? ha chiesto in Casa e giardinoGiardinaggio · 10 anni fa

Orchidea Phalaenopsis come concimarla???? Che tipo di concime usare?

Salve a tutti, la domanda che volevo porvi riguarda un'orchidea Phanelopsis che ho regalato alla mia fidanzata.

Ci stiamo informando un po' su come trattarla sia per quanto riguarda il quanto ed il come innaffiarla e sia riguardo il come e quanto concimarla.

Oggi sono stato in un vivaio e mi hanno dato, per concime, un concime generico per piante, è liquido e si diluisce con l'acqua prima di darlo alla pianta.

Dalle dosi riportate sulla bottiglia c'è scritto che un misurino va mescolato in 3 litri d'acqua, ora mi chiedevo, un concime di tipo generico va bene per le phanelopsis?? inoltre, se va bene, quanto e come glielo devo versare?? visto che ho letto che questa pianta non deve essere mai innaffiata dall'alto ma deve essere immersa, quindi mi chiedevo, come glielo do il concime???

Rispondete presto vi prego!!! Grazie

Aggiornamento:

Grazie mille paolo per la tua risposta, ho capito perfettamente. L'unica cosa che volevo chiederti, per conferma è: il concime glielo devo dare quando la immergo giusto? ovvero, mescolo le giuste dosi di concime liquido ed acqua in una bacinella e dopo vi immergo la pianta, esatto? Scusa ma sono un principiante e vorrei tanto che questa pianta durasse il più possobile

Aggiornamento 2:

Grazie mille paolo per la tua risposta, ho capito perfettamente. L'unica cosa che volevo chiederti, per conferma è: il concime glielo devo dare quando la immergo giusto? ovvero, mescolo le giuste dosi di concime liquido ed acqua in una bacinella e dopo vi immergo la pianta, esatto? Scusa ma sono un principiante e vorrei tanto che questa pianta durasse il più possobile

3 risposte

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  • 10 anni fa
    Risposta preferita

    Mi associo a quello che ti ha detto paolo ed è tutto giusto! Solo una cosa, io ti sconsiglio di annaffiare per immersione perchè l'orchidea s'inzuppa troppo. La phalaenopsis è un tipo di orchidea che si, vuole le radici costantemente umide, ma non vuole ristagni d'acqua; potresti incorrere in marciumi irreparabili. Molto poi dipende dal tipo di substrato che usi. Ti faccio un esempio: io ho due orchidee che al momento dell'acquisto erano zuppe d'acqua e il tipo di substrato era costituito da torba e bark a pezzi grossi. Il risultato è stato che il bark stava iniziando a marcire e dei piccoli animaletti si erano annidati nel vaso. Così ho dovuto procedere a un rinvaso fuori stagione e cambiando totalmente substrato. Ne ho preso uno specifico per le phalaenopsis composto da piccoli pezzetti di bark, torba di sfagno e filamenti di noce di cocco. Questo terriccio è in grado di trattenere molta umidità per questo lo innaffio dall'alto e NON per immersione. Risultato: le mie orchidee si sono riprese! Per evitare che dell'acqua ristagni in mezzo alle foglie, puoi prendere un piccolo panno e asciugare l'acqua in eccesso.

    Per i concimi: io personalmente non posso e non voglio perdere troppo tempo dietro alle piante, così uso un concime bilanciato 5-5-5 che va bene per tutto l'anno ed è specifico per le orchidee, ogni 20-25 giorni.

    Un ultimo consiglio: tieni presente che le regole di coltura che si trovano su internet sono molto generiche, devi avere pazienza e aspettare che la pianta si adatti alla tua casa; e se c'è qualche problema agire di conseguenza.

    Ad esempio molte persone coltivano le phal in solo bark e sono rigogliose. Ho provato anch'io, ma la mia casa è poco umida e il bark non tratteneva abbastanza umidità e stava causando sofferenza radicale; per questo poi ho optato per un substrato che trattenesse più umidità!

