La dottrina sociale della Chiesa, va considerata nella scelta del partito/persona da votare?

Cito alcune parti tratte dal Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa:

"La sussidiarietà è tra le più costanti e caratteristiche direttive della dottrina sociale della Chiesa, presente fin dalla prima grande enciclica sociale.395 È impossibile promuovere la dignità della persona se non prendendosi cura della famiglia, dei gruppi, delle associazioni, delle realtà territoriali locali, in breve, di quelle espressioni aggregative di tipo economico, sociale, culturale, sportivo, ricreativo, professionale, politico, alle quali le persone danno spontaneamente vita e che rendono loro possibile una effettiva crescita sociale."

"l principio di sussidiarietà protegge le persone dagli abusi delle istanze sociali superiori e sollecita queste ultime ad aiutare i singoli individui e i corpi intermedi a sviluppare i loro compiti. Questo principio si impone perché ogni persona, famiglia e corpo intermedio ha qualcosa di originale da offrire alla comunità. L'esperienza attesta che la negazione della sussidiarietà, o la sua limitazione in nome di una pretesa democratizzazione o uguaglianza di tutti nella società, limita e talvolta anche annulla lo spirito di libertà e di iniziativa."

Leggendo i programmi di Pisapia e della Moratti a proposito si trova:

Pisapia:

"Ricostruire le politiche sociali della nostra città, restituendo al Comune centralità nel sistema dei servizi e come interlocutore principale e prioritario del Terzo settore e del volontariato, anche in un'ottica di sussidiarietà orizzontale. Il Comune deve riprendere in mano la regia: deve gestire i processi di partecipazione, indicare le priorità, costruire reti, promuovere cultura della salute e del benessere a Milano."

Moratti:

"il Comune, nonostante l’impegno, non può e non deve fare tutto, non può e non deve sostituirsi ai cittadini, alle associazioni, alle famiglie ma deve essere uno strumento al loro servizio. Questo orientamento culturale, che si chiama in un modo difficile, “principio di sussidiarietà”, in realtà significa semplicemente una cosa: i cittadini vengono prima di tutto e il compito delle istituzioni è metterli in condizione di esprimere il loro potenziale, in sicurezza e in libertà."

Dal suo programma sembra che Pisapia voglia cancellare il principio di sussidiarietà, sostituendo la libera iniziativa dei cittadini e delle associazioni con la sola azione delle istituzioni (in primis il comune).

Invece il programma della Moratti riconosce e valorizza il principio di sussidiarietà, come del resto ha fatto in questi anni.

Quindi, meglio votare Moratti?

4 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    10 anni fa
    Risposta preferita

    Mah, io penso che la Chiesa non c' entri nulla con la politica e che quindi devi lasciarla d aparte, da questo punto di vista...

    Comunque, by bu ti faccio una piccolissima osservazione: chi non vota accetta chiunque vada al potere e non ha neppure il diritto di lamentarsi, vero?

    Cioè, chi ha la possibilità di votare ma non la adopera, non credi che lasci andare al governo le persone scelte da terzi senza neppure esprimere il suo parere?

    Secondo me dovrebbero votare anche gli anarchici, figurati... dopo tutto, finché non trovano un modo per avere un modndo come vogliono loro, devono pur votare, anche loro!

  • Anonimo
    10 anni fa

    Secondo me sai leggere, ma non capisci il testo. Il politichese della Moratti è assai ambiguo e va interpretato, al contrario del testo di Pisapia che, invece, va preso alla lettera in quanto è, evidentemente, "una dichiarazione di intenti" (lui è il candidato che spera nel successo, l'altra è quella che è sotto esame..). Un analisi, anche superficiale, del testo della Moratti rivela un evidente "correre ai ripari" (dunque è cosciente di non avere più l'appeal). Vediamo di analizzare un po' la "logica" utilizzando gli argomenti dell'uno e dell'altra. Premetto che non sono di parte perché ritengo superati entrambi, ma la tua osservazione meritava di essere discussa.

