Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 10 anni fa

Epicaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa?

Mi aiutate di Epica vi pregoooooooo? Devo fare la Parafrasi di questo racconto (Il Tranello di Penelope) inizio a scrivere:

Cresceva nel cortile un alto ulivo

florido, rigoglioso, a lunghi rami, ch'era massiccio come una colonna.

Intorno a questo il tàlamo io costrussi

e lo compiei con ben commèsse pietre;

con cura poi vi sovrapposi il tetto

e v'infissi per ultimo le porte

saldamente adattate e ben congiunte.

Io tolsi allora al frondeggiante ulivo

tutta la chioma, e gli recisi il fusto

più su della radice; indi con l'ascia,

dirizzatolo tutto a fil di squadra,

ben destramente levigai quel tronco

per sostegno del letto, e in ogni parte

lo traforai col tràpano. Su questa

opera prima allor costrussi il letto

e lo compii con ricchi intarsii d'oro

e d'argento e d'avorio, e sopra alfine

cinghie vi stesi di purpureo cuoio.

Questo è il segreto ch'io ti dico, o donna;

ma non so se il mio letto è ancora intatto

o se qualcuno abbia tagliato il ceppo,

sotto la base, e l'abbia posto altrove >>.

Ei così disse, e a quella d'improvviso

si disciolsero il cuore e le ginocchia,

riconoscendo quei non dubbii segni

dati da Ulisse.

In lagrime proruppe,

corse, le braccia gli gettò sul collo,

e baciandogli il capo ella gli disse:

<< Non crucciarti con me, tu fra tutti

fosti, Ulisse, il più saggio in altri eventi!

Gli Dei ci destinarono all'affanno,

indidiando a noi la compiacenza

di starci, sempre, l'uno accanto all'altra

ed insieme godere i giovini anni

e le soglie toccar della vecchiezza.

Non adirarti, non rimproverarmi

se non sùbito corsi ad abbracciarti

quando ti vidi! Sempre il cuor nel petto

mi trepidava nel timor che alcuno

mi raggirasse con le sue parole:

molti còvano in cuor tristi disegni.

Ora però, poichè tu mi hai recato

quel certissimo segno, il nostro letto

che niun altro dei vivi ha mai veduto

fuor che noi soli

or alfine vinci il mio cuore, che pur tanto è duro >>.

Così diceva, suscitando in lui

una più forte volontà di pianto;

ed allora, abbracciato alla fedele

dilettissima sposa, a lungo ci pianse.

Come par dolce ai nàufraghi la terra

se Posìdone urtò con aspre ondate

e con furia di turbini la nave

ch'era pur salda e la spezzò nel mare,

che pochi, fuori del canuto mare,

scampano a nuoto sopra il continente,

e tutte di salsèdine marina

han le membra ingrommate eppur son lieti

d'essere in salvo e di toccar la terra;

ella così, con tal dolcezza in cuore,

contemplava il marito e a lui dal collo

più non toglieva le sue bianche braccia!

Avete cpt tutto? Vi prego vi prego aiutatemi sembra lungo ma nn è lungo fidatevi qua sul libro è cortissimo vi prego aiutatemi ricambierò grazie tanto tanto!!!!!!! :D

1 risposta

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  • 10 anni fa
    Risposta preferita

    Ciao ciao, eccone una parte:

    Era un ulivo in pieno rigoglio, fiorente: aveva un tronco massiccio come una colonna. E appunto intorno a questo tronco ci misi la stanza nuziale e la costruivo con un solido muro di pietra finché l'ebbi finita: e poi la ricoprii bene di tetto al di sopra, e ci posi le porte fornite di cardini, saldamente chiuse. E allora mozzai via la chioma dell'ulivo e sgrossavo il tronco a partir dalla radice, e lo levigai tutto intorno con l'ascia di bronzo, bene e con arte, e la raddrizzai a filo di squadra facendone il piede e il sostegno del letto, e lo traforai tutto con il trapano. Cominciando di lì, da quel tronco, costruivo e piallavo il resto del letto finché l'ebbi finito. Lo decoravo poi con oro e argento e avorio. E ci tesi una cinghia di cuoio lucida di porpora. Così ti rivelo questo segreto. Ma non so, o donna, se ancora è saldo il mio letto o se ormai qualche uomo lo collocò altrove, tagliando al di sotto il ceppo di ulivo.»

    Così parlava. E a lei si sciolsero le ginocchia, venne meno il cuore, al riconoscere i segni che con tanta esattezza Odisseo le aveva indicato.

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