    Spero di esserti stata utile, buona coltivazione! :)

    Fonte/i: Ho due phalaenopsis
  • 10 anni fa

    Preferiscono avere le radici costantemente umide è pertanto opportuno annaffiature durante l'estate due volte la settimana e durante l'inverno, una volta la settimana. Ovviamente le situazioni variano da caso a caso. Facciamo un esempio: se l'orchidea phalaenopsis è piccola e quindi si trova in un vaso di piccole dimensioni, il substrato tenderà ad asciugarsi molto velocemente e quindi in questo caso le bagnature dovranno essere più frequenti rispetto ad una pianta che si trova in un vaso grande. Un altro esempio è in relazione al tipo di substrato: se si usa bark invece che osmunda , oppure se la pianta è coltivate in zattere si annaffierà più frequentemente.

    E' consigliabile annaffiare la mattina, per permettere alle foglie di essere asciutte la sera e stare attenti che l'acqua non ristagni tra gli interstizi delle foglie.

    In considerazione del fatto che le foglie sono carnose, possono resistere anche a brevi periodi di siccità ma occorre non abusare di questa caratteristica in quanto, come detto precedentemente, non hanno organi di riserva e quindi non è consigliabile farle esaurire le riserve contenute nelle foglie.

    In considerazione del fatto che l'ambiente ottimale per questa orchidea deve avere una umidità intorno al 70% occorre organizzarsi per raggiungere questo obiettivo anche se riuscire a simulare un angolo di foresta pluviale non sempre è semplice. Per riuscire ad avvicinarsi a questo possiamo sistemare il vaso che contiene la pianta sopra un sottovaso (o altro recipiente) nel quale si sistema dell'argilla espansa o della ghiaia nel quale sarà presente sempre un po' d'acqua. In questo modo le radici della phalaenopsis non entreranno a contatto con l'acqua che evaporando garantirà un microclima umido. Un altro accorgimento consiste nello spruzzare una volta al giorno, la mattina, le foglie con acqua non calcarea, meglio se demineralizzata.

    E' buona norma, per la salute di tutte le nostre piante, dotare i termosifoni di umidificatori per non permettere all'aria della stanza di diventare troppo secca.

    Ricordiamo inoltre che una mancanza d'acqua provoca una concentrazione nel substrato degli elementi nutritivi che avete via via somministrato, diventando estremamente dannosi per la pianta.

    TIPO DI TERRENO E RINVASO

    Il rinvaso della phalaenopsis si esegue normalmente alla ripresa vegetativa in primavera, quando compaiono le nuove radici, rispettandone al massimo l'integrità della pianta. Mai durante la fioritura a meno che non ci siano situazioni di grave emergenza che richiedano questo intervento.

    Prima di procedere al rinvaso vero e proprio della phalaenopsis occorre fare una serie di operazioni preliminari: bagnare con cura il substrato per rendere le radici più elastiche per evitare rotture; ripulire le radici di tutto il materiale attaccato; asportare le radici morte o gravemente danneggiate usando delle lame affilate (per evitare la sfilacciatura dei tessuti), pulite e disinfettate per bene con alcool o con varechina (per evitare la trasmissione di eventuali parassiti). Procedete con grande cautela e cercate di disturbare il meno possibile le radici. Ogni taglio va poi trattato con polveri fungicide ad ampio spettro reperibili da un buon vivaista.

    Come tipo di terriccio potete usare o un terriccio già pronto per orchidee facilmente reperibile da un buon vivaista oppure usare ad esempio del bark (o dello sfagno o foglie di faggio) mischiato a del polistirolo al quale potrete aggiungere della perlite o della gommapiuma che servono per mantenere l'umidità. Qualunque substrato utilizzate è fondamentale assicurare un buon drenaggio (i pezzi più grossi vanno riposti sul fondo del vaso). La Phalenopsis non ama i ristagni d'acqua è pertanto opportuno che il substrato ed il vaso possano favorire il rapido sgrondo delle acque di annaffiatura pertanto assicuratevi che il contenitore che avete scelto abbia un numero adeguato di fori di drenaggio (diversamente munitevi di attrezzi idonei per aumentarli).

    Dopo che l'orchidea è rinvasata lasciatela al riparo dalla luce diretta del sole, dagli sbalzi di temperatura e non annaffiate per circa sette giorni per consentire alle parti tagliate di cicatrizzarsi. Passato questo periodo iniziate molto gradualmente le annaffiature. Quando vi renderete conto che l'attività radicale è ritornata a pieno regime, riprendete a somministrare il concime.

