Anonimo
Anonimo ha chiesto in Politica e governoPolitica e governo - Altro · 9 anni fa

Puglia, 1^ produttrice italiana di solare ed eolico, propone al governo il suo modello energetico? Accetterà?

Nessun limite di potenza per il solare sui tetti, salvaguardia degli investimenti avviati, adozione del modello tedesco già dal 2012. Sono questi i tre temi portanti degli emendamenti che la Regione Puglia presenterà nei prossimi giorni al governo per correggere lo schema di decreto sull’energia rinnovabile. Gli emendamenti sono stati definiti dalla vicepresidente della giunta e assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone in collaborazione con le associazioni del settore e il parternariato, nel corso di una lunga riunione convocata dalla stessa vicepresidente in seguito alla Conferenza delle Regioni.

Incentivi senza limiti per il fotovoltaico

La prima richiesta riguarda il solare sui tetti, detto anche solare strutturale. La Regione Puglia che sta promuovendo questo tipo di produzione anche per l’autoconsumo di aziende e famiglie, chiederà che l’incentivo per il solare sui tetti non abbia limiti legati alla potenza elettrica installata. Nel secondo emendamento si chiede che, per gli impianti già terminati, la scadenza degli incentivi secondo l’attuale ‘conto energia’ sia prorogata di 6 mesi, cioè dal 31 maggio 2011 (limite temporale previsto dal decreto), al 31 dicembre 2011.

Le agevolazioni sul conto energia

Questo correttivo appare indispensabile per salvaguardare gli investimenti già avviati dalle imprese sulla base delle agevolazioni previste dal conto energia (il terzo) immediatamente precedente al decreto. Il terzo emendamento chiede al governo di adottare per intero il modello tedesco (già previsto dal decreto a cominciare dal 2013), sin dal 1° gennaio 2012.

Il modello tedesco

Il modello tedesco prevede infatti incentivi con un tetto predefinito, che si rimodula poi a seconda delle richieste del mercato. Ad esempio, potrebbe dividere l’anno in tre quadrimestri durante i quali si stabiliscono incentivi per 100 megawatt a quadrimestre (ovviamente si tratta solo di un esempio). Se alla fine dei primi quattro mesi sono stati installati 200 megawatt, quindi il doppio delle previsioni, l’incentivo viene rimodulato secondo le nuove necessità.

Gli emendamenti pugliesi

Gli emendamenti pugliesi seguono alla Conferenza delle Regioni. Durante la Conferenza era prevista infatti la discussione sullo schema di decreto, ma le Regioni hanno chiesto di rinviare di una settimana il loro parere per le perplessità suscitate dal decreto. Dopo la redazione dei correttivi pugliesi, soddisfazione è stata espressa da Loredana Capone.

La produzione di energia fotovoltaica in Puglia

”Si è trattato di un lavoro collegiale – ha detto – che ha tenuto conto di tutte le necessità. Il governo non può non tenerne conto. La Puglia è la regione italiana ad avere più interesse per un miglioramento del decreto perché è la prima produttrice nazionale di eolico e fotovoltaico. Certo era necessario un ridimensionamento degli incentivi statali, ma non ai danni di un’intera filiera fatta di imprenditori, ma anche di tecnici, operai e ricercatori. Siamo convinti – ha concluso Capone – che i nostri emendamenti, se accolti dal governo, riporteranno la serenità in un comparto economico sempre più importante e soprattutto alimenteranno la produzione di energia per l’autoconsumo attraverso il solare sui tetti”.

Aggiornamento:

@Hns: non noi "komunisti" come ci chiamate, ma la Merkel, ha progettato di chiudere le centrali nucleari e produrre il 45% dell'energia tedesca tramite solare entro il 2030

Aggiornamento 2:

@Hns: sinceramente, tu ci credi davvero che le ipotetiche centrali italiane sarebbero pronte prima del 2030, risultando così già obsolete sul nascere? Ti faccio presente che in Finlandia c'è una centrale in costruzione da 10 anni (Olkiluoto, cerca su google), credi che siamo più veloci dei finlandesi? Rispondi sincero e non ideologico, grazie.

