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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 9 anni fa

vi prego rispondete!!!!come continuerestte questo pezzettino?

Ormai era da molte lune che navigavamo e il viaggio per mare non si rivelò per niente piacevole, alle fatiche dei miei compiti si aggiungevano i continui tormenti da parte di Giordan, anch’egli uno schiavo, come me.

Al contrario il mio padrone, il capitano Julian, che mi scelse fra tutti gli altri di persona, aveva un comportamento ben più umano nei miei confronti, mi trattava quasi come una pari, cominciavo a pensare che i suoi interessi nei miei riguardi andavano oltre i miei incarichi lavorativi.

Ero l’unica donna a bordo, la cosa mi faceva rabbrividire, naturalmente avevo una stanzetta tutta per me, non dormivo di certo insieme agli altri, almeno per qualcosa potevo ritenermi soddisfatta. Non capivo l’atteggiamento di Giordan verso di me, forse, essendo noi gli unici schiavi, quelli personali del capitano, a lui venivano affidati compiti più duri e tutti i rimproveri da parte del padrone, evidentemente la cosa non gli andava giù, e io lo capivo, ma era fin troppo avventato con me, come se la causa di ciò fossi io. Un giorno, durante la cena mi si avvicinò e senza nemmeno guardarmi mi versò del vino sulla veste, che si macchiò tutta “Perdonami, non l’ho fatto apposta!” disse come per prendermi in giro “Ma perché ce l’hai con me? Cosa ti ho fatto?” “Io? Con te? Tu credi?” rispose con un ghigno odioso sul viso, tutti gli altri sghignazzavano divertiti, “Che succede qui?” domandò il capitano, la ciurma si ammutolì neanche fosse entrato il diavolo, “Niente, capitano” disse Giordan, alla presenza del padrone cambiava completamente atteggiamento, il capitano guardò il mio vestito colorato dal vino e il viso preoccupato del suo servo “Ah si? Non accade niente?” disse infuriato “Lo sai che se non fosse stato per me ora saresti nel fango fra i maiali? E’ quello il posto che più ti si addice!” gli altri risero, io ero imbarazzata “Ma capitano io…” Giordan si fermò, non sapeva che dire, “Tu cosa? Pensi che sia stupido? Ho visto cosa hai fatto, su una nave i tuoi modi da bambino dispettoso non mi occorrono!” detto questo chiamò un mozzo per farsi portare un bastone, lo picchiò fino a farlo sanguinare, come d’altronde era solito fare. Corsi nel bagnetto della mia stanza e mi cambiai d’abito, come se ne avessi in quantità, ad essere sincera un po’ mi dispiaceva ciò che doveva sopportare Giordan, per ogni errore commesso seguivano insulti e bastonate, a me non accadeva niente di ciò, da una parte potevo quindi ritenermi fortunata. Sentii bussare alla porta “Spero non sia qualcuno che voglia infastidirmi” pensai. “Posso entrare?” sentii.

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2 risposte

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    "Aspetto che il panico cresca,quando la paura si trasforma in visioni celestiali,allora inizio a staccare"

    Kevin Schwantz

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  • Anonimo
    9 anni fa

    "Prego, la porta è aperta". Il capitano entrò e d'improvviso mi sentii assalita da vampate di calore, la cosa mi parve strana perché il marchese l'avevo avuto qualche giorno prima.

    "Senti, perdona quello scriteriato di Giordan, hai visto che passata che gli ho dato, eh?" chiese lui, e mi parve che nel frattempo avesse come un rivoletto di bava all'angolo sinistro della bocca. "Padrone" gli dissi "sono molto dispiaciuta per quello che è successo, e ho timore che Giordan si vendicherà contro di me per quello che gli hai fatto". "Sì, sì, che ci provi, quel porco di un cane, verme schifoso, che ho raccolto dalla strada, quel, figlio di... " "Padrone" lo interruppi, "non si dicono le parolacce".

    "Ma vaffanùlo, tròia."

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