Anonimo
Anonimo ha chiesto in Affari e finanzaPiccola impresa · 10 anni fa

Circolo ricreativo privato?

Salve, ho un'idea che mi frulla per la testa da un po' di tempo e che sembra mi sia deciso a portare avanti e farla diventare "realtà". Vorrei aprire un circolo privato ricreativo dove poter giocare con giochi da tavolo, di carte, elettronici (possibilità di avere collegate tra loro varie consolle di gioco, come Xbox o Ps3). Intanto mi chiedevo: è vero che i circoli possono anche essere "aperti" o sistemai in abitazioni private? Sarebbe una gran cosa in quanto andrei sicuramente a risparmiare rispetto ad un locale uso commerciale. In caso prendo in fitto un appartamento, devo comuicare al proprietario l'utilizzo previsto per il circolo? Burocraticamente cosa dovrei fare? A chi rivolgermi? Devo aprire una P.Iva? Pensavo tra l'altro per far entrare qualche "spicciolo" posizionando macchinette per bibite e snack? E' fattibile? Ultima cosa, se metto consolle da gioco devo comunicare alle aziende in questione (microsoft o sony) del circolo? Non credo... illuminatemi... grazie!

1 risposta

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  • Anonimo
    10 anni fa
    Risposta preferita

    Buon giorno.

    Per realizzare il Suo progetto ritengo percorribile l'ipotesi dell'Ente non commerciale laddove questo rispecchi ovviamente le Sue aspettative. Infatti per configurare un ente quale Associazione Culturale è importante chiarire l'oggetto sociale (gli scopi) dell'ente, precisando subito che l'oggetto principale (meglio quindi precisare bene quali sono i Vostri scopi) per un ente non profit deve comunque e sempre essere non commerciale e che quindi la eventuale attività commerciale (che ci può certo essere, quale a puro titolo esemplificativo pubblicità, sponsorizzazione, vendita di gadget...) deve essere secondaria e sussidiaria.

    Un ente non profit deve avere infatti uno scopo "ideale" e, per questo, la tassazione sulle attività istituzionali è nulla.

    Per procedere alla costituzione occorre predisporre un atto costitutivo e uno statuto (a norma con il D. Lgs. 460/97 e successive integrazioni ...). Occorre una sede e una denominazione. Occorrono i dati personali di almeno 3/4 soci fondatori (nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza e Codice Fiscale), una prima attribuzione di cariche (Presidente, Vice e segretario, eventuali consiglieri) e una Vs. elencazione di scopi (che si potranno formalizzare nell'oggetto sociale conforme alle richieste normative).Potrete optare per un atto privato da registrare presso l'Agenzia delle Entrate (con una riduzione dei costi) senza necessità di ricorrere obbligatoriamente al notaio.

    Di seguito il dettaglio dei costi e l'indicazione dei relativi modelli da utilizzare:

    - € 168,00 + € 3,72 (diritti di segreteria) per registrazione di atto costitutivo e statuto mediante modello F23;

    - marche da bollo da € 14,62, una ogni 4 pagine, di atto costitutivo e statuto;

    - modello 69;

    - modello AA5/6 mediante il quale si richiede un Codice Fiscale intestato all'Associazione stessa.

    A seguito occorrerà comunque "accreditare" l'Associazione (secondo il recente art. 30 del D. Lgs. 185/2008, in cui in sostanza si stabilisce che i benefici fiscali connessi alla detassazione delle prestazioni effettuate a favore degli associati saranno connessi alla trasmissione in via telematica di apposito modello) all'Agenzia delle Entrate, attraverso una specifica procedura: si tratta di rispondere ad un questionario con 38 domande e inviare il tutto all'Agenzia Entrate.

    Per quanto riguarda la sede sociale, essendo essa equiparabile alla privata dimora la sua destinazione d'uso deve essere semplicemente compatibile con la presenza di persone, e pertanto nulla osta al fatto che venga stabilita presso una privata abitazione. La partita IVA sarà necessaria nell'ipotesi in cui l'Associazione intenda svolgere, ovviamente in maniera secondaria e susidiaria, attività commerciale, quale ad esempio anche la somministrazione di alimenti e bevande di cui Lei parla, che non presenta particolari problemi nell'ipotesi di vendita di prodotti sigillati mentre richiede ovviamente l'adempimento delle previsioni di legge nell'ipotesi in cui si somministrino veri e propri pasti. Per l'ultima questione invece è necessario Lei si interfacci con la SIAE per venire a conoscenza di eventuali obblighi o affini in tal senso.

    In caso di necessità sulle questioni prospettate non esiti a contattarmi.

    Stefano Bertoletti

    stefano@movidastudio.it

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