Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaFilosofia · 10 anni fa

confronto tra platone e aristotele?

ciao a tutti, inutile dire che in questa parte dell anno siamo tutti molto presi, però mi servirebbe un aiuto particolare per quanto riguarda filosofia in quanto dovrò consegnare un lavoro (che tra l altro mi servirà per chiarire alcune idee) su un confronto su platone e aristotele..qualcuno è in grado di aiutarmi? grazie mille a tutti :)

1 risposta

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    Lv 6
    10 anni fa
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    Aristotele fu allievo di Platone nell'Accademia, ma per sviluppare le sue teorie egli partì da una critica alle teorie del maestro. In particolare, Aristotele criticò la teoria delle idee con un argomento che prenderà il nome di "terzo uomo".

    La dottrina delle Idee di Platone predicava l’esistenza dell’Iperuranio, un mondo a parte, una regione del cosmo completamente trascendente rispetto al mondo terreno, nella quale era conservata la pura forma ideale di ogni imperfetta forma terrena. Aristotele attacca subito il meccanismo di partecipazione all’Idea ideale, egli si accorge che se deve esistere nell’Iperuranio l’idea dell’uomo ideale, deve pur sempre esistere l’Idea ideale dell’uomo non ideale, di quell’uomo imperfetto che costituisce la copia imperfetta dell’uomo perfetto. Si era infatti detto che l’Iperuranio doveva contenere l’Idea ideale di ogni aspetto della realtà. Così facendo, dice Aristotele, nell’Iperuranio dovrà esistere non solo la sola Idea ideale dell’uomo ideale, ma anche l’Idea ideale dell’uomo che partecipa all’Idea ideale. Insomma, un gioco infinito di rimandi a concetti nidificati uno nell'’altro che produrrebbe una crescita infinita ed esponenziale delle Idee presenti nell’Iperuranio.

    Aristotele critica anche l'impostazione platonica che vuole l'idea assolutamente trascendente rispetto all'ente sensibile. Aristotele si domanda infatti come possa una cosa terrena partecipare, cioè avere un qualche collegamento, con un mondo iperuranico completamente trascendente, completamente “altro” rispetto a sé. E ancora come può un uomo essere diverso dall’idea ideale di se stesso? L’uomo ideale, secondo Aristotele, è già l’uomo che si concretizza esattamente nelle sue qualità contingenti, ogni uomo è già la perfetta rappresentazione di se stesso, non si capisce perché per essere ideale debba essere qualcosa d’altro rispetto a ciò che è.

    Per uscire da queste contraddizioni, Aristotele sposterà l'attenzione dall'idea immutabile alla sostanza. La sostanza sarà quella qualità che compete esattamente all'ente (all'uomo, nell'esempio citato) in grado di rendere un certo ente ciò che è, né più e né meno, entro gli esatti limiti della sua determinazione.

    ciao ciao !

    Fonte/i: formamentis
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