LEGISLAZIONE in MATERIA PORTUALE?

Chi sa parlarmi in breve della Legislazione in Materia Portuale??

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  • 9 anni fa
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    4.LA RIFORMA DEL LAVORO PORTUALE

    Tra gli aspetti più importanti della Legge n.84/1994,c'è la c.d riforma del lavoro portuale, attuata mediante la trasformazione delle vecchie Compagnie portuali in società cooperative, che mettevano a disposizione personale per la manodopera. Come immediata conseguenza, il lavoro portuale non poteva più considerarsi un servizio pubblico, ma diviene una vera e propria attività imprenditoriale, svolta sotto il controllo della Pubblica Amministrazione. Tali società o cooperative per la fomitura di manodopera, vengono abilitate all' esercizio delle varie attività, sempre mediante autorizzazione e non più concessione (art.16,comma 3). Le società o cooperative, formatesi dallo scioglimento delle Compagnie, si trovano ad agire, infatti, in un regime di concorrenza con altre imprese per la fomitura dei lavoratori; questo perché, la Corte di Giustizia Europea dichiarò illegittimo l'art.17 della L.n.84 e la L.n.186/2000 ha introdotto una nuova formulazione: in un porto deve esserci un solo soggetto per la fomitura del personale e questo soggetto non deve essere necessariamente una ex-compagnia portuale, ma deve svolgersi una gara di appalto, per cui il soggetto che gestirà il personale, non avrà ereditato la sua posizione, ma l'avrà acquisita legittimamente dopo una gara in concorrenza con altri soggetti (artt.16 e 18). Le tariffe di queste imprese sono, invece, liberalizzate, ma devono essere rese pubbliche ai fini di controllo, anche da parte dell'utenza stessa. Naturalmente, in questo caso, la società che fornirà la manodopera, ha l'assoluto divieto di svolgere attività portuali o di avere partecipazioni in società che svolgono attività portuali, ciò allo scopo di evitare po_sibili conflitti. Nonostante la riforma, il lavoro portuale, a causa della sua lenta attuazione, non sembra subire una svolta decisiva fino alla Legge n.647 /1997.22 . L'art.17 della suddetta legge, prevede che le Autorità portuali (o, laddove non istituite, le Autorità marittime) possono, non solo promuovere la costituzione di consorzi volontari di manodopera, ma anche autorizzare una o più imprese consorziate, alla fornitura di prestazioni di manodopera a favore di altre imprese consorziate, qualora vi sia maggior bisogno di lavoratori, purchè dotate di adeguato personale e risorse proprie (in deroga alla L.n.1369/1960). Qualora non si riescano a costituire consorzi volontari o essi non siano comunque sufficienti, le Autorità per far fronte a tali esigenze imprevedibili, possono istituire l'Agenzia per l' erogazione di mere prestazioni temporanee di manodopera. Sulla base della nonnativa appena esposta, si distinguono tre categorie di lavoratori nel porto:

    -i dipendenti delle imprese;

    -i lavoratori delle cooperative o società derivanti dalle ex-Compagnie portuali e dalle organizzazioni portuali;

    -i lavoratori delle associazioni portuali.

    Difatti, nei porti ove non si siano costituite società o cooperative od ove il personale in mobilità non riesca a far fronte alle esigenze operative, l'Autorità portuale può decidere di promuovere (sentita la Commissione Consultiva Locale) un'associazione di lavoro portuale. La ratio di tale previsione è nel mantenere alta, in ogni situazione, la competitività del porto in relazione a tutte le attività, introducendo un elemento di flessibilità nelI ' organizzazione del lavoro portuale. L'associazione, se pur temporaneamente, dà luogo ad una situazione di monopolio naturale ed alla luce di ciò, molte sono state le critiche mosse a questa impostazione ., soprattutto dai competenti organi Comunitari e dall' Antitrust, che avrebbero visto con maggior favore, lo svolgimento di una gara tra le imprese interessate alla fomitura dei servizi di intermediazione di manodopera. I lavoratori delle imprese operanti in porto., nonché i dipendenti delle associazioni., sono iscritti in appositi registri tenuti dall' Autorità portuale, o, laddove non istituita, dall'Autorità marittima e ad essi si applicano le disposizioni in materia di sicurezza ed igiene del lavoro (D.P.R. 27 aprile 1955, n.547 e successive modifiche). Le Autorità portuali hanno il compito di vigilare sull' osservanza di queste ultime disposizioni.

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