Perche' schiacciano le povere lumachine?

Non e' propriamente una domanda.

Forse e' qualcosa a meta' tra una riflessione e un racconto. Incastrata nel suo guscio, lenta a venir fuori direbbe qualcuno che ha fretta... senza ne' capo ne' coda... 5 minuti di relax per chi legge, forse solo la lenta agonia di un mezzo pensiero che muore per chi scrive.

Lunedi' mattina come tanti. Una mela e una scatoletta di tonno come colazione prima di mettersi in marcia, qualche chilometro a piedi fino alla fermata, poi un'ora di mezzi pubblici. Ma di tutto questo non parleremo...

L'arrivo e' come un secondo mesto risveglio: si sgranchiscono le gambe con i quattro passi che mi separano dal mio ufficio. Gli uccellini ancora cinguettano, e qui e la' un fitto tappeto verde di piccoli fiori di gelso copre il marciapiede e tra le aiuole, il profumo tenue dei campanellini.

Cammino e le dita si stringono attorno al manico della borsa del portatile. Strette, serrate, quasi a proteggere un cimelio di raro valore... che non c'e', perche' in realta' quella borsa contiene soltanto la bottiglietta d'acqua e le due mele che mi son portato per il pranzo.

Io non sono qui e non sono adesso. Una domanda gira nella mia testa, persa per i meandri del mio cervello non viene fuori... qual e' il mio posto? quale il mio tempo?

La testa e' tra le nuvole. Il viso, inespressivo. Il cuore batte, ma non sono io.

Dopo ogni temporale che si rispetti, sulle pietre fanno la loro apparizione qua' e la' le piccole scie di bava luminosa che segnalano gli "attraversamenti pedonali" delle piccole lumachine. La mattina escono a cercare cibo, ma la casetta loro se la portano appresso.

E quel centimetro cubo di spazio, cosi' ingannevole, e' inversamente proporzionale alla loro indipendenza. Fanno tenerezza, quei gusci colorati, i corpi trasparenti e le antennine vispe.

Con calma faccio lo slalom tra di loro, facendo bene attenzione a dove mettere i piedi. Qualche volta, se proprio ho tempo da perdere, do' loro la precedenza e aspetto (puo' essere una lunga attesa).

Noi siamo i "carichi pesanti" e dovremmo muoverci con attenzione in mezzo al piccolo traffico. Purtroppo invece non e' difficile notare qua' e la' i tanti gusci rotti, i corpi schiacciati lasciati ad imbrunire, vestigia del bruto passaggio di coloro che non hanno frontiere, ne' limiti, e hanno dimenticato forse troppo presto le mille attenzioni dedicate a quel piccolo micro-mondo da bimbi, non troppi anni fa.

O che forse stia qui l'errore? che mai abbiano imparato a conoscerlo... mi riesce difficile crederlo!

Con l'aumentare dell'altezza da terra sembra, talvolta, non aumentare solo la distanza degli occhi dal suolo, ma anche quella del cuore. Senza che cio' avvicini di un solo centimetro alle nuvole, la curiosita' si perde in mille pensieri alti come i grattacieli... e a terra non guarda quasi piu' nessuno nemmeno quando deve.

Ma perche'... non lo siamo forse un po' tutti delle lumachine?

9 risposte

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  • 9 anni fa
    Risposta preferita

    Quello che invece turba me è la noncuranza con cui si ignorano i più basici istinti naturali che comprendono, fra l'altro, l'umiltà e la compassione.. dovrei dire "comprendevano" perchè, in effetti, non esiste quasi più chi si commuove o si indigna per una vita trascinata sulle panchine di un parco, che fruga magari negli avanzi altrui e che porta tutto se stesso appresso dentro una borsa di plastica ( anti ecologica, fra l'altro).. ecco le lumachine che camminano su due gambe, no, si trascinano a dire il vero, perchè la vita sa essere pesantissima per chi una vita non ce l'ha.. queste lumachine, con la loro casa dentro la borsa, vengono calpestate quotidianamente e tanto come le lumachine con le casine colorate sulla schiena accettano questa loro condizione come se non ce ne fosse un'altra possibile, come se "gli altri", quelli con la borsa con dentro la mela e l'acqua per il pranzo e un ufficio che raggiungono a piedi per sentire l'avanzare della primavera o il freddo pungente dell'inverno..ecco.. come se quelle persone fossero esseri eccelsi, entità fortunate e superiori dotate di chissà quale alchimia che permette loro di decidere se schiacciare o lasciar passare pazientemente quegli graziosi esserini così teneri e delicati che sono costantemente in cerca di nutrimento affrontando stoicammente le insidie urbane.. tutto sommato..non noto grande differenza fra gli uni ( le lumachine umane) e le altre ( le lumachine biologiche)..

