Chiara ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 10 anni fa

ragazze cm dv fare??? qst nn mi piace helpppp?

cm devo fare??? ho il compito sull'iliade e nn so prp k scrivere potete farmi un compitino cn tt la storia???? vi prego aiutatemi 10 pnt al migliore, scrivetemi una bella storiella vi prego grz a tt e cortesemente risp serie grz

Aggiornamento:

potete farmelo cm un compitino x favore

2 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    10 anni fa
    Risposta preferita

    Una guerra lunga, che per 10 anni vede la città resistere con successo all' assedio finché Ulisse, l'astuto re di Itaca, non escogita un trucco: i greci devono far finta di partire lasciando dietro di sé, come dono degli dei, un grande cavallo di legno nel cui ventre cavo vengono nascosti dei guerrieri. Credendo ormai di aver vinto, i troiani abbandonano ogni prudenza e portano fra le mura il cavallo come un trofeo. Ma la notte, quando tutti dormono, i greci escono dal cavallo e aprono le porte della città ai compagni. Per ***** è la fine: i suoi abitanti sono uccisi senza pietà, i suoi templi e le sue case vengono rasi al suolo. Passa il tempo, la storia della guerra di ***** viene tramandata di bocca in bocca e diventa il tema di uno dei poemi epici più celebri che siano mai stati scritti: l' Iliade di Omero. Ma con il trascorrere dei secoli il suo vero ricordo si fa sempre più lontano: quando è successo tutto questo? E in che luogo? Gli antichi greci sapevano che sorgeva presso lo Stretto dei Dardanelli, ma dove esattamente?

    Una città scomparsa nel nulla

    Se sul" quando" quasi tutti gli studiosi si sono trovati abbastanza presto d'accordo (basandosi su varie testimonianze storiche si è fissata per la famosa guerra la data del 1250 avanti Cristo), il mistero di dove giacesse sepolta ***** ha resistito per secoli. Almeno fino al 1868, quando appare all' orizzonte un ricco uomo d'affari tedesco che fin da bambino sognava di scoprire la città perduta di Omero. Si chiama Heinrich Schliemann, è convinto che ***** si trovi nella Turchia nord occidentale e che i suoi resti vadano cercati in un luogo ben preciso: una modesta altura chiamata Hissarlik che sorge tra due fiumi e dista meno di 5 chilometri dal mare, proprio come si racconta nell'Iliade. Pieno di entusiasmo, Schliemann comincia a scavare e subito porta alla luce strati su strati di rovine. È un groviglio di muri d'ogni genere, appartenenti a epoche diverse che vanno dal 3000 avanti Cristo fino al sesto secolo della nostra era: non una sola città, dunque, ma (si calcolerà più tardi) ben nove. E allora, qual è la vera *****? Schliemann cerca di dare una risposta all'enigma buttando all'aria mezza collina e finalmente sembra avere uno straordinario colpo di fortuna: nel 1873, dopo cinque anni di lavoro, trova un favoloso tesoro, quello che lui stesso battezza "Tesoro di Priamo".

    Comprende punte di lancia,vassoi e tazze di rame, d'argento e di bronzo ma soprattutto numerosi oggetti d'oro: bracciali, diademi, orecchini e una massa di migliaia di piccoli anellini. La scoperta rende celebre Heinrich: tutti vogliono conoscere ogni particolare della sua avventura e una foto della moglie Sophie che indossa i cosiddetti "gioielli di Elena" fa il giro del mondo. Ma ben presto sorgono i primi dubbi. Il livello a cui gli oggetti sono stati trovati sembra essere troppo profondo (e quindi troppo antico) per essere quello della "vera" *****. Dunque Schliemann, per quanto abbia compiuto una scoperta davvero senza eguali, si è sbagliato. Così, dopo tanti anni passati a scavare con tanta fatica, abbandona la Turchia e si dedica ad altre avventure che faranno di lui il vero" padre" dell' archeologia. Saranno i suoi successori, sessant'anni dopo, a trovare lo strato giusto, quello del 1260 avanti Cristo: lo chiamano ***** VI, lo ripuliscono e lo studiano a fondo. È la sorpresa finale: la potente città cantata da Omero era in realtà piuttosto piccola. Oggi non ne possiamo vedere che pochi, modesti resti. Della passata gloria è rimasto solo il vento che, come racconta Omero, soffia più intenso che altrove tra la rada vegetazione della pianura, su fino alla collina di Hissarlik.

    oppure

  • Anonimo
    10 anni fa

    Paride rapisce Elena, moglie del Re Menelao. Si mobilita così tutta la Grecia Achea per vendicare l'offesa compiuta da Paride. Dopo nove anni di assedio Agamennone, capo dell'armata achea e fratello di Menelao, si rifiuta di restituire a Crise, sacerdote di Apollo, la figlia Criseide, che egli ha ottenuto come preda di guerra. Il Dio colpisce con una pestilenza il campo dei Greci e Agamennone è costretto a restituire Criseide. Per compensarsi della perdita sottrae ad Achille la sua schiava Briseide.

    Achille sdegnato, ritenendo d'avere ricevuto un affronto, decide di non combattere più a fianco dei Greci; senza Achille i Troiani ottengono molte vittorie. Patroclo decide allora di scendere in campo con le armi di Achille, per far credere che lui fosse tornato al campo di battaglia, ma viene ucciso da Ettore, che lo spoglia delle armi sacre. Achille, riarmato da Efesto, torna a combattere per vendicare la morte dell'amico; trova lo scontro con Ettore che uccide in duello, infierendo sul suo corpo e confiscando il cadavere. Il re dei troiani Priamo giunge nel campo dei Greci a chiedere la restituzione del corpo di suo figlio Ettore; Achille fa dunque una pace personale con Priamo, permettendogli di riscattare la salma del figlio. Il destino della città di Troìa privo del suo eroe più forte è ormai senza speranza.

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