Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 9 anni fa

vi piace quest' inizio?

è la primissima parte di un libro che vorrei scrivere, spero che scriviate suggerimenti e critiche, per migliorare, buona lettura.

Si svegliò di colpo, Alex Armis, destato dal frustrante suono del suo telefonino. Lo spense rapidamente: marcava le 5:45 di mattina, ancora stanco si soffermò pensieroso prima di alzarsi cercando di ignorare il freddo -Devo lavarmi - disse quasi riluttante, in fondo un po’ di ragione ce l’aveva: alzarsi ogni mattina da lunedì a venerdì alle sei meno un quarto, scendere dal suo letto a castello, andare al secondo piano, lavarsi e parte più difficile, uscire dalla doccia al freddo ancora bagnaticcio. Voleva far finta di star male e marinare la scuola così avrebbe potuto prendersela comoda ma lui desiderava anche essere superiore, quindi, rifiutò i suoi capricci e andò a lavarsi. Tra l’acqua frusciante gli piaceva canticchiare, una canzone in particolare: Na Golada, dei Vomitors. Il ‘’canticchio’’ lo ritardava moltissimo, per questo aveva deciso di svegliarsi presto per poter fare con calma ogni bisogno ,e, intanto che le parole uscivano dalla sua bocca il tempo scorreva sugli orologi. Ti cominci na mattina prosciugando na lattina, ma ti dormi o ti se mo dré ronfà (5:51) Ti bevi un bel rosé, ti ciapi mia al café, l’è com vess coi pè dent pal bidé (5:53) Tegn al fiat e büta giò chel bicer, na golada l’è finit al dabev (6:01) …(6:14) I va dent par l’osteria, per favore cameré, ti ma spini na birascia in dal bicer (6:18) Alex uscì dalla doccia in tutti i suoi centosettanta centimetri e fragranza, la sua bionda chioma pareva castana se bagnata. Con tutti quei muscoli scolpiti nel suo corpo slanciato sarebbe passato per un violento, anche i suoi lineamenti lo facevano intendere ma se lo si guardava negli occhi color zaffiro si capiva che era un ragazzo dolce come il miele. Eccetto qualche brufoletto era proprio un bel giovincello. Si vestì e pettinò, scendendo le scale vide una figura accovacciata sul divano che sembrava quella di un morto, quella figura secondo lui, era parte della causa di questa loro miseria: era sua madre, madre praticamente solo di fatto per lui, visto che non provava quasi più un sentimento verso di lei eccetto rabbia e pietà, accanto alla donna dormiente c’era un computer, la vera causa, con la schermata di un videogioco online. Ignorò la donna quasi patetica e andò in cucina per fare colazione: una pagnotta. Uscendo dalla stanza si soffermò per guardare sua madre: sdraiata su un divano con sopra due coperte puzzolenti, intorno a lei c’erano scatole di biscotti, cartacce, lettere e quant’altro, dormiva con un braccio semi teso rivolto al netbook, a bocca aperta e la testa chinata all’indietro; dormiva sul sofà non perché non avesse un letto proprio ma perché navigando tutto il giorno e stando sdraiata continuamente si addormentava di colpo, persino quando cucinava, non ne voleva sapere di andare in camera sua per dormire o lavarsi: lei stava bene nel sudiciume, così diceva per non alzarsi. Alex si lavò i denti, mise la giacca e si caricò lo zaino per andare, quindi uscì un secondo per poi rientrare, accorgendosi che fuori fa più caldo che dentro, rimase in maglietta e si avviò verso la stazione passando in un breve tratto di boscaglia e arrivò alle 7:00 precise, giusto in tempo per andare a scuola.

4 risposte

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  • Anonimo
    9 anni fa
    Risposta preferita

    direi di invertire nome e azione: Alex Armis si svegliò di colpo, destato dal suono ecc ecc, suona meglio

    direi di scrivere che guarda l'orologio, per sapere l'ora, ad esempio "cercò a tastoni il cellulare, lo prese e diede una rapida occhiata al display: le 5:45 di mattina. sbuffando spense la sveglia" tra l'altro c'è anche un errore: un cambio di soggetto, che non viene specificato (alex spegne il cellulare, ma è il cellulare che marca l'ora) oddio si capisce, ma solo se si leggono le righe precedenti, da sola non ha senso. in più dopo "mattina" ci va il punto.

    l'intervento del narratore esterno per spiegare quanto sia brutto svegliarsi è da togliere, è brutto, va bene solo se il racconto è in prima persona, ma anche li bisogna starci attenti. direi, invece di raccontare, mostrare lui che si alza, striscia fino in bagno, si lava, il tutto brontolando e parlottando da solo. mostrare lui che si perde via a canticchiare e impreca per l'ennesimo ritardo, e così via.

    brutta la descrizione, brutta, è a lista della spesa: alto 170 (ma è importante poi?), capelli biondi che diventano castani se bagnati, muscoli scolpiti, occhi zaffiro, latte, pane, uova... puoi dire semplicemente "si passò frettolosamente un salvietta sui capelli, che asciugandosi da castani tornarono biondi" e un dettaglio l'abbbiamo sistemato, i 170 direi di ignorarli, magari quando esce mettiamo una vecchina che si allontana guardandolo male perché sembra un violento, e così via. show, don't tell!

