RIASSUNTO sul libro di Silvia Avallone, Acciaio?

ciao a tutti!!!

Ragazzi mi trovo parecchio in difficoltà, la mia prof ha lasciato questo libro da leggere durante le vacanze di pasqua, ma io me ne sono un pò fregato credendo che tanto avrei trovato i riassunti su internet. A quanto pare sul web però ci sono solo recensioni e piccoli riassuntini della trama...

A me servirebbe TUTTO IL RIASSUNTO DEL LIBRO, magari qualcuno che lo ha letto mi potrebbe aiutare? vi prego è importantissimo e sono alquanto disperato essendo che il libro è per domani... :(

1 risposta

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  • Anonimo
    9 anni fa
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    Acciaio nel cuore dell’enorme fabbrica, che dà la vita e contemporaneamente la ******* via, dove si invecchia a 20 anni e la sicurezza è una teoria. Acciaio nella fibra e nell’essere di chi va avanti ogni giorno in un’esistenza senza sapore, di chi cerca di fuggire per poi scoprire che la sua strada non può portarlo altrove. Anche i gatti sono d’acciaio, a Piombino: randagi, malati, storpi, stringono i denti in cerca di una briciola di cibo e di affetto. Gli uomini li rispettano, allungano loro un boccone, una carezza. Non si sognano di maltrattarli, forse perché in quei gatti, in fondo, rivedono sé stessi. Il romanzo che per una manciata di voti non si è aggiudicato il premio Strega ha già superato il vincitore in termini di attenzione da parte del pubblico. Indubbiamente non è un libro che possa lasciare indifferenti: o si ama o si odia, non ci sono vie di mezzo, perché l’argomento è forte ed è espresso con forza. Si parla di adolescenza, ma non è un libro per ragazzine: qui non ci sono due amiche che si scrivono “TVUKDB” fra una festa in casa e una corsa in scooter. Ci sono due quasi quattordicenni che cercano di affermare sé stesse in un contesto soffocante, che non lascia vie d’uscita, e lo fanno scoprendo, in modo innocente e senza malizia, il potere che la loro bellezza ha su chi le circonda. Francesca ha una madre rassegnata e un padre-padrone, Anna una madre battagliera, un padre scavezzacollo e un fratello dalla scorza dura, ma in realtà buono e generoso. Nella loro realtà ristretta e piena di limiti si inserisce di tutto: droga, trasgressione, piccoli furtarelli e truffe vere e proprie, ricerca disperata di un miglioramento nel modo sbagliato, voglia di crescere che spinge nella direzione sbagliata. In tutto questo, Francesca e Anna si stringono l’una all’altra: sono inseparabili da una vita, per loro è inimmaginabile pensarsi lontane. Eppure, a scavare una voragine fra di loro arriva proprio l’amore: quello incompreso di Francesca e quello troppo precoce di Anna. E’ lì che il loro mondo semplice, fatto di luoghi degradati ma per loro importantissimi e del sogno dell’Isola d’Elba che sembra il più bel viaggio mai possibile, si sfracella, separandole e spingendo Francesca su di una strada che potrebbe essere senza ritorno. Ma c’è di peggio in arrivo. Se questo libro sia un capolavoro, se meriti tutta l’attenzione che gli si sta tributando, solo il tempo potrà dirlo. E’ però un bel libro, cosa ancora più rimarchevole in quanto si tratta di un’opera prima di una scrittrice così giovane, un romanzo originale, complesso, ben scritto. Certo, con piglio molto giovanile, ma d’altronde è con gli occhi di due ragazzine che stiamo osservando la realtà. Qualcuno lo ha definito “morboso”, ma non contiene una parolaccia ne’ una volgarità in più del necessario (d’altronde, un simile argomento non sarebbe andato d’accordo con linguaggio forbito e situazioni da educande). E’ vita, come viene vissuta in un certo ambiente, descritta in modo sincero e arricchita da ottime descrizioni che non annoiano, anzi: la Avallone riesce a rendere affascinante anche il racconto delle fasi di produzione dell’acciaio. I personaggi sono ben definiti, ben caratterizzati, si fanno amare o odiare a seconda del loro ruolo, ci si ritrova ad accompagnarli per le strade assolate, a spiarli dalla finestra o attraverso la vegetazione di un canneto, partecipi di una storia che ci cattura e dalla quale, fatalmente, dobbiamo aspettarci qualche brutto colpo.

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