Dopo quanto tempo una ventenne in arresto cardiaco viene dichiarata morta?

La domanda credo sia chiara: quando una ragazza in arresto cardiaco viene soccorsa con defibrillatore e massaggio cardiaco....quali sono le circostanze in cui viene dichiarata morta e dopo quanto tempo?

Mi riferisco a un caso sentito in televisione la settimana scorsa, probabilmente conoscerete anche voi: una ragazza di 23 anni morta di (probabile) infarto durante un'esame all'università. Da quel che ho letto, quindi l'attendibilità è sempre con il punto interrogativo, la ragazza è svenuta ed èdopo circa 10 minuti è arrivata l'ambulanza. All'interno dell'università hanno tentato di rianimarla per circa 30 minuti e poi ne hanno constatato il decesso.

Io ho sentito diversi casi in cui una persona giovane in arresto cardiaco si sia ripresa anche dopo 70 minuti di rianimazione....perchè in questo caso hanno tentato solo per 30 minuti? Inoltre...perchè non è stata portata in ospedale? Ripeto che l'attendibilità di queste informazioni è con il punto interrogativo.

4 risposte

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  • Ila
    Lv 5
    10 anni fa
    Risposta preferita

    vediamo un po' per volta cerco di rispondere alle tue domande...qui l'etica si dibatte tutt'ora solitamente 30 minuti di rianimazione sono i minuti necessari senza incappare nel rischio di accanimento teraputico. Si definisce morta quando il tracciato ecg e eeg cioè del cuore e dell'attività cerebrale risultano piatti. Per quanto riguarda i 30 minuti devi sapere ce la rianimazione cardio polmonare è davvero molto faticosa (nei film se ci fai caso sembra tutto facile ma ti assicuro chè veramente stremante, ci sono protocolli rigidi da seguire e più l'operatore si stanca più il massaggio risulta non efficace). Ci sono inoltre molti fattori da valutare come la presenza e frequenza di polso periferico o centrale, pressione sanguigna, frequenza respiratoria ecc. se assenti non è facile che oltre i 30 minuti ricompaiano. Non è stata portata subito in ospedale perchè molto grave, l'equipe specializzata era già lì a scuola e la rianimazione deve essere immediata non c'era quindi tempo di anadare in ospedale se non era stabile. Si fa del proprio meglio per salvare la vita di una persona e sono sicura che l'equipe non sia stata da meno...ma purtroppo a volte non basta

  • 10 anni fa

    Rifacendomi a quello che dici tu e vale a dire che sono notizie non confermate, se la povera ragazza era realmente in arresto cardiaco, già i 10 minuti di attesa dell'ambulanza le avrebbero provocato danni. Se c'è totale assenza di polso carotideo e nessuna traccia di respirazione autonoma, dopo 4 minuti si possono già avere danni neurologici irreversibili. 30 o addirittura 70 minuti, in caso di reale arresto cardiaco, mi sembrano dei tempi allucinanti, l'anossia (mancanza di ossigeno nel sangue) e l'acidosi creano una situazione di incompatibilità con la vita.

    Altra cosa è l'infarto, dove c'è una necrosi del tessuto cardiaco per mancanza di afflusso di sangue.

    I soccorsi hanno agito secondo norma, dovevano stabilizzare la paziente prima di trasportarla in terapia intensiva.

    E' stata solo molto sfortunata, magari aveva una malformazione dalla nascita e nessuno l'ha mai rilevatata, chi può dirlo.

    Si potrà sapere soltanto se il magistrato, vista la giovane età e la morte improvvisa, disponga l'autopsia.

  • 10 anni fa

    Ti dico due cose basate sui miei studi e sulla mia esperienza professionale!

    Non ci sono tempi minimi prestabiliti: una rianimazione può durare anche 70 minuti ma il medico può decidere anche di non iniziarla nemmeno. La scelta ovviamente viene fatta di caso in caso in base alla valutazione clinica del paziente. E' vero che ci son stati casi in cui rianimazioni durate tanto tempo hanno poi protato ad esiti positivi: il caso a cui fai riferimento è probabilmente quello della giovane qui a Bologna che è stata trattata sul posto, trasferita in ospedale e sottoposta ad una tecnica particolare di "congelamento" (crioterapia) che serve per diminuire il metabolismo basale e salvaguardare gli organi principali: cervello e cuore! Ma sono casi purtropp molto rari e poi le condizione di questa non erano sicuramente identiche all'altra: ci sono molte variabili.

    Se si considera che i sanitari hanno fatto 30 min di manocre senza ottenere un minimo risultato, possiamo dire che hanno fatto più di quello che ci si aspetta...probabilmente la giovane età ha spinto i tempi oltre l'ordinario.

    Il fatto di non portare una persona in quelle condizioni subito in ospedale è determinato dalla priorità del mometno: portare avanti delle manovre che, un trasferimento d'urgenza, comporta di sospendere e quindi perdere ogni possibilità di poter fare qualcosa di utile!

    Non è detto che venga fatta l'autopsia ma è molto probabile che verrà disposta. A quel punto forse si chiariranno molti aspetti. Considera comunque che, morti improvvise, ovvero il cuore si ferma improvvisamente, non sono eventi rari. In Italia ci sono circa 80mila casi anno! E' vero che molti di questi non son giovani, anzi, ma ve ne sono purtroppo di ogni età.

    Spero che tra la risposta che avevo già letto prima e questa ti sia tutto un pò più chiaro!

    Fonte/i: Infermeiere 118
  • Craig
    Lv 6
    10 anni fa

    Le tre risposte sopra di me sono state più che esaurienti. Posso solo portarti la mia esperienza di soccorritore sulle ambulanze medicalizzate: è raro che una rianimazione si protragga per più di 40/45 minuti e se succede ci devono essere dei motivi sanitari validi, ad esempio un minimo accenno di ripresa dei segni vitali. E' il medico a valutare di volta in volta il caso, certe volte, in presenza di persone molto anziane, non si inizia neppure.

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