Dittatura di Stalin, leggete sotto?

ho un esercizio per domani che dice: Kazimir Malevic nel 1929 dipinse IL TAGLIO DEL FIENO, un'opera in cui i contadini, monumentali e con i volti anonimi, sembrano alludere al malessere per la collettivilizzazione del lavoro agricolo. Approfondisci con una ricerca (libri, enciclopedia, internet) le condizioni dei contadini durante la dittatura di Stalin. 10 punti al migliore!

3 risposte

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  • C@rol
    Lv 7
    9 anni fa
    Risposta preferita

    …………….Con la Nuova politica economica nel corso degli anni venti i contadini proprietari i kulaki avevano tenuto in vita un’economia di mercato all’interno dell’Unione Sovietica arricchendosi con la vendita dei prodotti agricoli.

    L’arricchimento dei contadini e le disuguaglianze sociali non erano gradite a Stalin, lui voleva realizzare una società ispirata al comunismo e togliere ogni traccia di economia capitalista. Stalin decise, quindi, di togliere la terra a questi contadini e di collettivizzarla. I contadini, soprattutto i kulaki, si opposero fermamente alla collettivizzazione, imboscando le derrate alimentari, macellando il bestiame ed anche utilizzando le armi. Stalin reagì massacrando o deportando nei campi di lavoro i contadini proprietari con le loro famiglie.

    "Per eliminare i kulaki come classe non è sufficiente la politica di limitazione e di eliminazione di singoli gruppi di kulaki [...] è necessario spezzare con una lotta aperta la resistenza di questa classe e privarla delle fonti economiche della sua esistenza e del suo sviluppo". (Josif Stalin)

    Milioni di persone, infatti, furono portate nei campi di concentramento in Siberia fra il 1928 e il 1932 al posto dei fondi privati ci furono i kolchoz , aziende agricole dove alcuni gruppi di agricoltori coltivavano la terra comune possedendo solo l’abitazione e pochi animali e i sovchoz aziende di proprietà esclusiva dello stato.

    Quindi, ci fu la pianificazione integrale dell’economia: lo stato governava in modo rigido tutti i meccanismi dell’economia, stabilendo cosa produrre, quanto, in quanto tempo e a quale prezzo ( Il primo piano quinquennale 28/32 dava la precedenza all’ industria pesante. Circa la metà del reddito nazionale fu dedicata all'opera di trasformazione di un Paese povero e arretrato in una grande potenza industriale ). Ciò escludeva . è chiaro, l’iniziativa privata e presupponeva la proprietà pubblica di tutti i mezzi di produzione. La produzione agricola diminuì, e il prelievo forzato di gran parte del raccolto rendeva inesistente il margine per l’autoconsumo; una spaventosa carestia devastò alcune regioni (stime approssimate : uccise cinque milioni e mezzo di persone, sparirono intere generazioni di contadini e milioni di persone, si spostarono verso le città per trovare nuove occupazioni . Circa 20 milioni di contadini passano all’ industria. Alla fine del 32, per legare alla terra i contadini, venne stabilito il sistema dei passaporti interni… ). Con la collettivizzazione, pertanto, lo stato riuscì a organizzare l' estorsione del grano, ma non la produzione che, c.d., diminuì fino al 1937. Per far fronte alla situazione, il governo fu costretto, nel 1935, a concedere ai contadini piccoli appezzamenti di terra che, nonostante le tecniche primitive di conduzione agraria, contribuirono in modo sostanziale al sostentamento alimentare del paese (nel 1938, pur occupando solo il 3,9 per cento delle aree coltivate, fornivano il 45 per cento della produzione agricola totale). Condotta in nome della modernità, in ogni caso, la collettivizzazione finì per riprodurre, l' arcaismo del mondo rurale

    Fonte/i: qua e la..........
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  • 9 anni fa

    la dittatura di stalin, che aveva preso il potere sovietico,

    si rivolse come una delle prime cose ai contadini, che

    con la rivoluzione di lenin avevano ricevuto terre, privan-

    doli di ció e li mise nei collettivi agricoli

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  • Anonimo
    9 anni fa

    Le condizioni dei contadini durante lo stalinismo erano pessime a causa della sbagliato attuamento della politica comunista di stalin basata su:

    - abolizione della proprietà privata.

    - pianificazione

    - lavoro ispirto a Stakanov (da qui il termine ''stacanovista'' cioè una persona che lavora per orari prolungati senza mai fermarsi).

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