Aggiornamento 3:

@Hns: dai siamo seri, 4 anni ci vorranno solo per decidere il luogo in cui farlo, anzi forse neanche, dal 1986 ad oggi non sono ancora riusciti a decidere dove stoccare le scorie, credo che tu lo sappia ma non lo vuoi ammettere

8 risposte

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  • 9 anni fa
    Migliore risposta

    L'anno passato sono andato in vacanza in Puglia, sono passato proprio sotto le pale eoliche, quasi la metà erano ferme, investire sul rinnovabile e non usarlo è un delitto.

    Sul fotovoltaico ci credo poco, al contrario della Germania che è pianeggiante noi abbiamo il 30 % di territorio montano e pieno di vegetazione, disboscare per mettere i pannelli mi sembra assurdo, per il nostro fabbisogno occorrerebbe coprire un territorio vasto quanto l' Umbria.

    La densità della popolazione italiana è tripla rispetto alla Germania, il terreno ci serve anche per le coltivazioni riso, grano, ortaggi non li coltivi in montagna, sotto i pannelli non coltivi nulla, quindi megacentrali da noi sono impossibili.

    Nelle città d' arte, i pannelli non te li fanno mettere (prova a farlo ad Assisi o sul cono panoramico, non li puoi mettere neanche ad uso familiare), ti ritrovi contro tutti, dal WWF ad Italia Nostra, già protestano per le pale messe sulle montagne, figurati i pannelli nelle città con la ragnatela di fili.

    Non credo che il solare (almeno per ora) sia la nostra soluzione, credo di più all' eolico ed alle biomasse.

  • Anonimo
    9 anni fa

    Questa attenzione al problema energetico,che riprendono la "green economy"

    (cioè l'Autarchia del Ventennio a cui hanno cambiato nome)

    sono importantissimi.

    Ma AD OGGI le energie solare ed eolica non possono produrre

    energia a sufficienza

    (la più efficiente centrale solare del mondo

    produce 1/30 di una piccola centrale nucleare).

    Si spera(e si pensa)che entro pochi decenni la tecnologia

    migliori sensibilmente,in modo da potersi affrancare da

    fonti non pulite.

    Ma da oggi a quel giorno in qualche modo va prodotta.

    O viviamo per qualche decennio utilizzando 1/30 dell'energia che utilizziamo

    oggi.

    _____________

    Infatti ha progettato di chiuderle per il 2030 perchè

    da qui al 2030 le altre fonti non bastano.

    Ma da qui al 2030 se vuoi metterti su una bicicletta

    con dinamo e produrre per il fabbisogno energetico nazionale,

    va benissimo così!

    _____________

    Le nuove centrali Italiane avranno tempi di costruzione di 4 anni.

    Non avendo complessi di inferiorità nazionale nè alcun tipo di pregiudizio,

    non ho motivi per pensare che quei tempi non saranno rispettati.

    Il giorno in cui accadrà sarò il primo a farlo notare

    e chiederne conto ai responsabili.

    Per quanto riguarda la centrale finlandese,era un progetto mastodontico per la centrale

    più grande del mondo;sfido che in 10 anni non sia pronta.

    Situazione diversissima dalla nostra.

    Comunque,ripeto;

    se hai un esercito di criceti da far girare sulla ruota

    per i prossimi decenni,il tuo progetto è il benvenuto!!!

    In alternativa inizia a stare al computer 1/30simo del tempo

    che ci passi oggi.

    ___________

    Ripeto;

    non sono in possesso di sfere di cristallo.

    Ma il giorno in cui accadrà che i tempi

    non saranno rispettati(e non ho motivo per pensarlo),

    sarò in prima fila nelle critiche,nelle richieste di spiegazioni,

    nell'addebito di responsabilità ecc.........

