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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 1 decennio fa

riassunto di cosa parla il 3 e il 4 libro di eneide di Virgilio?

mi serve molto

10 pt

1 risposta

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    LIBRO III: Enea racconta come, dopo aver radunato molti altri sopravvissuti, abbia costruito una flotta di navi: con queste approda in varie zone del Mediterraneo, tra le quali il Chersoneso Tracico e l'isola di Delo. Durante la prima tappa è significativo l'incontro con Polidoro (il figlio di Priamo e di Ecuba), trasfigurato in arbusto. Egli era stato fatto uccidere da Polinestore, che voleva impossessarsi delle sue ricchezze. Nella seconda, invece, Enea chiede all'oracolo di Apollo in quale terra dovrà portare i Troiani. Apollo risponde: "Cercate l'antica madre; qui la stirpe d'Enea dominerà su tutte le terre e su tutti i discendenti". Anchise, padre di Enea, crede che sia l'isola di Creta donde sarebbe partito il capostipite Teucro. Perciò si recano a Creta; ma qui, dopo una serie di disgrazie, gli dèi Penati di ***** appaiono in sogno all'eroe spiegandogli che l'"antica madre" è la (misteriosa) città di Corythus in Italia: "lì nacque Dardano da cui deriva la nostra stirpe". Arrivati nelle Strofadi si trovano a combattere le Arpie. Celeno, capo di questi mostri, dopo una vittoria dei Troiani contro di esse, pronuncia una profezia: Enea e i suoi compagni, una volta giunti a destinazione, soffriranno a tal punto la fame da dover mangiare anche le mense. Dopo un lungo viaggio, arrivano a Butroto, una città costruita similmente a *****. Qui Enea incontra Andromaca (che piange con lui per aver perduto Ettore e il suo figlio adorato) e il nuovo sposo della donna, Eleno figlio di Priamo, dotato del dono della profezia. Per suo tramite, Enea ha conferma che deve recarsi in Italia. Eleno gli consiglia anche di consultare la Sibilla. Quindi proseguono la navigazione, superano Scilla e Cariddi e sbarcano in Sicilia, dove scampano ad un attacco del ciclope Polifemo, salvando Achemenide, un superstite compagno di Odisseo. Riprendono la navigazione e, guidati dal nuovo compagno, arrivano fino a Trapani, dove, pur essendo accolti ospitalmente da Aceste, il racconto s'interrompe bruscamente per via della morte di Anchise.

    LIBRO IV: Didone si rivolge alla sorella Anna, ammettendo i sentimenti per Enea, il solo per cui violerebbe la promessa di fedeltà fatta sulla tomba del marito Sicheo. Anna riesce a persuaderla e Didone, così, immola una giovenca al tempio e riconduce Enea nelle mura. È notte. Giunone allora propone a Venere di combinare tra i due il matrimonio. La dea, che capisce il fine di Giunone di sviare il figlio dall'Italia, accetta, pur chiarendole la probabile avversità del Fato. L'indomani stesso, Didone ed Enea partono a caccia ma una tempesta li sconvolge: si rifugiano così in una spelonca, consacrando il rito imeneo. La Fama, mostro alato, avverte del connubio Iarba, che invoca Giove. Il padre degli dei invia Mercurio a ricordare al figlio del compito che gli è stato affidato. Spaventato, Enea chiama i compagni e si appresta a partire, pensando al modo più agevole di comunicare la decisione a Didone. Ma la regina, già informata dalla Fama, corre infuriata da Enea, biasimandolo di averla ingannata e ricordandogli del loro amore e della benevolenza con cui l'aveva accolto. Enea, pur riconoscendole i meriti, spiega che non può rimanere, perché è obbligato a cercare l'Italia. Ritornato alla flotta, rimane impassibile alla rinnovata richiesta di trattenersi mossa da Anna e alle maledizioni di Didone. La regina ordina quindi alla sorella di mettere al rogo tutti i ricordi e le armi del naufrago nella sua casa e invoca gli dei. Così, nella notte, Enea, avvertito in sonno, fugge da quella terra. All'aurora, con la vista del porto vuoto, Didone invoca gli dei, maledicendolo con odio, e, giunta sulla pira funeraria, si trafigge con la spada di Enea, mentre le ancelle e la sorella invocano disperate il suo nome. Giunone poi invia Iride a sciogliere la regina dal suo corpo e a recidere il capello biondo della sua vita. Voltandosi indietro, Enea vede il fumo della pira e ne comprende il significato: tuttavia il richiamo del destino è più forte e la flotta Troiana fa vela verso l'Italia.

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