    Per quanto riguarda il tipo di contenitore consiglio che sia di plastica trasparente. Questa affermazione è dettata da alcune considerazioni di carattere pratico: un vaso trasparente consente di tenere meglio sotto controllo lo stato di salute delle radici; permette di valutare meglio il momento della annaffiatura ed inoltre consente alle radici di poter svolgere una certa attività fotosintetica. Per quanto riguarda invece la dimensione del vaso deve essere appena più grande del precedente

    Fonte/i: Continuo -> Per quanto riguarda il tipo di contenitore consiglio che sia di plastica trasparente. Questa affermazione è dettata da alcune considerazioni di carattere pratico: un vaso trasparente consente di tenere meglio sotto controllo lo stato di salute delle radici; permette di valutare meglio il momento della annaffiatura ed inoltre consente alle radici di poter svolgere una certa attività fotosintetica. Per quanto riguarda invece la dimensione del vaso deve essere appena più grande del precedente. Prima del suo utilizzo il contenitore va lavato e disinfettato con alcool o varechina. Sarebbe inoltre opportuno che, se non usate guanti, anche le mani siano ben pulite prima di procedere. (Per maggiori chiarimenti sui vari tipi di terreno e sul rinvaso delle orchidee puoi consultare l'articolo "Tipo di substrato e rinvaso delle orchidee").
  • 10 anni fa

    per le orchidee devi somministrare concimi specifici sotto ti ho inserito un copia e incolla di una mia vecchia risposta.

    L' acqua utilizza in congiunzione con i concimi deve essere priva di calcare o quella piovana oppure quella demineralizzata, che si acquista nei supermercati utilizzata per ferri da stiro.

    Irrigazioni meglio per immersione (Evita potenziali problemi di marciumi delle foglie, possibilmente utilizzare acqua a temperatura ambiente..va posta in un luogo illuminato, non ai raggi diretti del sole, temperatura ambiente non inferiore ai 18 gradi.

    Concimazioni, errori ed eccessi mini la sua esistenza, la tua orchidea necessita (di tre tipi di concimi liquidi che trovi in giardinerie o negozi di floroviviaistica.

    Le orchidee come altre piante possono essere concimate anche tramite via fogliare, è un metodo di concimazione che viene utilizzato in caso di urgenti interventi, mentre quella radicale (va somministrata durante l' irrigazione è il metodo più comune utilizzato.)

    .

    Dettagli

    In primavera alla maggiore ripresa vegetativa vanno somministrati concimi con un rapporto 30/10/10 N;P;K Azoto 30% fosforo 10% e potassio 10% una volta ogni due settimane (leggere le indicazioni del prodotto)

    Nel periodo di fioritura concimi con minor percentuale di azoto (altrimenti si favorirebbe l' emissione di foglie a scapito dei fiori) 10 30 20 nei periodi normali di crescita un 18-18-18.

    Il consiglio di molti appassionati è quello di utilizzare come prodotto lil 50% di quello indicato dal produttore, in quanto gli eccessi sono più dannosi che la mancanza di somministrazioni.

    La frequenza delle irrigazioni è di circa 5-10 giorni dipende dal luogo in cui è posta, per creare un microclima e creare un aumento del tasso di umidità, con l' evaporazione, dovresti porre un sottovaso dei materiali inerti, perlite, pietra vulcanica, piccoli ciottoli etc. spessore di circa 3 cm versare dell'acqua la quale non dovrà mai toccare il vaso.

    Per la fioritura, un fattore importante è la temperatura e la luce.

    .

    La vostra orchidea è una delle più rustiche e facile da coltivare, con una ultima raccomandazione, mai eccede nelle irrigazioni, la immergi fino al colletto poi la appendi lasciando defluire tutta l' acqua in eccesso se nebulizzi con uno spruzzino, la phalaenopsis non ama irrorazioni fogliari, non ci devono essere ristagni d'acqua nell'incavo delle foglie.

    ciao

    Aggiornamento>>>>>>>>>>>>>

    Confermo il concime va diluito nell'acqua delle irrigazioni nella bacinella.

    PS: Quando ho la possibilità di recarmi in Liguria, faccio visita a un vivaio dove coltivano orchidee, a settembre somministrano concimi solidi a lento rilascio (palline ) per favorire la fioritura.

    Questo vivaista mi ha confermato che utilizza questo metodo solamente per questione di ottimizzazione delle risorse, vanno bene anche i concimi liquidi.

    L'acqua concimata non buttarla utilizzala per irrigare altri fiori. Ciao

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