Referendum: quale è il motivo principale per cui NON volete il nucleare?

questo è un mio sondaggio personale , così per curiosità .

non mi interessa un elenco di motivi , ma solo il principale per cui NON volete il nucleare e quindi voterete sì.

vi suggerisco qualche possibile risposta , ma se ne avete di diverse , mettetele pure

1 : pericolo di esplosione o fuoriuscita di materiale radioattivo ( Cernobyl , Fukushima ) dovuta a calamità naturali o difetti di costruzione o errori umani

2 : pericolo di aumento di malattie tumorali per chi risiede nelle zone limitrofe

3 : costi troppo elevati che potrebbero negli anni diventare enormi e del tutto sconvenienti

4 : pericolo per lo stoccaggio delle scorie radioattive

5 : ci sono energie ecologiche alternative ( se non ci fossero però , accettereste le centrali )

se volete fare pubblicità elettorale o altro , fatela almeno dopo aver risposto

grazie

Aggiornamento:

@ Creattivo

lo scopo principale della mia domanda era di vedere quale fosse la cosa che maggiormente spaventa i cittadini quando si parla di nucleare , e sono pienamente soddisfatto del sondaggio che ho fatto .

La tua risposta è molto interessante e largamente condivisibile . Come in tutti i referendum ci sono 1000 ragioni per votare sì ed altrettante per votare no .

Giustissime anche le osservazioni che hai fatto sulla psicosi che stanno vivendo un pò tutti , senza però aver mai altrettanto enfatizzato i moltissimi altri pericoli che viviamo nel quotidiano per sfruttare ciò che abbiamo già , come ad esempio l' inquinamento ( causa anch' esso di malattie mortali ) provocato dalle ciminiere delle centrali a combustione . E quello ne fa di strada , ben più delle semplici vicinanze della centrale .

ma questo è solo un esempio .

come dicevo , ho 1000 ragioni per non volerle , ed altre 1000 per mandare avanti il progetto .

Ai tempi del precedente referendum l' Italia era all' avanguardia s

Aggiornamento 2:

Ai tempi del precedente referendum l' Italia era all' avanguardia sul nucleare , con molti ingegneri nucleari , ricercatori e progetti .

Forse abbiamo perso un ' occasione .

In fondo , nell' Europa occidentale non è mai accaduto nulla in questi decenni da far pentire uno Stato della propria scelta energetica .

Probabilmente , anche noi come la Germania , avremmo potuto godere di energia abbastanza pulita e dai costi contenuti ( sicuramente sempre meglio delle nostre attuali centrali a combustione , ultra inquinanti e di mediocre rendimento ) .

Ma non andò così ( io comunque ero all' inizio delle superiori ed ancora non votavo)

ora però secondo me è troppo tardi per una scelta del genere . Da quando inizieranno i lavori a quando saranno effettuati tutti i collaudi passeranno decenni . Molto più del tempo che si possa prevedere a tavolino . Considera poi l' ostruzionismo delle moltissime manifestazioni ( tipo no tav ) che ci sarebbero .

Quando le centrali saranno operative , saranno anch

Aggiornamento 3:

Quando le centrali saranno operative , saranno anche disponibili tecnologie migliori , a bassissimo impatto e con un buon rendimento , tali da rendere vane le nostre nuove centrali nucleari .

Ma saremmo costretti ad usarle per decenni per ammortizzarne i costi.

La nuova strada è quella delle nuove forme di energia e del risparmio energetico ( con isolamenti ecc ) E' giustissimo quel che hai scritto dei pannelli e delle mega ventole eoliche . L' impatto ambientale sarebbe devastante . Ma ti immagini il paesaggio della nostra bella Italia ( colline toscane , prati dolomitici o altro ) segnato ovunque dalle pale ?

Attualmente per ragioni paesaggistici ci sono pure i tralicci dalla tensione colorati di verde !

per non parlare di immense distese di pannelli , tanti da occupare colline e porzioni di campagna .

