Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 10 anni fa

Saggio breve montale!help?

uno dei motivi centrali degli Ossi di Seppia è il paesaggio ligure: facendo riferimento ad alcuni testi della raccolta, delinea gli aspetti che il poeta privilegia a livello tematico e formale, e indica i significati simbolici che essi assumono.

Aggiornamento:

io d'Annunzio nn l'ho nominato!

2 risposte

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  • Anonimo
    10 anni fa
    Risposta preferita

    Tematicamente, la raccolta appare come la risposta negativa e parodistica all'Alcyone dannunziano, ovvero il diario di un'estate alle Cinque Terre (Marchese). Il rovesciamento è centrato sulla figura del mare e sul rapporto ambiguo di attrazione/repulsione che il poeta intesse con esso. Il titolo Ossi di seppia allude infatti allo scheletro dell'animale marino che dopo la morte galleggia sulle onde ed è trascinato a riva tra gli scarti delle profondità acquatiche, come "inutile maceria". Simbolo della maturità (profondità; orizzonte lontano e indefinibile), il mare rigetta spolpato di senso colui (l'adolescente) che esso ha assorbito nella sua fascinazione. Montale dunque affronta il tema del tempo – il tempo della vita – riducendolo a simbolo dell'alienazione e del male ("il male di vivere"), mentre D'Annunzio lo ferma in un gesto panico di ricreazione mitologica, dialogando con le divine manifestazioni del vitalismo naturale.

    Il male diventa così il controcanto ossessivo (quasi leopardiano) dell'ispirazione del primo Montale: il male della "necessità" che ci stringe e la cui unica alternativa è il caso, o il "miracolo" di un'apparizione (la figura femminile) che non è comunque riservato a noi. La critica parla, a questo proposito, di posizioni pre-esistenzialiste. Ma l'impressione di chi legge non è mai l'angoscia e la negatività emotiva: ciò che si percepisce è soprattutto la ricchezza – ancora una volta "musicale" – di cose e di termini. Come scrive Pier Vincenzo Mengaldo: «… l'individuo che non riesce a vivere, a rigore neppure ad essere, proprio per ciò è massimamente capace di vedere e registrare; e la vita che non dà senso globale proprio per ciò è aggredita, non solo catalogata nei suoi aspetti fenomenici con una straordinaria aderenza al pullulare dei dati concreti e una vera e propria furia di nominazione. Ecco allora che contenuti dominati dal senso della negatività e della disgregazione vengono detti in uno stile niente affatto disgregato e smozzicato, anzi quanto mai compatto, assertivo, deciso, insomma eloquente: la compresenza di uno spirito che nega e di un pronuncia fortemente asseverativa e rotonda, che già si era data in altri modi nei padri fondatori quali Leopardi e Baudelaire, torna negli Ossi ed è uno dei motivi primi della loro importanza, permanente.» (P.V. Mengaldo, L'opera in versi di Eugenio Montale, in: Asor Rosa (a cura di), Letteratura italiana, vol. 9, Le opere, Einaudi).

    In dettaglio: mentre Movimenti appartiene ancora al "protomontale" - con la comparsa di suggestioni filosofiche di tipo contingentista (I limoni e Falsetto) – nei Sarcofaghi domina il tema dell'infanzia e dell'adolescenza, e dei loro miti dai quali è necessario staccarsi, anche se l'esito è la condizione dolorosa di una maturità alienante (Dove se ne vanno le ricciute donzelle). Fondamentale sotto ogni aspetto è naturalmente la sezione Ossi di seppia: tra le allucinanti apparizioni di un universo in crisi che è sempre sul punto di dissolversi, Montale attua una costruzione filosofica di profondo significato fenomenologico ed esistenziale, di cui diremo più avanti ( Non chiederci la parola; Meriggiare pallido e assorto; Spesso il male di vivere ho incontrato; Cigola la carrucola del pozzo). In Mediterraneo viene in piena luce il tema del mare, sviluppato sul piano del rapporto esistenziale tra adolescenza e maturità (Scendendo qualche volta). Con Meriggi e ombre Montale "ripercorre idealmente la storia della propria vita" (A. Marchese) da Fine dell'infanzia ad Arsenio, che rappresenta il grande contributo montaliano alla figura novecentesca dell'antieroe e per la cui comprensione la critica rimanda alla lettura del Consalvo di Leopardi.

  • Anonimo
    10 anni fa

    Basandoti sui testi che hai, prova a fare un parallelo con "Alcyone" di d'Annunzio: In ossi di seppia il poeta attende che gli oggetti svelino al poeta stesso il loro segreto, ma non succede nulla; al contrario nell'Alcyone gli oggetti svelano il segreto della loro esistenza al poeta(superuomo) nella cosiddetta ora panica.

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