicalmente dal re o da un rappresentante e non ebbero alcun tipo di giuridizione fino a metà del ‘300. In certi casi le corporazioni sembrano formarsi come derivazione di preesistenti confraternite di carattere devozionale (Collegium), mentre quelle che vennero create si fondano sul sodalizio dato dal giuramento che impegna i loro membri alla mutua assistenza ed alla difesa degli interessi comuni. Le prime corporazioni a costituirsi, dopo quelle mercantili, sono quelle artigiane (fabbri, orafi, carpentieri, falegnami, tessitori, speziali, ecc..), che col '200 assumono un ruolo primario per la guida delle istituzioni cittadine, estendendo il loro controllo a funzioni pubbliche come quello sui pesi e le misure e la sorveglianza delle strade. Il peso politico raggiunto dalle corporazioni nei governi cittadini dipende molto dal tipo di città e dal loro contesto urbano. Indipendentemente dalle diversità e dal coinvolgimento politico, il compito primario di ogni corporazione era la "difesa del monopolio" nel proprio settore, e coloro che praticavano senza essere iscritti erano considerati potenziali pericoli per gli affiliati. Gli associati facevano valere i propri diritti tramite la loro corporazione giurisdizionale, ogni singola arte aveva un proprio regolamento, e i vari Corpus erano strutturati in base ad organismi rappresentativi (che col tempo furono sempre meno) quali: il Corporale (assemblea plenaria atta ad eleggere i propri rappresentanti 'consoli' che restavano in carica solo per brevi periodi, col compito di gestire tutte attività corporative, comprese le pubbliche relazioni con l’esterno), il Consiglio (organo di consulta ristretto, col compito di ratificare o respingere le decisioni dei consoli), l'Apparato burocratico (formato un da notaio ed un tesoriere).

    Caratteristiche simili di tutte le corporazioni erano quindi:

    - LOTTA AI PRODOTTI CONTRAFFATTI: Controlli sulle materie prime, tecniche ed attrezzi di lavoro, oltre che sulla qualità dei manufatti; normativa inerente alle attività commerciali;

    - LOTTA ALLA CONCORRENZA SLEALE FRA I MEMBRI DELLA CORPORAZIONE: Era imposto un leale principio d’uguaglianza tra i soci; rispettato tuttavia solo formalmente, in quanto nella realtà le attività erano vincolate da un ordine gerarchico, che gli distingueva in maestri, apprendisti e meri operai, creando una notevole disparità economica tra gli iscritti;

    - GARANZIA DI UN PERIODO DI APPRENDISTATO (o tirocinio): All'inizio particolare attenzione fu data alla formazione delle nuove leve, in genere l’apprendista entrava poco più che bambino nella bottega del maestro, che ne diventava tutore e si impegnava ad insegnargli i segreti del mestiere. Nel corso del XIV e XV sec la situazione mutò notevolmente, venendo a diffondersi condizioni privilegiate d'accesso per i figli dei maestri (indelebile segno di gelosa tutela dei privilegi acquisiti da parte dei vari gruppi artigianali e professionali), mentre erano rese sempre più difficili e onerose le regole d'iscrizione all'apprendistato e il conseguimento del grado di maestro. In tale periodo si manifestò il malcontento e il disagio dei lavoratori sottoposti e non apprendisti, completamente esclusi da ogni partecipazione al governo dell'arte e da ogni possibilità d'emancipazione dalla condizione di dipendenza professionale; come se ciò già non bastasse, si rafforzò le tendenze monopolistiche e di conservazione di fronte a innovazioni tecniche e alle nuove iniziative imprenditoriali. Col passare del tempo tali aspetti negativi influenzarono l'economia delle singole città italiane centrosettentrionali, ove le corporazioni delle arti avevano avuto modo di conquistare maggior rilievo. L'estendersi dei traffici a lunga distanza, a favore della specializzazione produttiva e manifatturiera dei diversi centri urbani, allontanò l'artigiano medievale dal diretto contatto coi clienti finali accentuando la dipendenza dalla intermediazione del mercante di lungo raggio, che comprava l'intero prodotto e anticipava capitali, materie prime e macchinari; finché nelle regioni europee più evolute (Toscana, Valle padana, Francia, Germania, Catalogna, Inghilterra, e Fiandre), nacque la produzione manifatturiera di tipo industriale, che all'artigiano sostituiva il salariato.

  • 1 decennio fa

    perli di quelle del medioevo ? oppure dalla rimessa in

    opera dal fascismo? spiegati per favore

  • 1 decennio fa

    ti riferisci a storia? Alle arti o corporazioni si iscriveva anticamente chi doveva intraprendere un'attività

  • 1 decennio fa

    Come conseguenza all’aumento del commercio si formarono le corporazioni.

    Esse raggruppavano lavoratori di uno stesso settore.

    Per ogni città c’erano varie corporazioni. I compiti che avevano erano:

    1.Mutuo assistenza

    se uno tra gli iscritti si faceva male si versava una quota per non farlo morire di fame.

    2.Decidevano la paga

    Tutti erano pagati tutti uguale

    3.Controllavano che tutti i prodotti fossero uguali

    Il mercato premia sempre chi ha prezzi minori. Se qualcuno voleva aprire un negozio doveva aspettare che uno di tutti quelli già presente chiudesse.

    Ciò era per evitare i prezzi alti decisi dall’autorità pubblica

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