Oltre al fatto che è un' energia incostante , che dipende molto dalle condizioni meteo . Ma la strada è solo all' inizio e la ricerca tecnologica fa progressi sorprendenti . Sono con

Aggiornamento 4:

Sono convinto che si possa abbozzare dei piani energetici nazionali e tenere tutto pronto per quando , magari tra una decina d' anni , ci saranno materiali ad alto rendimento tali da ridurre l' impatto paesaggistico o cose simili.

comunque resto dell' idea che per il nucleare oramai sia troppo tardi e che le eventuali centrali vedrebbero la luce tra decenni .

0 secondi fa

19 risposte

Classificazione
  • 10 anni fa
    Risposta preferita

    C'è un modo molto semplice per valutare se un qualcosa è sicuro oppure no: contare gli incidenti.

    Sappiamo che viaggiare in aereo è sicuro, nonostante l'eclatanza di ogni incidente aereo e nonostante il numero non esattamente trascurabile di incidenti e vittime ogni anno, perché il rapporto tra i voli e gli incidenti ha una bassissima incidenza.

    Infatti nessuno si è mai sognato sia di definire il volo aereo non sicuro, sia di chiederne la soppressione.

    Allo stesso modo sappiamo che le centrali nucleari sono sicure perché il numero di incidenti è a dir poco trascurabile. Inoltre gli incidenti che vengono citati, con tanta enfasi, per supportare questa supposta insicurezza, sono tutti occorsi per una serie immane di coincidenze. Chernobyl era una centrale vecchia. costruita senza rispettare nemmeno i più elementari sistemi di sicurezza, retaggio di un modo di intendere le cose com'era quello dell'ex URSS.

    Fukushima, che così tanto ha colpito l'opinione pubblica, è stato il risultato di non una ma due catastrofi bibliche piovute addosso a una centrale che aveva 40 anni.

    Non vale molto, del resto, il discorso sui pericoli di malattie. Le installazioni chimiche, le raffinerie di petrolio (che hanno una tasso di incidenti mortali e pericolosi per l'ambiente notevolmente più elevati delle centrali nucleari, ma nessuno chiede la loro chiusura) sono state responsabili negli ultimi decenni dei più clamorosi, gravi ed eclatanti casi di avvelenamento di massa. Non sono affatto rari i casi di insorgenza di patologie gravi in prossimità delle installazioni chimiche, ma nessuno ne chiede la chiusura.

    Perché?

    Se una persona è sensibile a certe problematiche e alla salute in senso ampio, non si mette certo a fare distinzioni. Altrettanto sicuramente chiede la chiusura delle installazioni che certamente (dati alla mano) e in modo evidente stanno creando problemi alla salute. Non lascia in piedi quelle e chiede la chiusura o la non edificazione di quelle che tutto sommato creano meno problemi.

    I costi sono un argomento di relativa importanza.

    Indubbiamente una centrale nucleare non la metti su con i soldi del monopoli. Costa un botto e occorre molto tempo per edificarla (ecco perché ogni istante perso è prospetticamente grave).

    Ma il rapporto costi di edificazione-energia prodotta è assolutamente positivo.

    Al contrario costruire un impianto fotovoltaico richiede si meno tempo, ma gli investimenti sono comunque elevati e sono elevati nell'arco di tutto il funzionamento (il film fotovoltaico ha una vita piuttosto breve). Il problema è che il rapporto costi-energia prodotta è risibile.

    Forse in futuro la cosa cambierà, con l'avvento di nuove tecnologie ecc. Ma al momento per produrre energia sufficiente con un impianto fotovoltaico occorrono superfici di pannelli estremamente estese.

    Sicuramente lo stoccaggio delle scorie è un problema, nella misura in cui si sa che non possono essere messe nel cassonetto sotto casa. Altri Paesi prima di noi hanno risolto il problema. Francamente non credo che gli italiani siano gente di serie B incapace di risolvere questo problema. Chi lo pensa si interroghi sulla opportunità di restare su suolo italico.

