Mary DL ha chiesto in Arte e culturaStoria · 10 anni fa

PERCHÉ' la Nuova Zelanda è stata il primo Paese al mondo a concedere il diritto di voto alle donne?

...è accaduto nel 1893.Non sn molto ferrata in storia, però, mi sento di dire ke nn si parla di uno Stato ke abbia influito in maniera incredibile allo sviluppo economico-sociale del nostro mondo, km hanno fatto gli Stati Uniti o la Cina, ecc.....quindi km mai proprio lì,in Nuova Zelanda, uno Stato "marginale", è stato fatto una grande passo x la storia dell'uomo???PERCHÉ'?

....da noi, è stato concesso il voto alle donne quasi 50 anni dopo!!!nel 1945 (e votarono nel 1946 x il referendum e, se nn erro, x delle elezioni amministrative)!PERCHÉ'?

Spero mi possiate aiutare.Buon pomeriggio. :)

3 risposte

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  • Anonimo
    10 anni fa
    Risposta preferita

    1-Che la Cina abbia influito sullo sviluppo economico o "Sociale" mi pare cosa assai dubbia!!... è emersa come fattore economico solo da meno di venti anni e non ha certo dato contributi positivi! Diverso il discorso sugli USA, più controverso e complicato

    2-non confondere potenza economica con diritti e qualità di vita. Lo dico xkè hai nominato la Cina: quindi, secondo te la Cina garantisce e promuove diritti civili in proporzione alla potenza economica che esprime? Anzi: è proprio l'opposto. Un paese è ricco se i cittadini sono schiavi, in quanto il lavoro costa meno quindi tutti investono lì per fare affari. Se un Paese è ricco per altri fattori allora i cittadini possono anche elevarsi: ma un Paese povero come la Cina per diventare ricco dovette solo schiavizzare ancor più i cittadini. In Europa esiste il miglior equilibrio: le economie non sono molto ricche proprio perkè le risorse destinate al sociale, alle paghe, ai servizi, sono molte. Ed i lavoratori "costano" xkè lavorano "poco" in rapporto al salario che prendono ed hanno diritti che collidono con la maz efficienza aziendale. In Cina non hai diritti e sei solo un oggetto per l'azienda e lo Stato, che ti possiede dalla culla alla tomba e ti assegna all'appaltatore che gestice per esso la ditta ("comunismo di mercato"). E' utile tu non confonda MAI il ruolo di potenza di un paese con il benessere interno: spesso come detto sono in contrasto netto. Per ovvii motivi.

    3-quello che conta è l'evoluzione sociale, in senso culturale. Un Paese può essere avanzato esteriormente: nn ci vuole molto a fare la diga + alta o il ponte + lungo. Gli Egiziani ed i Romani costruivano opere colossali: ma erano "evoluti" nel pensiero civile? Nei diritti? NO!... La Nuova Zelanda fu colonizzata dagli inglesi, un popolo di per sè all'epoca abbastanza avanti. Quando coloni già evoluti fondano una nuova terra, applicano lì le idee più avanzate in quanto partono da zero, senza preesistenze ingombranti, lontani da influssi ostacolanti. Infine: l'Italia del 1893 non era certo più avanti in NESSUN campo dell'impero inglese cui era partecipe la Nuova Zelanda, ed anche quella del 1946 non era affatto evoluta in nessun senso, nè industriale, nè culturale, men che meno politico. Non confondere l'Italia di oggi con quella del 1893, ke era molto più indietro del Kosovo di vent'anni fa.

  • 10 anni fa

    Evidente mente la loro mentalità era molto più sviluppata rispetto alla nostra...

  • C@rol
    Lv 7
    10 anni fa

    Quando ciò avvenne, nel 1893, la Nuova Zelanda non era una "Nazione", nel senso che non era uno stato indipendente, ma ancora una colonia “autogovernata” dell’Impero britannico ( e prima di allora vi furono altre concessioni del voto femminile in territori minori come il Wyoming, la Repubblica Corsa, l’Isola di Man, le Isole Pitcairn, Franceville e Tavolara) ed, inoltre, le donne potranno essere elette a partire dal 1919. La Nuova Zelanda ha dovuto attendere più di un secolo per vedere un donna primo ministro (Helen Elizabeth Clark, 10-12-1999). Ma, e` stato, comunque, il primo paese ad avere le tre principali posizioni di potere occupate da donne: il Primo Ministro (Helen Clark), il Governatore Generale (Dame Silvia Cartwright) e il Ministro della Giustizia (Sian Elis). “Che grandi uomini ha la Nuova Zelanda”: così disse la suffragista americana Frances Willard, segretaria della Lega femminile per la temperanza, quando apprese che i maschi neozelandesi avevano approvato il diritto di voto alle donne. Questa società aperta conta tanti altri primati: legislazione sociale

    all' avanguardia, il completo rispetto dell' ambiente, 99% di alfabetizzazione.....

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