La Cina non è mai stata così vicina...d'avercela in casa nostra?

Conclusa la spedizione di tre giorni in Italia del dragone cinese.

Xi Jinping, vicepresidente e prossimo sostituto di Hu Jintao, ha partecipato alla Festa della repubblica. E’ stata la prima visita ufficiale del prossimo leader di Pechino. Il motivo più importante della visita dei giorni scorsi, però, è stato un altro. Xi, in veste di massimo rappresentante delle imprese cinesi, è venuto con un seguito di 130 uomini d’affari suoi connazionali a stipulare accordi per il valore di 3,2 miliardi di dollari.

Cena conclusiva all’hotel Principe di Savoia di Milano, organizzata dalla Fondazione Italia Cina presieduta da Cesare Romiti. Date un’occhiata al sito ufficiale della fondazione: c’è da perdersi. A Milano già da alcuni anni si è costituita una Confindustria della Repubblica popolare cinese, con circa 30 membri ad oggi, con un investimento complessivo nella Penisola di 500 milioni di dollari.

Le imprese cinesi in Italia hanno più di 500 dipendenti, una buona metà supera i 15 mila addetti.

Fatturano almeno 50 milioni di euro, talvolta sfondano il miliardo. Sono a capo di multinazionali dalla petrolchimica alla siderurgia, dalla meccanica al settore bancario, dalla farmaceutica alla moda, dai trasporti all’elettronica avanzata.

Eppure, scrive Il Mondo, gli imprenditori cinesi che vengono a investire in Italia vengono trattati come extracomunitari. A cominciare dal rilascio dei visti: dopo tre mesi per loro c’è bisogno del permesso di soggiorno. Non va meglio neppure nel più avanzato Nord: “eccessiva burocrazia, inadeguatezza della manodopera locale, difficili condizioni di vista a cui è sottoposto il personale espatriato”. Il mercato italiano viene ritenuto dai cinesi un “mercato difficile”.

Del resto, il problema è tutto nostro, tornando al discorso della piccola borghesia dagli orizzonti di quartiere, non abituata allo scontro internazionale, ma con una visione regionalista, distrettuale.

Il maggior numero di imprenditori cinesi si trova in Lombardia (10.129); segue la Toscana (9.840) e il Veneto (5.798). Mentre in Emilia Romagna gli industriali orientali sono 5.035 e in Lazio 4.587. Al Sud la comunità più consistente è in Campania (2.522 imprenditori), segue la Sicilia (2.077) e la Puglia (1.085).

Quanto all'incidenza degli imprenditori cinesi sul totale dell'imprenditoria straniera presente in Italia si attesta, ormai, all'8, 3 %. In Toscana, però, si arriva al 17, 9 %, in Veneto al 10, 4 %, in Emilia Romagna al 9, 2 % e in Campania all'8,4 %.

Una nota di colore per i sostenitori accesi della presunta supremazia del know how occidentale, che pur tuttavia non hanno imparato la lezione dall’ennesima crisi. Alla faccia del capitalismo cognitivo, quello in cui per magia fanno tutto i cervelli, senza muovere un braccio.

Ebbene, i cinesi sporchi e sudati delle vecchie fabbriche comprano anche quello, il capitalismo cognitivo.

Dalle multinazionali delle telecomunicazioni come Huawei (28 miliardi di dollari di fatturato, 100 mila dipendenti) a Zte (specializzata in smartphone, lanciando in commercio modelli con Poste Italiane) alle società di consulenza industriale come Genertec, passando per le ricerche tecnologiche alle le case di abbigliamento come Nanshan, Erdos Cashmere, Hazan Group Wilson Sport. Il know how si copia.

Tutte imprese venute nel nostro Paese, scrive Il mondo, per acquistare competenze da riesportare altrove, in Cina e non solo, cercando di affrancarsi dal “Made in Italy”, “e rilanciare così la sfida sui mercati globali dal piano dei costi a quello della qualità”.

L’Occidente, buona parte di esso, ha voluto perdersi nel mito della cosiddetta “società dell’informazione”, deindustrializzandosi. Ha rincorso ad occhi aperti il sogno dei soldi che crescono dai soldi. Ma la locomotiva è passata, sfasciando il castello di carta della “new economy”, e lasciando per terra milioni di disoccupati.

“Denaro – merce – denaro”, spiegava il barbone tedesco.

Ora si vorrebbe recuperare, e gli stessi sostenitori di quella nuova economia del futuro, in primo luogo gli ispiratori e i vertici delle “terze vie” e “quarte vie” mondiali, riconoscono il disastro. Riconoscono che la spina dorsale è andata spezzata, stanno ripiantando fabbriche, ma sono state inghiottite una o due generazioni. E considerando l’inverno demografico che attraversano le vecchie potenze, si tratta di un clamoroso autogol.