    Ma non è solo il nucleare a creare inquinamento. Petrolio e industria chimica creano inquinamento in quantità enormemente maggiori. E' vero che le esalazioni di una raffineria non sono radioattive e si esauriscono in meno che qualche milione di anni. Altrettanto vero che di esalazioni si tratta e sulla loro nocività spero non ci siano dubbi.

    Qualcuno se ne preoccupa? Non mi pare.

    Il fotovoltaico è energia pulita, certo, fino a quando non occorre smaltire le scorie (cadmio nei film, per esempio) e i gruppi di immagazzinamento dell'energia (non sono radioattivi ma certo non sono biodegradabili).

    In definitiva, la centrale nucleare garantisce quantità importanti di energia a dei costi (ambientali e monetari) sostenibili. Lo dimostra la proliferazione delle centrali nel mondo, sulla quale noi siamo stati gravemente e colpevolmente indietro.

    Le energie ecologiche, come le chiami, sono una alternativa solo sulla carta. Il rapporto costi (in termini monetari e di ampiezza delle installazioni soprattutto, ma anche ambientali, vedi deturpamento del paesaggio) ed energia prodotta è risibile nella maggior parte dei casi.

    Sicuramente ci sono, sono una alternativa. Ma io chiedo a chi non vuole le centrali se sarebbe disposto a vedere le colline intorno casa o il mare dinnanzi la spiaggia invaso da centinaia e centinaia di pale eoliche.

    In Sardegna ci hanno provato: è insorta l'intera regione.

    Quindi: di cosa stiamo parlando realmente?

  • Anonimo
    10 anni fa

    c'e il sole, il vento, l'acqua... E poi se non ci fossero cosa me ne farei dell' energia elettrica? Io Voglio vivere.

  • Anonimo
    10 anni fa

    tutte e 5 ,inoltre il mio timore è che le mafie si mettano in mezzo ai progetti di costruzione e in mezzo ai programmi di stoccaggio delle scorie traendone vantaggi

  • Anima
    Lv 6
    10 anni fa

    La 3 e la 4 a pari merito...

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  • 10 anni fa

    Tutte e 5 mi dicono di votare SI', ma il motivo principale è sicuramente il numero 4, che poi è collegato al 2.

  • 10 anni fa

    Il mio modesto parere, basato sulle innegabili vicende passate (recentissime e non), è che i RISCHI AMBIENTALI E SANITARI, legati allo sfruttamento dell'energia nucleare, sono

    TROPPI, TROPPO GRANDI, TROPPO GRAVI; e gli eventuali e tutt'altro che improbabili DANNI, sarebbero pressochè IRRIMEDIABILI.

    Per il resto, mi rendo conto che il fattore soldi riveste di primaria importanza nella questione. Ma su quello non abbiamo potere di intervento.

  • Mada
    Lv 5
    10 anni fa

    Perchè in Italia funzionerebbero così:

    http://www.youtube.com/watch?v=CbX3K71L-hg

    Youtube thumbnail

  • RODAN
    Lv 6
    10 anni fa

    1) Aggiungo: è sbagliato pensare solo a Cernobyl e Fukushima. In realtà esistono altre centinaia di casi semi sconosciuti, ed altri completamente nascosti all'opinione pubblica, di incidenti di piccola e media entità che hanno comunque contaminato i territori attorno alle centrali per chilometri.

    2) Su questo non ci piove.

    3) Certo. Questa gente pensa al nucleare pensando ai costi odierni. Tra 30 anni il nucleare sarà una tecnologia ultra obsleta e costosa.

    4) Non esiste Paese che abbia risolto il problema dello stoccaggio dei rifiuti, specialmente quelli più inquinanti. L'Italia non ha uno straccio di piano al riguardo.

    6) E non ci sono solo eolico e fotovoltaico. Ce ne sono tante altre come il micro idroelettrico, il geotermico, le biomasse, ecc. Inoltre esiste una fonte energetica fantastica: il RISPARMIO ENERGETICO. Che non significa rinunciare a qualcosa. Significa iniziare a costruire case sulle quali non si buttano migliaia di euro per riscaldarle e raffreddarle. Abbiamo la tecnologia non solo per non pagare un euro, ma addirittura per trasformare le nostre case in piccole centrali elettriche.

