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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaStoria · 9 anni fa

tema:come vivresti se fossi tra il 1860 e il 1945?

5 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    9 anni fa
    Risposta preferita

    Male. Un nato nel 1860 e morto nel 1945 visse la sua vita negli stenti e nel sacrificio, nelle guerre, ed anche se ricco non avrebbe avuto poi un gran benessere. La media popolazione lavorava da 1o a 12 ore al dì e mezza giornata o fino alle 16°° il sabato; solo per pochi e dopo il 1930 furono introdotti pochi gg di ferie annue, non obbligatorii e rimborsabili dall'Azienda. Il padrone poteva variare l'orario di lavoro "per la Patria" a piacimento. Non c'erano diritti: nè di parola e pensiero, nè di sciopero, nè di manifestazione. Solo pochi erano elettori ed eletti e dopo il 1925 sparirono anche le elezioni. La famiglia era patriarcale, col Padre padrone che aveva lo "jus corrigendi": poteva massacrare di botte moglie e figli; così un caporeparto o capufficio od ufficiale potevano colpire in "maniera nn grave"(?) il dipendente o subordinato. Non c'erano mezzi di trasporto: solo lentissimi treni a vapore e qualche prototipo elettrico, nessuno superava i 120 kmh. Solo 3 corse al giorno fra Milano e Roma. Pochi avevano il tempo libero ed i soldi per viaggiare: si viveva confinati nel quartiere o paesello. Le rare auto apparse dopo il 1920 erano roba per rikki, lente ed inaffidabili, le strade erano poche e sterrate o ancora col pavè dei Romani. La stampa era censurata; c'erano ancora moltissimi analfabeti nel 1945, del resto. Svaghi poki, tempo libero scarso, soldi pochi. Niente cure mediche: niente dentisti, niente antibiotici, niente calmanti, niente integratori, scarse ed inefficienti le medicine in genere, e care. Niente sanità pubblica, niente pensione tranne che poche casse mutua di settore. Paghe e pensioni da fame. Case miserande, cà de ringhera nelle città e cascine in campagna: pochi avevano luce ed acqua corrente, quella calda era uno stralusso. D'inverno vedevi il ghiaccio all'interno dei vetri: i cessi erano fuori o stto i portoni o sul pianerottolo. C'era il vaso stto il letto, vivevi nella puzza, la tua donna defecava accanto a te, in camera. Facevi 2 anni di militare sotto una disciplina da carcere, in caserme inospitali od agghiaccianti forti napoleonici adattati ad hoc (Bard, Exilles...). "Dovevi" sposarti: il poco tempo e le scarse esperienze ti facevano cadere nel primo mostro ke ti sorrideva, o procacciato dalla famiglia o dalle comari di quartiere. Sotto il fascismo se eri scapolo ti tassavano, così se nn facevi figli. Una vita da schiavo: unico svago, il vino o la grappa. La fiera della domenica, la banda militare. Poi il cinema, in città, dopo il 1920. Si camminava con gli zoccoli per km per recarsi a ballare "con le scarpe belle" in qualche aia, la domenica pomeriggio. Igiene scarsa, le donne puzzavano come capre e tu anche: ci si faceva il bagno in tinozza in 4 o 5 nella stessa acqua, il sabato sera. Preferirei sapere che crepo di cancro soffrendo come un cane fra 5 anni che vivere 85 anni sano (per modo di dire...) fra quei due anni. Credo che loro l'inferno l'abbiano già visto in terra, espiando ogni peccato che possano aver fatto, i ns bisnonni.

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  • 9 anni fa

    Male.

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  • 9 anni fa

    cosa vuoi dire "vivere se fossi...". non comprendo csa tu desideri

    sapere. mezzi per vivere, politica ? spiegati per favore

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  • Anonimo
    9 anni fa

    sempre meglio che adesso...

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  • 9 anni fa

    Una favola, punto

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