Breve testo sulla deriva dei continenti, urgente?

mi potete skrivere un testo breve sulla deriva dei continenti x l'esame di terza media

grazie in anticipo..... è urgentisssssimo niente siti tipo wikipedia :D

3 risposte

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  • Risposta preferita

    Siamo arrivati a 500 milioni di anni fa, percorrendo in un sol colpo 4 miliardi di anni, impiegati per costruire il substratum portante della crosta terrestre, caratterizzato da un complesso di formazioni prevalentemente metamorfiche attraversate o intercalate da rocce eruttive, a testimonianza di intensi movimenti tettonici subiti dai sedimenti depositatisi durante quel lungo periodo.

    L'intensa tettonizzazione dei terreni, sia ad opera del metamorfismo termico che dinamico non consente, sulla base delle sole caratteristiche litologiche e in assenza di tracce indicative di fossili, una correlazione delle formazioni Prepaleozoiche affioranti a distanze di migliaia di chilometri

    Nonostante le limitazioni sopra indicate lo studio delle formazioni più antiche della terra ha condotto i geologi ad appurare eventi fondamentali per una ricostruzione paleogeografica del globo, in particolare:

    • la presenza di ripetuti depositi morenici dimostra che non è sostenibile l'ipotesi che per i primi miliardi di anni il pianeta Terra sia stato interessato da temperature più elevate rispetto a quelle attuali, ma che viceversa in più occasioni vaste aree del globo sono state interessate da glacialismi, specie in Australia, India e Africa meridionale;

    • l'insieme del complesso litoide attualmente estremamente rigido, dopo aver subito diversi cicli orogenetici non più distinguibili tra loro, costituisce estese unità cratoniche poste alla base dei vari continenti. Sono suddivisibili nei vari Scudi rilevati nell'America del nord, Scozia, Asia, Australia, etc, cioè l'insieme di varie unità tettoniche costituenti le catene montuose del Prepaleozoico.

    Fin dai primi studi geologici fu messa in dubbio l'ipotesi che il substrato prepaleozoico si fosse formato su una superficie globale abbracciante tutta la Terra, anche perché da qualche secolo si era costatato che molte coste dei continenti potevano combaciare, nonostante che distassero migliaia di chilometri tra loro. Inoltre con il proseguire degli studi geologici si costatò che varie formazioni geologiche anche sulla base del contenuto dei fossili erano correlabili al di qua e al di là delle aree oceaniche. Varie furono le ipotesi per spiegare quanto costatato nelle ricerche, ma per arrivare ad una spiegazione sul meccanismo del fenomeno bisognava aspettare il 1915 ad opera di Alfred Wegener, meteorologo, padre della Teoria della Deriva dei Continenti che sosteneva che i continenti si spostano principalmente ad opera delle forze centrifughe dovuta alla rotazione della Terra. La teoria di Wegener, per quanto rappresentasse un notevole passo avanti nella spiegazione del fenomeno, non incontrò il favore degli studiosi in quanto si obiettò che la crosta terrestre era troppo rigida per permettere una deriva dei Continenti ed inoltre la forza centrifuga era troppo debole per vincere la resistenza offerta dal basamento al movimento di enormi masse come i continenti.

    Tuttavia gli studi portarono ad una prima conclusione: gli attuali Continenti, o forse più precisamente le attuali grandi placche terrestri, una volta dovevano far parte di un unico continente che si estendeva da un'estremità polare all'altra, non necessariamente coincidenti con gli attuali poli.

    Rimaneva solo da dimostrare come fosse avvenuta la separazione delle placche. La spiegazione giunse solo pochi decenni fa e, inaspettativamente, non a seguito delle ricerche sulle terre emerse, ma sui fondali degli oceani.

    Infatti, prima di tali ricerche era logico ritenere che il fondo degli oceanici doveva essere il luogo di accumulo di enormi quantitativi di sedimenti provenienti dal dilavamento delle terre emerse, distribuiti e livellati dalle correnti oceaniche note da tempo. I rilevamenti oceanografici misero invece in evidenza profonde incisioni separate da rilievi più pronunciati di quelli delle terre emerse, interessati da complessi sistemi di fratture, come sono facilmente osservabile in qualsiasi recente atlante terrestre.

    Altra informazione inaspettata è quella relativa all'intensa attività vulcanica dei fondali oceanici, caratterizzata da fuoriuscita di basalti lungo le dorsali oceaniche con conseguente crescita dei fondali oceanici la cui espansione di fatto genera delle spinte laterali verso le placche terrestri, allontanando le une dalle altre.

    In sintesi la teoria della Deriva dei Continenti di Wegener dopo 50 anni trova la sua riabilitazione se si precisa che lo spostamento dei Continenti non avviene per movimenti tra essi e il sottostante substrato rigido della crosta terrestre, ma tra tutto il complesso litosferico ed il mantello, ove le alte temperature rendono il materiale fluido e quindi con basso coefficiente di attrito riguardo masse soprastanti rigide in movimento.

    Fonte/i: scegli le parti k ti interessano :) qst è della mia tesina e ho preso 8 e mezzo :) :)))) :))
  • Anonimo
    10 anni fa

    anke io cerco la stessa cosa... fino ad ora ho solo questo:

    Il climatologo tedesco Alfred Wegener agli inizi del 900 si accorse che molte coste di diversi continenti se accostate combaciavano: dedusse così che inizialmente c'era un unico continente chiamato pangea circondato da un solo mare chiamato Panthalassa. 180 milioni di anni fa la pangea si divise in Laurasia e Terra di Gondwana, tra i due continenti un mare chiamato Tetide.

