Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaStoria · 10 anni fa

Quali sono le differenze tra le triremi greche e quelle romane?

differenze ben descritte,per un aproffondimento orale.Se siete così gentili da mettere anche il sito da dove lo trovate grz 1000. info sul rostro ,sperone ecc e tecniche di combattimento

1 risposta

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  • Anonimo
    10 anni fa
    Risposta preferita

    Le differenze non si trovano solo tra quelle greche e quelle romane ma anche tra le varie città della Grecia e in base all'epoca analizzata. La differenza principale tra quelle greche in generale e quelle romane era la presenza di macchine sulle navi romane come per esempio il corvo inventato durante le guerre puniche, una passerella che permetteva un abbordaggio più semplice visto che i romani non erano molto esperti nella navigazione e nelle tecniche di speronamento a differenza degli abili navigatori cartaginesi,il corvo comunque venne poi abbandonato col passare del tempo perché creava problemi di navigazione quando i romani divennero più abili negli scontri navali. Oltre al corvo venivano assemblate anche balliste, simili a delle grosse balestre, e onagri, una sorta di piccole catapulte. Lo scopo principale delle triremi greche era quello di prendere il nemico ai fianchi e affondarlo, tecnica in cui gli ateniesi erano maestri, successivamente i corinzi tramite un rostro rinforzato introdussero anche lo speronamento frontale, preferendo comunque l'aggiramento sul fianco perché molto più efficace. Il rostro è un tipo di sperone, era posto sulla prua ed era allungato sott'acqua di un paio di metri e chiaramente aveva il compito di creare falle nella nave nemica col fine di affondarla. La vela era una sola e rettangolare posta sull'unico albero della nave che veniva abbassato durante gli scontri in cui si preferiva usare i rematori per una questione di maggior velocità e quindi forza d'urto. Detto questo mi sembra tutto quello che so:)

    Fonte/i: Per quanto riguarda le navi greche la fonte principale è Tucidide con la sua "Guerra del peloponneso", delle navi romane raccontano vari autori tra i quali, anche se in minima parte, Cesare.
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