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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaArte e cultura - Altro · 1 decennio fa

Mi sapete dire perché Giovanni Bellini è considerato il capostipite della scuola veneta del colore?

P.S. Buona Pasqua a tutti! :D

2 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    6.3 - Giovanni Bellini

    Le prime opere di Giovanni Bellini denunciano un gusto ancora goticheggiante acquisito con la

    formazione presso la bottega paterna. Tuttavia, la conoscenza delle opere di Andrea Mantegna (che

    nel 1453 aveva sposato la sorella di Giovanni, Nicolosia) conduce presto il giovane veneziano verso

    forme più rinascimentali. L’influenza della maniera scultorea mantegnesca si nota già nella

    Trasfigurazione [fig. 1], in cui lo scorcio e la frastagliatura delle rocce e dei panneggi si avvicina

    allo stile contemporaneo di Andrea Mantegna.

    36

    ICoN – Italian Culture on the Net L. Ventura – Il Quattrocento…

    L’influenza mantegnesca andò progressivamente ad attenuarsi, anche se alcuni echi si continuano a

    percepire fino alle opere della fine degli anni Ottanta, e si fa strada quello che sarà lo stile più

    caratteristico di Giovanni Bellini, fatto di figure morbide, costruite dal colore e dalla luce, inserite in

    un paesaggio studiato e reso con la stessa attenzione tributata ai personaggi.

    Un’opera fondamentale nell’evoluzione stilistica di Bellini è la cosiddetta Pala di Pesaro del 1470-

    1475 [fig. 2]. Si è spesso parlato di questo dipinto, come di una testimonianza dell’influsso su

    Giovanni della pittura rigorosamente prospettica di Piero della Francesca. In effetti qui compare una

    struttura architettonica che definisce lo spazio e anche le figure della cimasa sono dipinte con uno

    scorcio motivato dalla collocazione del dipinto. Tuttavia il paesaggio naturale si inserisce a pieno

    titolo al centro dell’immagine e i santi non rendono tanto l’idea del volume rigorosamente

    geometrico pierfrancescano, perché la loro monumentalità è ottenuta esclusivamente con il colore.

    La Pala di Pesaro è un passaggio importante nel percorso che condurrà alla definizione della forma

    più tipica della pala d’altare veneziana, ovvero la cosiddetta "sacra conversazione" o, più

    correttamente, la Madonna con Bambino e Santi. Perduta la pala dipinta per la chiesa veneziana di

    San Giovanni e Paolo nel 1475, opera capitale in questo percorso è la Pala di San Giobbe del 1487

    [fig. 3]. In questo dipinto ormai rispondente alla tipologia della "sacra conversazione", la Madonna

    è seduta su un trono rialzato inserito al centro di uno spazio absidato, ed è circondata da sei santi,

    scelti in base a specifiche esigenze devozionali e dotati di differenti valenze simboliche.

    6.4 - Giovanni Bellini: la maturità

    La pittura di Giovani Bellini, ormai definita nei suoi caratteri verso la fine del nono decennio del

    XV secolo si caratterizza per toni morbidi e sfumati, del tutto differenti dai colori smaltati usati dai

    pittori fiorentini. E questo carattere stilistico distingue chiaramente, e la distinguerà ancor più nel

    Cinquecento, tutta la pittura veneziana da quella fiorentina, così da costringerci a considerare

    Giovanni Bellini un vero caposcuola, anche se il particolare gusto cromatico veneziano deriva dalla

    lontana tradizione bizantina del Medioevo lagunare.

    Entrando nel XVI secolo ormai settantenne, Giovanni Bellini non mostra né stanchezza inventiva né

    impoverimento qualitativo. Sono testimoni di questo periodo maturo dell’artista alcune opere, come

    il Ritratto del doge Leonardo Loredan, la Pala di San Giovanni Crisostomo e il Festino degli dei.

    Il Ritratto del doge Loredan [fig. 1] costituisce uno straordinario esempio di ritratto dogale, in cui il

    morbido modellato belliniano si accosta alla cura dei dettagli e alla resa della dignità del

    personaggio.

    La pala con I santi Girolamo, Cristoforo e Ludovico da Tolosa [fig. 2] presenta un’ulteriore

    innovazione della tipologia della pala d’altare veneziana, con la disposizione dei personaggi in due

    distinti spazi fisici e concettuali: una struttura centinata, apparentemente assimilabile alle chiese

    delle pale più tradizionali, si apre nel fondo in un paesaggio rupestre in cui si trova Girolamo,

    emblema della vita contemplativa, mentre in primo piano sono i santi Cristoforo e Ludovico da

    Tolosa, simboli della vita attiva.

  • 1 decennio fa

    perché giovanni bellini nacque e lavoró nel veneto, guarda

    cosa dice "chiara vincis". lee ho dato una stella

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