  • Anonimo
    10 anni fa

    Le quoto tutte.

    L'Italia è un territorio molto sismico, si salvano solo la Sardegna e poche altre zone come la provincia di Agrigento (la mia,,,). La Sardegna ha già detto di No nel referendum consultivo, e credo che i sardi non si fermerebbero se si decidesse di fare delle centrali lì.

    Poi tra Alpi, Appennini e vulcani, tutte le altre zone sono mediamente o altamente sismiche.

    Molti studi dimostrano che nei primi km attorno alle centrali inglesi e tedesche la percentuale delle persone colpite da tumori e leucemia è molto più alta rispetto a zone più lontane (Report c'ha fatto un servizio, adesso non mi ricordo le percentuali esatte). Quindi giocheremmo con la vita di molti italiani, e ciò avrebbe un costo sia sociale che economico (le cure ai malati).

    Poi non so in quanto tempo si possa recuperare un tale investimento, che è enorme. Lo avrei capito 20 o 10 anni fa, ma oggi mi sembra troppo tardi, anche perché si pensa di costruire e metterle in funzione tra diversi altri anni, non domani mattina. Ecco, non sono sicuro che convenga dal punto di vista economico, per adesso si compra dai francesi, domani con le alternative.

  • 10 anni fa

    la 3 e la 4 ( ma di poco , più la 3 che la 4 )

    ps :

    se anche non ci fossero le energie rinnovabili , le centrali nucleari non le vorrei comunque , ma dato che ci sono ... approfittiamone

  • 1 il pericolo di fuoriuscita non esiste solo nei casi delle immani calamità già da te citate. Gli incidenti "meno gravi" sono numerosissimi, cercando anche solo in rete la lista di quelli ammessi e conosciuti è lunghissima. Quindi più che di pericolo si può parlare di certezza di incidenti, che se anche non sono catastrofici come i casi eclatanti che tutti conoscono, sono comunque moto nocivi per la salute umana e per l'ambiente.

    2 nelle zone limitrofe agli impianti nucleari il rischi di aumento di malattie tumorali è dimostrato da studi molto seri, anche qui quindi si parla di fatti evidenti. Ma non sono solo le zone limitrofe a essere pericolose in realtà perché la radioattività inquinando suolo e falde acquifere entra nella catena alimentare, si fissa nell'organismo di tutti gli esseri viventi, anche quelli che noi mangeremo.

    3 i costi degli impianti non sono determinati solo dalla loro costruzione, ma anche dal mantenimento sia funzionale che di sicurezza, dallo stoccaggio delle scorie che ad oggi non è in nessun modo possibile in reale sicurezza. I costi sono a conti fatti elevatissimi e contrariamente a ciò che si dice determinano un aumento non una diminuzione del costo dell'energia.

    4 lo stoccaggio in reale sicurezza delle scorie radioattive non è a oggi possibile. I paesi che hanno questo enorme problema cercano da anni siti che ancora non sono mai stati individuati. Il motivo è che non esiste un luogo che può essere mantenuto sicuro per i tempi lunghissimi di decadimento, che si contano in millenni.

    5 ci sono energie alternative che oltre a essere sicure non comportano rischi immani come quelli del nucleare. Ma in ogni caso in Italia l'energia prodotta è più che sufficiente. Contrariamente a ciò che si dice, noi produciamo il doppio del fabbisogno energetico nelle ore di punta. Per questo l'Italia vende alla Francia energia nelle ore di punta a caro prezzo, guadagnando, e ricompra poi dalla francia energia prodotta con il nucleare a basso prezzo nelle ore di basso consumo. Questo accordo è dovuto al fatto che l'energia che la Francia produce con il nucleare non è modulabile, quindi nelle fasce orarie di basso consumo si determina un eccesso di energia che potrebbe causare problemi e che quindi la Francia deve svendere.

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