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Aggiornamento:

Fdd: Il confronto-scontro tra Cina e India: è proprio quello il nodo cruciale del XXI secolo.

Quanto ai punti di forza e a quelli di debolezza, quanto alle contraddizioni, FDD, già lo scrissi: fa parte di ogni potenza. Non possiamo cadere nell'errore meccanicistico, ma vanno considerati i rapporti dialettici tra gli uni e gli altri, retaggi cultura e tradizione inclusi.

Con questo non si tratta di tifare contro o essere a favore, ci mancherebbe, ma di avere una visione generale quanto pià ampia possibile.

5 risposte

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  • 9 anni fa
    Risposta preferita

    La Cina ha fatto molte fortune a casa propria. Lo sfruttamento della classe operaia all'inverosimile ha fatto diminuire i costi di produzione e, per molte aziende è una manna dal cielo.

    Manca nella tua analisi questo punto fondamentale. Le industrie così facendo guadagnano bene, e il ricavato in parte viene investito in europa e america, dove anche grazie a incentivi che lo stato cinese attua ai nuovi investitori, è facile investire e farlo bene e subito.

    La cina è spesso sinonimo di scarsa qualità, parlo del settore vestiario e in parte tecnologico. Il vero punto di forza è lo spirito imprenditoriale della nuova classe di investitori cinesi, navigano oltre oceano per raggiungere i loro obiettivi, questo è anche uno dei traguardi della NUOVA CINA.

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  • 9 anni fa

    L' articolo riportato conferma che la storia è scontro tra le potenze ma, è anche lotta tra le classi.

    Le potenze oggi si confrontano sul mercato mondiale, domani si scontreranno in armi.

    Gli Stati Uniti sprofondano nell' incertezza strategica, la Cina ruggisce, la Germania marcia trascinandosi il resto dell' europa.

    L' Europa nasconde la sua natura imperialista, dietro la maschera della potenza benevola, sociale aperta ai capitali cinesi.

    Le potenze sono fucine delle ideologie che oggi cooptano cuori e cervelli, domani muoveranno gli uomini a milioni nelle guerre.

    Un miliardo e mezzo di salariati divisi in cinque continenti e quasi duecento Stati sono il vero respiro del mondo, la classe operaia mondiale.

    Uomini e donne che producono tutto ciò che esiste, ma divisi, sfruttati, a volte massacrati, per interessi particolari che non li riguardano.

    Nell'arena della storia non si può rimanere a guardare.

    Schierarsi dalla parte degli sfruttati oggi significa lottare per una società senza classi e senza stati, per un' umanità unificata, significa lottare per una società comunista.

    La società capitalista si mantiene su un fragile equilibrio, l' ascesa di una potenza continentale come la Cina ma, anche l' India sono i presupposti di una rottura che inevitabilmente sfoccia in guerra mondiale, vi sta bene questo?

    NO! allora mettevi alla prova nella lotta.

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  • Anonimo
    9 anni fa

    1. tu tagli la mela io imparo a tagliare la mela

    Differenza: nessuna

    Il risultato è identico

    Quello che diversifica è la capacità di innovare, di proporre

    2. è è da una vita che cercano di copiare

    peccato che noi riusciamo a fare del cashmere un prodotto di lusso estremo

    http://rampini.blogautore.repubblica.it/2009/01/12...

    ciò che non si può copiare è il buongusto, la tradizione italiana, l'eleganza: è nel dna italiano

    3. Un prodotto innovativo è apple iphone o la versione dell'htc...tutti sono capaci di fare cellulari ma uno

    solo al mondo è capace di porre un unico cellulare, sfondare nel campo della telefonia e rubare quote di

    mercato ai bigs

    Nokia è in grave crisi perchè non ha saputo innovare....rimanere trai mediocri (ovvero trai cinesi) lo sanno

    fare tutti....hanno prodotti di qualità mediocre

    Perfino la nuovo ammiraglia di volvo è una copia di una copia di una macchina americana

    http://auto-moto.virgilio.it/speciali-saloni/shang...

    ammiraglia.html

    a questo punto ti vorrei far vedere che cosa sono riusciti a fare gli indiani:

    http://www.michaelvittori.it/wp-content/uploads/ja...

    Due macchine diverse. Io preferisco lo stile "indiano". Come preferisco i Taj Hotels in India.....L'eleganza di

    un Taj, vivere in un Taj è un'esperienza unica....D'altronde i cinesi non lo sanno....non hanno una catena di

    alberghi cinese sul suolo cinese...e gli alberghi di lusso europei parlano tutti arabo

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-11-07/...

    uuid=AY0pLohC

    3. Essere dominati dai cinesi (e il trend è costante e in aumento) vuol dire che l'imprenditoria italiana è

    scarsa....brutto segno per l'italia

    http://www.businessonline.it/6/StrategieeManagemen...

