Gabriele D'Annunzio, apologia di uno dei più grandi scrittori del 900.?

salve a tutti, a breve avrò un esame e vorrei portare queat'autore come argomento principale della mia esposizione, però il problema è che pare che al professore che seguirà il mio esame non vada a genio D'Annunzio. Si, certamente Gabriele D'Annunzio non fu un personaggio equilibrato ed è vero anche che usò la propria immagine(portandola all'estremo del liberty e dell'estetismo) per sponsorizzare le sue opere..ma, ragazzi, che opere! Inoltre leggendo il Piacere, mi sono resa conto che oltre all'estetismo sfenato e alla cronaca rosa subliminare c'è di più... potete aiutarmi a mettere in ordine quest'idea e ad esplicitare questo di più che sta dietro le belle parole di questo romanzo e in generale dell'Opera dannunziana?

2 risposte

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  • Monica
    Lv 4
    10 anni fa
    Risposta preferita

    Ciao, concordo pienamente con te, D'Annunzio è un grande, si può non concordare con alcune sue scelte di vita ma credo che nessun professore possa mettere in discussione la sua grandezza artistica. Molteplici sono i generi presenti nell’opera dannunziana dovuti al suo grande eclettismo: poesia lirica, epica, romanzo, novelle, teatro, scritti di critica, cronaca giornalistica, prosa d’arte.Eclettismo è la prima parola chiave. Io evidenzierei anche il superomismo: l’artista riesce a tradurre la parola in azione, distinguendosi dalle masse, e trascinandole con le sue vementi doti oratorie. Si rivela il letterato italiano più attento alla modernità. Per lui, l’estetismo è ispirazione ad un’esistenza di eccezione, al vivere inimitabile, a fare della propria vita un’opera d’arte, è anche culto delle sensazioni in senso irrazionalistico e anticristiano. Estetismo altra parola chiave. Il culto della sensazione tende a collocare la vita dell’uomo dentro la vita della natura assimilando l’una dall’altra in una visione metamorfica. L’arte per D’Annunzio il prodotto di una mente superiore. Il suo fine è quello d’imporre la propria bellezza, suscitando inebrianti sensazioni nei lettori. La parola è tutto, sostituisce il mondo e sta per esso. Sperimentalismo: D'Annunzio collauda nella sua numerosa produzione molti stili poetici e narrativi, senza mai rinunciare al ricorso a termini rari e arcaizzanti, che in definitiva nobilitano la scrittura. Ed infine il panismo: l’uomo si immerge sensualmente nella natura, fino a perdersi in essa, mentre la natura si umanizza, in un processo di reciproca trasformazione metamorfica. Questi i tratti salienti che evidenzierei, senza voler scivolare nelle vicende storiche che pure secondo me, a prescindere dai giudizi di parte, sono parte integrante del suo modo di essere di uomo e di artista. D'Annunzio e qui ha un valore incommensurabile il giudizio di Giorgio Bàrberi Squarotti (Invito alla lettura di Gabriele D'Annunzio) è grande perché grande sperimentatore di forme letterarie (ha rinnovato in tutto ed è impossibile non guardare a lui, dirà Eugenio Montale).

    Riguardo a Il Piacere come sottolineò Benedetto Croce, con d'Annunzio "risuonò nella letteratura italiana una nota fino ad allora estranea, sensualistica, ferina, decadente". Decadente: è questa la novità fondamentale. Così come, un secolo prima, Foscolo aveva traghettato sul suolo italiano il tipo dell'eroe romantico con Iacopo Ortis, d'Annunzio dà vita al modello dell'esteta decadente.

  • 10 anni fa

    Mi sta sul cazzò a me sto D'annunzio

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