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annadevis ha chiesto in Arte e culturaStoria · 10 anni fa

rapporto padrefigli nel XX sec?

potreste darmi qualke link in cui posso vedere com'è il rapporto padre-figlio nell'800 e 900... ? perchè ho bisogno di sapere come cambia il rapporto padre figli in questo contesto storico, grazie

2 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    10 anni fa
    Risposta preferita

    Non è radicalmente cambiato fino alla rivoluzione industriale post-1950 (le definizioni classiche che indicano nel 18° e 19° la rivoluzione industriale, così come fine del Medioevo il 1492 per me sono assolutamente ridicole), ke con lo stravolgente boom economico ha causato o accelerato la trasformazione sociale già in atto dalla fine del 700 ma ke in effetti era ancora poco influente sui rapporti interpersonali, di gerarkia famigliare e nella società. Quindi fino al 1950 ed oltre il rapporto era di mero possesso, di dominio quasi assoluto, di soggezione. Se oggi si esagera col non dare uno scappellotto ai bambini lagnosi o iperattivi, all'epoca esisteva ancora lo "jus corrigendi" ke autorizzava a veri pestaggi, anche nei confronti della moglie. La derivazione religiosa della mentalità corrente e delle leggi vedeva nel padre/patriarca una figura jeratica, paurosa: egli di fatto dominava i congiunti, decideva per loro, pensava per loro. Nn era tenuto a considerare alcuna contraddizione alle sue decisioni, e se lo faceva era considerato un debole. La "legittima" nell'asse ereditario è cosa molto recente: all'epoca (800-secondo dopoguerra) valevano gli usi locali: in genere, il padre poteva diseredare ("fare a mala parte", dicevano al paiesiello) al figlio "disobbediente". Disobbediente, non pensiamo a droga o cose eclatanti: solo se non si fidanzava con la ragazza prescelta dalla famiglia (cioè dal padre,almeno ufficialmente: poi i coniugi si consultavano, sempre alle spalle del figlio); se non accettava di seguire minime regole famigliari, di studiare o lavorare come dove ed al ritmo voluto dal Genitore, o per qualsivoglia mancanza grave o minima che fosse, ad arbitrio del padre. Erano rari i rapporti di confidenza: in molte zone ed in parecchie famiglie altolocate esisteva il "voi" fra genitori e figli e fra coniugi. Nelle famiglie povere si parlava del resto assai poco: stanchezza cronica, ignoranza, noia, persistenza di problemi cronici non invogliavano al dialogo. In quelle rikke molto dipendeva dalla politica e dal carattere del padre: cmq era legge ke parlasse prima il padre, ke i figli non contestassero vistosamente le sue affermazioni, ke rispettassero le sue precedenze nel sedersi, servirsi, bere, fumare. Egli decideva (quasi) senza appello carriere e futuro dei figli, e guai ad opporsi alle sue scelte. Era quindi un padre/padrone: leggere a proposito l'eloquente omonimo romanzo autobiografico di Gavino Ledda (1974). Però, se lo trovi, anche la raccolta epistolare "L'educazione del Gentiluomo - Lettere al Figlio" di Lord Philip Stanhope conte di Chesterfield (di due secoli prima, 1774), esempio di dialogo educativo molto avanzato e nn solo per allora.

    La diffusione della cultura, la democratizzazione della società, l'esperienza della guerra e delle Resistenze, l'inurbamento (ke spezza i clan contadini ed il legame a regole paesane o locali e miskia nelle città industriali persone di diversa provenienza regionale se non nazionale), la diffusione dei massmedia, lo spezzettamento della famiglia allargata che diventa mononucleale, la Contestazione, i nuovi modelli di vita esterni alle esperienze famigliari e paesane, il nuovo codice di famiglia, il divorzio, tutto ciò cambia dal decennio 1968/1978 i rapporti in famiglia e quindi fra genitori e figli. A ciò collabora anche il "mito della gioventù" ke ribalta la gerarkia morale fra adulti e giovani: dove nel passato l'anziano, il maturo era il rispettato depositario di know how ed esperienze di vita, nel dopoguerra diventa un "matusa" antiquato, "palloso", rognoso e polemico; il giovane, da sbarbatello da avviare alla vita, privo di know how proprio, è ora l'alfiere di una società dove non contano esperienza e vissuto ma sembrano contare regole sempre nuove dettate da personaggi "imberbi".

  • 10 anni fa

    la stessa domanda la ha giá fatta un altro utente.

    leggi cosa ho risposto. una domanda: non leggi

    mai le risposte che noi diamo ?

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