  • siamo in italia e le cose semplici diventano complicate quando e' la politica a decidere, se ci sara' la possibilita' di far girare denari come sappiamo fare noi italiani allora si fara', ma se nessuno ci guadagna , se non si puo' fare il magna tu che magno io, allora tale proposta sara' messa in un cassetto.

  • Angela
    Lv 5
    9 anni fa

    Purtroppo anche se è una grande proposta quelli del PDL-Lega non accetteranno mai.

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  • 9 anni fa

    bisogna poi vedersela coi vari comitati nimby che non vogliono manco le pale eoliche e grandi impianti fotovoltaici. Detto questo io sul fotovoltaico sono abbastanza scettico perchè l'effettivo guadagno energetico che si ottiene coi pannelli, al netto dell'energìa spesa per la raffinazione del silicio, la loro costruzione, il trasporto, messa in opera e smaltimento a fine carriera mi sa tanto dubbio. Ora chi propaganda il fotovoltaico passa per il campione dell'ambiente, ma sotto sotto potrebbe trattarsi ancora una volta dell'inutile bolla speculativa su cui si tuffano le multinazionali con il particolare non trascurabile che è tutto un giro pagato dalle bollette di chi non partecipa alla festa, cornuto e mazziato come sempre.

    @gila: io se sono dubbioso sul fotovoltaico ho più volte affermato che sono decisamente contrario al nucleare convenzionale, in quanto è una tecnologìa costosa, pericolosa, e superata ed avrebbe bisogno, ad onta di quanto affermano coloro che pensano che sia conveniente, di sussidi per essere competitiva.

    Al contrario se la fusione fredda è realtà sarebbe quanto di più rivoluzionario ci sarebbe, una specie di terza rivoluzione industriale e davvero non si capisce (o forse si capisce considerando gli interessi che andrebbe a ledere) perchè non ci si investa massicciamente, visto che è dimostrato che in quelle celle "qualcosa"comunque avviene. E con essa non c'è pannello che tenga, sarebbe la soluzione energetica dell'umanità per sempre ed a basso costo.

    Sarebbe meglio studiare per l'energìa VERAMENTE del futuro che è questa:

    http://www.notiziae.com/fusione-fredda-focardi-e-r...

  • 9 anni fa

    Leggevo proprio oggi sul messaggero che la germania scarsa di sole ha deciso di passare entro il 2022, dall' attuale 17% al 30% di energia prodotta ricavata dal fotovoltaico, Eolico e termico. La puglia è l' unica regione italiana che è al passo con la germania, e se non ci fosse al governo la copia B&B la potremmo anche superare.

    Trovo la soluzione di incentivare senza limiti di potenza gli impianti installati sui tetti sia la strada migliore. Basterebbe dotare tutti gli edifici pubblici, stadi, ipermercati, parcheggi e quant' altro con pannelli solari tutte le città d' italia potrebbero diventare autosufficienti.

    @@@Gatto - vedi che anche il costo del nucleare e la sua ricerca, pur non producendone, viene caricato sulle bollette, come pure l' eventuale produzione di energia dalla fusione fredda, sulla quale è giusto investire. La soluzione migliore è quella di garantire la fornitura dell' energia ricavata da una vasta serie di fonti diversificate, purché di provenienza compatibile con l' ambiente.

  • 9 anni fa

    i razzisti della Lega ed i ladri del PDL non accetteranno mai nulla da una persona seria, solo perchè non è un macho/viagra consumatore di escort.