    Consideriamo che la chiesa afferma, facendolo apparire come un proprio principio (il che è falso, basta osservare lo Statuto dello Stato del Vaticano per perdere ogni speranza di "sussidiarietà", sigh!), ciò che la nostra Costituzione ha già sancito nel 1946, con ben 65 anni di anticipo rispetto al "mea culpa" clericale, tra l'altro anche ipocrita visto che, per prima, NON LO APPLICA e, quando afferma di aiutare i bisognosi, in realtà non lo fa con risorse proprie (affermando la sua povertà!!); la chiesa cattolica cristiana è una voragine in cui scompaiono milioni di euro e, al suo abissale fondo, da un buchino più stretto del **** di una cimice, cadono, solo per mera facciata, alcune miglilaia di euro per i poveri che alleva per mantenere il suo status. Dunque, che la chiesa ci venga a ricordare il "principio di sussidiarietà" induce ad incontenibili risate. Sempre ricordando l'articolo 3 della Costituzione, il privato che afferma di muoversi seguendo quel principio, mente clamorosamente perché nessun privato sarebbe disposto ad applicarlo senza un fine di lucro (la stessa chiesa non sfugge a questo principio, il suo "negozio" ufficiale è "prendere con la pala da tutti, distribuire con la punta dell'ago a pochi"). Pertanto, non è vero, o meglio a parole la Moratti utlizza il riferimento al "principio di solidarietà", ma esso va letto come la cessione all'iniziativa "privata" di negoziare, a proprio vantaggio, su quei diritti che, gratuiti, quella, invece, si fà pagare con alti ricavi. Che Pisapia voglia riportare al "centro" le azioni di "sussidiarietà" significa, con un nobiltà indiscutibile, che possono accedervi "tutti", mentre la "sussidiarietà" della Moratti, derogata al privato, segnerebbe definitivamente (come è accaduto) l'intenzionalità di privilegiare pochi a spese di tanti, dunque una "sussidiarietà" che è molto simile a quella corporativa che creava caste e discriminazioni.

  • 10 anni fa

    ... anche in un'ottica di sussidiarietà ... non mi sembra che significhi quello che invece hai inteso come perentorio che non ci sia! Il tema del Comune come centro e motore di tutti i servizi ai cittadini, è il motivo per cui un Comune 'esiste'. Il volontariato e le associazioni servono moltissimo ed è auspicabile che continuino il loro lavoro, ma c'è una specie di 'mettere le mani avanti' da parte della Moratti, che con quel 'Non può e non deve', sembra quasi che dica che non ha nessuna intenzione di pensare a certi problemi, demandandoli 'in toto' ad altri. Ciò a parer mio è totalmente al di fuori diell'ottica per cui si faccia una politica comunale, al servizio del cittadino, quantomeno corretta e democratica (a cui ripeto: devono essere garantiti tutti i servizi sociali riconosciuti dalla Costituzione Italiana)). Il lavoro del volontariato e delle associazioni, può invece essere visto e costituito come parte 'integrante' e non 'sostitutiva' del lavoro comunale, come 'larga base' partecipativa a 'sostegno' dei servizi comunali. Dunque arrivare 'capillarmente' dove il Comune può arrivare solo a livello globale.

    Inoltre, la 'sussidiarietà' non è certo appannaggio della sola chiesa. In effetti, tutte le ideologìe e i movimenti che tendono al 'sociale', posseggono le stesse caratteristiche. Con una sola discrepanza: che quando è la chiesa ad illustrare l'argomento, lo fà nell'esclusione di tutte quante le altre voci (ed in primo luogo, della gente stessa), negando nei fatti ciò che essa stessa proclama: e cioè che negando la 'sussidiarietà' si nega anche la voce popolare (ma come, se l'hai appena fatto tu!). Dunque, mal si adatta una spiegazione di tal genere che proviene da un'istituzione che non mette al primo posto la Democrazia, bensì la Monarchìa papale. Mentre quando lo stesso argomento è affrontato 'laicamente', tutte le voci ne sono rappresentate, come in qualsiasi e normale democrazia di questo mondo. E' chiaro che 'più teste, più tempo'. Sarebbe bello che qualcuno decida per tutti, sempre però nell'assoluta competenza e verità di risposta pubblica. Purtroppo siamo ancora a livelli che una certa parte politica, accontenta pochi a danno di molti. Infatti (per inciso, anche se non entra nel conesto della domanda) e non per niente, tutte le statistiche (Istat, Eurispes, ecc.) ci danno con una povertà sempre più crescente ed una ricchezza (per pochi) sempre più mastodontica, sale la disoccupazione ed il precariato, diminuisce il potere d'acquisto nello stesso momento in cui ti dicono di 'consumare', non si pensa nè all'industria, nè all'artigianato e meno che meno all'agricoltura (il manageriato ed i politici attuali sono tutti per il 'terziario', che per altro intasca soldi e non produce niente altro che burocrazia ed aumenti vertiginosi di costi sociali). Esistono solo tagli, tagli e tagli, tranne che per banche, istituti di credito, assicurazioni, benzina, ecc., ecc., cioè tutto ciò che è 'terziario'! E' chiaro che in un sistema del genere, il servizio al cittadino è messo all''ultimo' posto!

  • Anonimo
    10 anni fa

    proprio meglio non votare

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.