my bunny ha chiesto in AmbienteAmbiente - Altro · 10 anni fa

Che cosa può provocare la combustione degli scarti della lavorazione del petrolio?

Salve. Mi piacerebbe sapere qual è la conseguenza di una combustione di residui e scarti della lavorazione del petrolio sia a livello ambientale ma anche per la salute di un individuo "costretto" a respirare le sostanze liberate da tale combustione. Grazie.

1 risposta

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  • 10 anni fa
    Risposta preferita

    Beh vengono praticamente tutti riutilizza: i gas prodotti con i vari processi pirolitici (scissione delle molecole più grande con il calore) sono recuperati perchè fonte di materie prime per l'industria chimica (gas come etilene, propilene e butilene) oppure usati come combustibili in raffineria o liquefatti in bombole o serbatoi (i famosi GPL) se si tratta di gas pesanti come propano e butano.

    Gli scarti "pesanti", detti bottom, vengono recuperati e lavorati perchè sono fonte di: oli lubrificanti, paraffina, vaselina oltre ad essere una materia prima per la produzione di combustibili più "leggeri" come benzine, kerosene e gasolio. Sono utilizzati come oli combustibili pesanti per alimentare le fornaci della raffineria ma anche forni industriali (tipo quelli dei cementifici), centrali termoelettriche e navi.

    Infine l'unico scarto solido è il coke, un residuo carbonioso molto ricco di carbonio, poverissimo di ceneri ma ricco anche in sostanze nocive quali gli IPA (idrocarburi policiclici aromatici). è un sottoprodotto dei processi pirolitici (cracking su letto fluido) o il prodotto principale, fonte di carbone per l'industria elettrica (spazzole per motori elettrici, elettrodi vari ecc...) o anche come combustibile.

    Solitamente il coke dei processi termici-catalitici (craking su letto fluido) è sottoposto a rigenerazione, cioè bruciato in carenza d'aria eliminando tutto il carbonio come ossido di carbonio (CO) che è un gas infiammabile, e lasciando intatti i catalizzatori (ossidi metallici). Per la sua tossicità viene reimpiegato in raffineria come gas combustibile, senza immetterlo nella rete del gas.

    I derivati della combustione sono: l'anidride carbonica (CO2), che è poco tossica di per sè, ma liberata in grosse quantità contruibuisce ad aumentare l'effetto serra perchè non è più assorbita dal ciclo del carbonio; il vapore acqueo (H2O) che è innocuo. Poi ci sono in quantità minore gas più pericolosi quali: ossido (NO) e diossido di azoto (NO2), gas nocivi ed irritanti oltre che dannosi perchè contribuiscono anche all'effetto serra ed alle piogge acide; anidride solforosa (SO2), gas tossico ed irritante che contribuisce alle piogge acide; ossido di carbonio (CO), gas inodore e incolore ma estremamente tossico; particolato che ha natura metallica inclusi i metalli pesanti (piombo, mercurio, cadmio, nichel ecc...), particelle inerti e particolato carbonioso; idrocarburi specie gli aromatici ed in particolare i già citati IPA, ad esempio il benzopirene che sono fortemente cancerogeni.

    Il particolato più grossolano da problemi (cancro ai polmoni) se vi è una prolungata esposizione; se è molto molto fine (PM 10, PM 0,1 ecc...) può addirittura penetrare la pelle e le cellule interferendo con la duplicazione del DNA e creando dei tumori anche molto gravi.

    Il particolato più grosso è visibile in alcuni casi nei fumi prodotti dalla combustione di carbone ed oli combustibili pesanti. è tossico ad esposizione prolungata. Invece quello più fine è il più pericoloso: non lo vedi e non ne servono quantità esponeziali. Viene liberato dalla combustione di combustibili più "puliti" come la benzina ed in particolare i gas (GPL e metano).

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