  • 9 anni fa

    Complimenti. Sono affascinato da questa riflessione, davvero.

  • Anonimo
    9 anni fa

    E molto bello il tuo scritto . Un modo molto carino di dirci di guardare sotto i piedi , dove c' è un piccolo universo di lumache , formiche , lombrichi etc. Nel mondo crudele di oggi dove uno in macchina schiaccia un ragazzo sulla bicicletta e lo ammazza e magari non si ferma neppure... Rispettiamo anche le lumache....

  • 9 anni fa

    chi schiaccia una lumachina, è più mollusco della lumachina : ecco perchè la schiaccia, lo fa per camuffare la propria nullità......

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  • 9 anni fa

    :)

    Quando ero bambina con le lumache ci giocavo.

    Mia madre era disperata, mi mandava a comprare il pane e io rimanevo fuori casa per delle ore....... a cercare ed osservare lumachine.

    Mi ci perdevo nel loro mondo così affascinante. Provavo un misto tra tenerezza e compassione a vederli trascinarsi dietro la loro casetta "Non sarà troppo pesante quel guscio per quel piccolo corpicino?" mi chiedevo "E come fanno a stare raggomitolati là dentro tutti soli per tanto tempo?"

    Le raccoglievo e le portavo con me, costruivo per loro una casa più grande con le scatole delle scarpe e le sistemavo là dentro con acqua, le foglie di lattuga più belle e......sì, mettevo anche delle "copertine", nel caso in cui avessero avuto freddo ;). E poi puntualmente sparivano (saranno anche lente ma sono abilissime a dileguarsi).

    No DR Manhattan, non siamo tutti delle lumachine.

    Loro stanno isolate, sono completamente autosufficienti e fanno timidamente capolino quando l'aria profuma ancora di pioggia, augurandosi che, proprio in virtù della pioggia appena passata, le creature più spregevoli siano ancora rintanate.

    Noi spesso siamo decisamente meno cauti, meno riflessivi e assennati :(

  • Anonimo
    9 anni fa

    bellissima riflessione : )

  • Anonimo
    9 anni fa

    Già.. Aumentando la distanza degli occhi da terra aumenta la distanza del cuore..

    Porsi più in alto, può essere l'unico modo di vedere meglio, ma in realtà, non tutti possono permetterselo.. Possono, potrebbero (bsogna anche vedere se vogliono), solo quelle persone che sanno "vedere in scala" e ricordarsi le giuste proporzioni..

    Altrimenti, basta salire sopra un tir.. da lì, si schiacciano lumache, piccole, bavose, inutili..

    La legge della jungla..

  • ?
    Lv 5
    9 anni fa

    bello!

    ..ma fai colazione con tonno e mela?? ed è buono??

  • Anonimo
    9 anni fa

    No, siamo uomini, esseri insignificanti nell'universo ma che compiono il destino del pianeta Terra, e loro sono solo lumache, inutili entità sbavanti, viscide, lente, mangiafoglie a uffo che non servono a niente di particolare se non come margianle fonte alimentare per altri esseri più potenti.

    L'uomo invece ha nelle sue mani il pianeta e ne esprime la massima volontà di potenza immaginabile: può perfino distruggerlo facilmente premendo pochi pulsanti... ma non ha il Tempo!

    Il Tempo lo possiede inesorabilmente e così possiede la sua attenzione, la sua anima: tutto è scandito dal Tempo, Signore e Padrone d'ogni umana espressione e fonte del suo frenetico opportunismo.

    Qualcuno deve pagare il Tempo che non c'è... le lumachine vanno benissimo per questo, tanto non servono a niente.

    Cic... ciac...

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