  • 9 anni fa

    I pannelli fotovoltaici sono il simbolo dell’energia pulita alimentata da una sempre più crescente consapevolezza verde»: è così che recita il comunicato-stampa che, allo stesso tempo, informa di una inchiesta del Sunday Times da dove emerge che la produzione dei pannelli solari in Cina è tutto fuorché un’impresa ecologicamente virtuosa. Insomma, allo stato attuale, almeno la metà della produzione fotovoltaica mondiale sarebbe un grave danno all'ambiente. Nei confronti di questa tecnologia non siamo stati mai teneri, ma quel che va detto va detto: se la politica industriale cinese non ha alcun rispetto dell'ambiente, è essa da stigmatizzare, non il prodotto in sé. E anche i pannelli fotovoltaici - come tutte le altre cose, se si vuole - possono prodursi e smaltirsi senza inquinare. L’operazione di smaltimento sarà 10 volte più complessa e onerosa che lo smaltimento dei rifiuti radioattivi (detto diversamente: chiunque si preoccupa del problema dello smaltimento delle scorie nucleari, dovrebbe essere 10 volte più preoccupato dal problema dello smaltimento dei moduli fotovoltaici), ma pazienza.

    Il problema del fotovoltaico - il vero problema del fotovoltaico - è un altro, ma per qualche misteriosa ragione nessuno sembra aver voglia di segnalarlo. Ed è questo: il fotovoltaico è la frode del nuovo millennio. Stupendamente congegnata, sta ingannando cittadini e governanti di tutto il mondo, massimamente quelli europei e, tra questi, massimamente, nell’ordine, i tedeschi, gli spagnoli e gli italiani. La frode consiste in questo: innanzitutto, gli oggetti (i pannelli fotovoltaici, dico) costano un occhio della testa, per cui chi riesce a venderli diventa ricco, e fin qui nulla di male; senonché, questi preziosissimi oggetti sono inutili (fatemelo scandire: i-nu-ti-li), ma chi li vende è stato così bravo da convincere a comprarli si è meritevoli della patente del virtuoso ambientalista. La patente è naturalmente farlocca, per la semplice ragione che gli oggetti sono, come detto, inutili. E che siano inutili lo prova il fatto che i loro pannelli fotovoltaici i cinesi non se li tengono in casa, ma li sbolognano ai gonzi del mondo: per produrre l’energia elettrica i cinesi si servono del carbone, ed è da 5 anni che, per i loro bisogni, si installano un grosso impianto a carbone ogni settimana (ogni settimana!). Se volete una prova più tecnica della inutilità del fotovoltaico, è facile fornirla, ma per altra misteriosa ragione non sembra ben compresa dai più. Noi abbiamo bisogno di disporre di energia elettrica nel momento stesso in cui la richiediamo, non quando brilla il sole. Ciò significa che non possiamo permetterci di far affidamento al fotovoltaico neanche per un solo watt dei 40 miliardi di watt che l’Italia, in media, assorbe. Neanche per uno solo. Insomma, usare la tecnologia fotovoltaica è il modo più stupido per produrre elettricità.

    Ora, alla patente del virtuoso ambientalista, ancorché farlocca, i politici, massimamente quelli europei, non hanno il fegato di rinunciare, tanto più che la pagano, quella patente, con denaro non proprio. Si sono infatti inventati il Conto-energia, che è la legge-frode che obbliga a remunerare al produttore di elettricità da fotovoltaico mezzo euro per ogni chilowattora prodotto (mentre il chilowattora è quotato meno di 8 centesimi alla Borsa elettrica). Chi sono i beneficati? Innanzitutto, i produttori di pannelli, che sono per lo più cinesi, come visto (ma ci sono anche tedeschi e americani). Poi le banche: gli impianti costano un occhio della testa (a parità di energia annua prodotta, 20 volte di più di un impianto nucleare) e nessuno se li può permettere, se non tramite mutui, che le banche sono ben felici di stipulare (vendere denaro è il loro lavoro), visto che incassano le rate del mutuo direttamente trattenendole dai proventi del conto-energia. Chi sono i frodati? Tutti noi, sulla cui bolletta elettrica pesa quel fraudolento Conto. L’entità del danno? Nel caso dell’Italia, sono 20 miliardi per i prossimi 20 anni sottratti agli utenti elettrici, a fronte di una produzione pari a meno dell’1% del fabbisogno nazionale. Peccato che con la stessa cifra si potrebbero installare 6 reattori nucleari che produrrebbero oltre il 20% del nostro fabbisogno elettrico.

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