    il festival degli errori, eccolo corretto: "Si vestì e pettinò. Scendendo le scale vide una figura accovacciata sul divano, tanto immobile e silenziosa da sembrare un morto. Quella figura, secondo lui, era parte della causa di questa loro miseria: era sua madre, madre praticamente solo di fatto per lui, visto che non provava quasi più un sentimento verso di lei eccetto rabbia e pietà. Accanto alla donna dormiente c’era un computer, la vera causa, con la schermata di un videogioco online." direi di mettere una scena in cui il ragazzo vomita rabbia e pietà addosso alla madre, renderebbe meglio l'idea dei suoi sentimenti.

    direi di mettere "andò in cucina, prese una pagnotta e l'addentò tornando in corridoio" suona meglio, secondo me

    altro festival degli errori: "Uscendo dalla stanza si soffermò per guardare sua madre: era sdraiata sul divano, sotto due coperte puzzolenti, e intorno a lei c’erano scatole di biscotti, cartacce, lettere e quant’altro. Dormiva con un braccio semi teso rivolto al netbook, a bocca aperta e aveva la testa chinata all’indietro. Dormiva sul sofà non perché non avesse un letto proprio, ma perché navigando tutto il giorno e stando sdraiata continuamente si addormentava di colpo, persino quando cucinava. Non ne voleva sapere di andare in camera sua per dormire o lavarsi: lei stava bene nel sudiciume, così diceva per non alzarsi. " beh, secondo me qui ci starebbe bene una scena in cui il ragazzo e la madre parlano. show, don't tell!

    ommioddio, il pezzo finale è tremendo, e raccontato malissimo, senza contare quel brusco passaggio dal passato al presente. direi di sistemare così: "Alex si lavò i denti, mise la giacca e si caricò lo zaino. uscì e rimase fermo qualche secondo sullo zerbino. Rientrò brontolando per il caldo, si sfilò la giacca e la buttò su una sedia, rimanendo solo con la maglietta, e tornò fuori."

    il tragitto casa-stazione è confuso, va riscritto aggiungendo particolari. nonostante per te sia monotono ogni giorno fare lo stesso percorso, per il lettore che segue per la prima volta alex non lo sarà affatto. senza contare che, nel frattempo, potrai far compiere ad alex azioni che ne delineeranno un pò il carattere

    ah, quasi mi dimenticavo: per favore, togli la parte in cui canta. oltre ad essere ridicola (per una sola strofa ci mette 2 minuti e per un'altra addirittura 8?) il testo è brutto e inutile... è dialetto milanese? inoltre non hai messo dei segni per indicare che siamo passati al discorso diretto, devi stare attenta

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    non lo definirei stupido, come inizio può andare. mostrare il protagonista preso dalla quotidianità ci aiuta a familiarizzare meglio con lui. certo va bene una volta, dopo questa parte, noiosa e ripetitiva, dovrà essere saltata con un bel "si alzò e dopo aver fatto la doccia andò a scuola" o, meglio ancora, tagliata del tutto facendo partire la narrazione dal momento in cui succede qualcosa di interessante per il lettore.

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  • Anonimo
    9 anni fa

    Nel complesso non è male, ma devo fare qualche osservazione.

    Primo: fai più attenzione alla punteggiatura. Ne metti troppa, e spesso nei punti sbagliati. Così facendo la scorrevolezza del testo ne risente, e parecchio.

    Secondo: usi parole poco adeguate al testo. Sono parole e sinonimi ricercati, ma a mio parere inutili. Come "destarsi" invece che "svegliarsi". E' poco usato, e nella narrazione stona.

    Terzo: la formattazione del testo è da rivedere. Per "formattazione" intendo quando andare a capo, quanti spazi mettere, ecc... i dialoghi vanno a capo, per esempio, a meno che non stia solo pensando fra sé e sé (ma se pensa ad alta voce già non va bene). E quando canta, sarebbe meglio se tu disponessi le strofe in un modo diverso, possibilmente andando a capo dopo ogni verso, apartire dal primo. Così rendi il testo più scorrevole (a sproposito, è dialetto piemontese?).

    Quarto: come qualcuno ha già detto, non è possibile che una sola strofa duri tutto quel tempo.

    Per il resto non è male, devi solo rivederlo un po'.

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  • Anonimo
    9 anni fa

    La mia prima impressione è che metti troppo virgole. La punteggiatura è rara e scadente, il ritmo della narrazione sembra troppo veloce (in alcuni punti) e spesso usi delle ripetizione.

    Per correggere questi errori che da soli non sono gravi, ma insieme formano un bel pasticcio, inserisci più punti fermi e più punti e virgola: c'è ne sono troppi pochi e quando andrebbero messi sono sostituiti dal segnetto che è la virgola, inesatto in molte zone.

    Inoltre, questo brano si incentra su una grande sciocchezza: il momento del risveglio del ragazzo. Da li parte tutto. Ma se questo povero ragazzo vuole dormire perché non si alza alle 7:00 e rimanda il cantare della canzone al pomeriggio o alla sera, come potrebbe benissimo fare?

    E' una cosa stupida che il ragazzo si svegli presto solo perché gli piace cantare una canzone al mattino, specie se al ragazzo piace dormire.

    In alcune parti non è male, devi solo cercare di non cadere nella banalità come ti è successo qui.

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  • Anonimo
    9 anni fa

    beh...è bellissimo complimenti..in bocca al lupo allora..!

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