    assunzioni-manager-quadri-lavoratori.html

    4. è facile far lavorare gli schiavi

    5. a Cina che supererà gli Stati Uniti come principale economia mondiale già nel 2023, con venti anni di

    anticipo rispetto alle previsioni precedenti. In anticipo anche il sorpasso dell’India sul Giappone che avverrà

    entro il 2035

    Lo studio di PWC si occupa anche di stabilire il primato mondiale in termini di PIL che si avrà nei prossimi

    anni e che stabilisce che dal 2050 la probabile prima economia mondiale sarà l’India e non la Cina, in

    quanto quest’ ultima tra qualche anno sarà penalizzata dall’elevata età media della popolazione

    http://www.businessonline.it/4/E-business/2843/naz...

    parole%20chiave-innovazione-tecnologia-informatica.html

    quindi Bye Bye China!!

    6. il partito di Mao è l'unico Pilastro su cui si fonda. la Cina. Buttato giù quel pilastro la Cina implode

    7. C'è troppa disparità tra zone rurali e zone molto ricche. Può succedere un casino?

    C'è troppa corruzione?

    C'è troppa inflazione?

    Ciao!!

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  • Anonimo
    4 anni fa

    Se stai cercando un hotel a Pechino puoi guardare su questo sito https://tr.im/1mKhM troverai i prezzi più convenienti.

    Pechino è una città millenaria ricca di storia e di cultura; come tale, presenta tutta una serie di grandi opere architettoniche che testimoniano la sua grandezza sin dall’età imperiale fino ai giorni nostri.

    Il centro della città è costituito dalla famosissima Città Proibita, il più grande complesso di edifici imperiali del mondo. Quest’area racchiude un’infinità di tesori dell’arte cinese, gran parte dei quali sono in esposizione presso il Museo del Palazzo presente all’interno.

    Di fronte alla Città Proibita si estende la smisurata Piazza Tienanmen, la più grande piazza pubblica del mondo, famosa anche per le proteste studentesche del 1989.

    Nelle vicinanze è presente il magnifico Parco Beihai, un parco millenario che nel corso dei secoli si è arricchito di edifici particolarmente pregevoli e di grande interesse turistico.

    Davanti a queste opere colossali, spesso ci si può sentire un po’ disorientati, soprattutto perché si trovano immerse in un’area metropolitana dove convivono milioni di persone. In ogni caso, la bellezza di questi luoghi è indiscutibile e rimane profondamente impressa nei ricordi dei turisti che hanno avuto l’imperdibile possibilità di vedere le magnifiche opere di importanza nazionale e mondiale che impreziosiscono Pechino come dei veri e propri gioielli: il Tempio del Paradiso; il Palazzo d'Estate; il Tempio della Luna, quello del Sole e quello della Terra; il Tempio Taoista della Nuvola Bianca.

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  • D' imprenditori cinesi orientali in Emilia Romagna non ne ricordavo, di sfruttatori sicuramente le cronache dei giornali ne erano piene e se oggi si chiamano imprenditori, hanno fatto dei miglioramenti, complimenti.

    È da tempo che i cinesi stanno facendo il giro del mondo:

    35 aerei Embraer B190 e una grande quantità di carne suina, lanciare altri due satelliti in partnership e portare in Brasile fabbriche di computer.

    (Ai cinesi non è sfuggito che il Brasile è il paese in cui sono stati venduti più computer nel mondo nell’ultimo anno.)

    L’impresa cinese Fox Com installará in Brasile fabbriche di display per cellulari, televisori, computer e table. Un’altra impresa cinese la ZJE sta per investire 350 milioni nella cittá di Gortolandia nello stato di San Paolo.

    Nel settore delle telecomunicazioni dopo i primi 3 satelliti lanciati insieme da Brasile e Cina, ora ne saranno lanciati altri due, che serviranno all’agricoltura, alla prevenzione di disastri ed al controllo dell’Amazzonia e l'elenco non finisce più....

    Morale: carenza di specializzati, ingegneri, tecnici, sono il freno di questi investimenti, la necessità di formazione professionale specializzata, richiederà notevoli sforzi “non sará facile”, ha spiegato la presidente del Brasile.

    Migliaia sono i bandi di concorso, che mettono a disposizione posti di lavoro ben remunerato, tutto si tocca con mano, ognuno può vederlo con i propri occhi e riduzione dell’aliquota dell ISS dal 5% al 3% fra le altre.

    Ora mi chiedo chi paga questi giornalisti per far credere queste cose? Gli imprenditori dagli occhi a mandorla vorrebbero investire per far lavorare gli italiani? In Brasile portano via materie prime, il minerale di ferro oltre a prodotti più elaborati come l’acciaio ed i laminati. E dall'Italia? il formaggio di fossa o cosa? Continueranno nel loro sporco lavoro terzistico per i grandi marchi italiani della moda, mettendo definitivamente in ginocchio chi ancora tenta di resistere, tutto patrocinato dal marchio made in Italy.

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