    Questi continenti muovendosi lentamente si frammentarono sempre di più fino a raggiungere lo stato attuale. Di conseguenza come i continenti si spostavano anche le acque cambiavano forma e dimensioni formando gli attuali oceani: il Pacifico, l'Atlantico e l'Indiano

    Le prove della deriva dei continenti sono 3:

    -Le rocce su due diversi continenti sono della stessa composizione

    -I lembi combaciano

    -Sono stati ritrovati i fossili di un grande mammifero di acqua dolce sia in Brasile sia in Africa.

    Le idee del climatologo però vennero abbandonate perchè non aveva potuto spiegare il motivo del movimento dei continenti. Venne ripresa negli anni 50-60 del XX secolo.

    Spero di essere stata utile..questo è cio che il professore ci ha spiegato

    In bocca al lupo per gli esami!! anke a me tocca quest'anno!!

  • Brown
    Lv 5
    10 anni fa

    La deriva dei continenti è una teoria geologica secondo la quale i continenti si muoverebbero l'uno rispetto all'altro. Introdotta nella sua versione moderna nel 1912 da Alfred Lothar Wegener, che fu il primo a presentare in una formulazione organica le prove del fenomeno e una spiegazione coerente delle sue cause.

    Origini della teoriaL'ipotesi che i continenti si siano spostati, e in particolare che si siano allontanati l'uno dall'altro, è piuttosto antica. Già nel 1590, il cartografo olandese Abraham Ortelius notava nel suo saggio Thesaurus Geographicus che il profilo delle coste dei continenti dimostrava chiaramente che essi si erano staccati l'uno dall'altro "per via di terremoti e inondazioni". L'idea di Ortelius fu ripresa da diversi autori nei secoli successivi.L'idea divenne ancora più attraente nel XIX secolo, quando lo studio dei fossili portò la prova del fatto che, per esempio, il Nordamerica e l'Europa avevano avuto in passato una flora comune. Sulla base di queste osservazioni, Eduard Suess giunse nel primo Novecento a ipotizzare l'origine dei continenti moderni dalla frammentazione di un antico supercontinente, Gondwana. Tutti questi autori, pur avendo intuito il fenomeno della deriva dei continenti in sé, avevano però difficoltà a fornire una spiegazione coerente delle cause.

    Nel 1910, il geologo statunitense Frank Taylor giunse a formulare l'idea dello scorrimento della crosta terrestre dalle alte latitudini a quelle basse dell'emisfero settentrionale. Egli si riferiva in modo particolare alla Groenlandia, che immaginava essere il residuo di un antico massiccio da cui si erano staccati, lungo fosse di spaccatura, il Canada e l'Europa settentrionale. Anche alla tesi di Taylor mancava un punto importante: il meccanismo che produceva lo spostamento delle masse continentali. La sua spiegazione, che faceva riferimento alle forze di marea verificatesi quando la Luna venne catturata dalla Terra, furono considerate fantasiose dalla maggior parte dei suoi contemporanei, ma servirono come importante ispirazione per Wegener. Un altro precursore, riconosciuto dallo stesso Wegener come autore di ipotesi simili alle sue,è stato Roberto Mantovani, un violinista nativo di Parma il quale nel 1878 aveva formulato una teoria che prevedeva la deriva dei continenti come conseguenza di una dilatazione globale della Terra.

    La teoria di Alfred Wegener

    Animazione della separazione della PangeaWegener ebbe il merito di mettere insieme in modo minuzioso tutti gli elementi che potevano essere riconosciuti come prove indirette dell'antica origine comune dei continenti, e di formulare in merito una teoria dettagliata, completa di un tentativo di datazione. Le sue conclusioni furono comunicate per la prima volta in pubblico presso la Società Geologica di Francoforte sul Meno, il 6 gennaio 1912, in un intervento intitolato La formazione dei continenti e degli oceani in base alla geofisica. Pochi giorni dopo (10 gennaio) presentò le stesse idee presso la Società per il Progresso delle Scienze Naturali di Magdeburgo in un altro intervento dal titolo Gli spostamenti orizzontali dei continenti. La prima pubblicazione della sua teoria fu nel 1915, nel saggio La formazione dei continenti e degli oceani.

    Wegener sostenne che nel Paleozoico, e buona parte del Triassico, le terre emerse formavano un unico supercontinente, che battezzò Pangea, contrapposto a un unico superoceano, Panthalassa. La frammentazione di Pangea era iniziata circa 200 milioni di anni fa. La prima spaccatura aveva contrapposto Laurasia (Europa, Asia e Nordamerica) e Gondwana (Sudamerica, Africa e Oceania). Ulteriori frammentazioni portarono la suddivisione dei due supercontinenti, che gradualmente andò suddividendosi fino alla conformazione attuale. Wegener fece notare che in Africa e in America meridionale erano stati rinvenuti fossili di animali e di piante delle stesse specie, vissuti nella stessa epoca, che non avrebbero in alcun modo potuto attraversare l'Oceano. Questo fatto diventa facilmente spiegabile ipotizzando che fossero stati uniti tra loro. Egli studiò inoltre le tracce lasciate dagli antichi ghiacciai sulle rocce e dimostrò che India, Australia, Africa meridionale e America meridionale erano state coperte contemporaneamente dai ghiacci, presumibilmente prima della loro separazione.

    Attingendo alle più recenti scoperte della geologia, Wegener spiegava questi fenomeni di "deriva" dei continenti descrivendo le terre emerse come enormi "zolle" di Sial che galleggiavano su una superficie anch'essa solida ma molto più malleabile, il Sima,situato fra la discontinuità di Mohorovicic e la discontinuità di Gutenberg.Ciò che mancava all' attenta osservazione di Wegener era una spiegazione di come tutto ciò fosse avvenuto e di quale fosse il "motore" in grado di spostare i continenti

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