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In cosa consiste la "spiritualità originale" che hanno le persone libere dall'indottrinamento religioso?

Com'è fatta, cos'ha di "alto"? Come si realizza? Quali sono i suoi riferimenti trascendenti?

Domanda che nasce da alcune risposte di una domanda precedente, a cui non riesco più ad aggiungere i dettagli.

Aggiornamento:

@ Ateo: non fai ridere né come ateo, né come parodia di un ateo. Ti auguro di essere sommerso dai pollici versi.

Aggiornamento 2:

@ Fra88: ho trovato il tuo discorso piuttosto equilibrato.

Individuo anch'io nel berlusconismo una delle principali cause di impoverimento morale e spirituale, ma al momento sono dell'opinione che si tratti del risultato di un processo iniziato molto prima.

Chiarisco nuovamente che non desidero un irrealistico ritorno all'età preindustriale, dico solo che da allora abbiamo acquisito parecchie idee e spinte che a mio parere stanno rendendo l'uomo qualcosa di orribile, come dimostra eccellentemente la storia del novecento, che tra i secoli è stato il più sanguinario e colmo di morti senza senso, per non parlare dell'aver completamente perso la nozione di "limite" in senso greco.

Questo a mio parere è dovuto in buona parte al fatto che l'uomo si è investito di troppe qualità che non aveva, e ciò è stato possibile in primo luogo eliminando l'idea che esistesse qualcosa di "più grande" di lui.

Aggiornamento 3:

@ lady godiva: Ecco, vedi, questo mi sembra tremendamente basilare e pulsionale... cioè, il tuo discorso combacia perfettamente con ciò che Darwin chiama "adattamento" e Freud equilibrio tra principio di piacere e principio di realtà. Nelle tradizioni spirituali, mi pare si vada decisamente oltre questo. Anche perchè l'ambiente non è fatto solo dalle case e dalla natura, ma anche dal sociale e dalle "idee" che sono in circolo. Cercare la felicità, da questo punto di vista, potrebbe anche significare un enorme "conformismo" (che normalmente rende felici le persone). Nelle tradizioni spirituali c'è una dimensione tragica invece, che trovo profondamente umana, e che mi sembra un po' assente nel tuo discorso. Voglio dire "sentirsi in armonia" (parlando dell'Io di ciascuno di noi) non è un po' poco, davvero aspiriamo (principalmente) a questo tipo di "intima" felicità? A questo punto potrai dirmi "che altro dovrebbe esserci?"...

Aggiornamento 4:

@ pleiadiana: nell'esposizione della tua idea di spiritualità utilizzi concetti che ci sono stati tramandati da visioni diverse da quella occidentale, come il karma (non so nulla a proposito del "Cuore Cosmico"). Ad ogni modo, si tratta di concetti che solo recentemente l'uomo ha ritenuto di essere in grado di gestire da solo, senza bisogno di un'autorità specifica (anche se poi, nella pratica, sono tantissimi i casi in cui questi concetti vengono promossi da vari tipi di guru, channellers, ecc... ai quali si fa riferimento e verso cui ci si fida, esattamente come prima). Ora, mi sto chiedendo se tutto questo "entrare in sè stessi", "chiedersi cosa si vuole veramente", non stia in realtà rendendo le persone più egoiste, isolate, e in definitiva perse nei meandri della loro psiche... com'è questo Divino che si trova in noi? A cosa corrisponde? Non rischia di essere un'illusione di beatitudine destinata a scomparire al primo scossone che la vita ci riserva?

Aggiornamento 5:

@ firmina: niente in contrario. Non ho gli occhi voltati all'indietro, semplicemente non condivido l'ottimismo che la modernità ha nel fatto che la nostra società sia la migliore che l'uomo abbia potuto produrre nei secoli, MA questo non significa che quelle precedenti siano per me migliori. Ad ogni modo, è da tutto il novecento che filosofi, e non solo teologi e simili, ci avvertono del declino che stiamo vivendo (uno dei più rilevanti è stato Nietzsche). Trovo che la nostra cultura sia la cosa più conformista e omologatrice che sia mai stata prodotta. C'è una fiducia spropositata e irrealistica in ciò che la scienza e la tecnologia possono fare, come se fossero valori in sé e non dipendessero dall'uomo, e queste due non sono cose con cui si scherza... vogliamo parlare di rifiuti, nucleare, inquinamento, ecc? Il tutto è regolato da criteri principalmente quantitativi. La bellezza è rarissima, in città le uniche cose su cui vale la pena posare gli occhi sono state costruite prima dell'

Aggiornamento 6:

dell'epoca industriale... questo non sarà un argomento fortissimo, ma qualcosa a mio parere vuol dire...

Infine:

http://you tu.be/2b_Jr3z3LUI

Aggiornamento 7:

@ Lady Godiva: Finchè mi occupo della mia intima (solitaria) felicità, in un certo senso sì, si può dire che mi senta un'illusione. Personalmente penso che la felicità sia esattamente il contrario, cioè la fine e l'annullamento di ciò che è "mio". Non ho mai capito bene poi la successione temporale del "prima in armonia con te stesso e poi con il resto del mondo"... quand'è che si arriva all'armonia con sè stessi SENZA considerare il resto del mondo? La mia intimità non ha nulla di profondo, profondo è ciò che la mia intimità non può contenere, e questo qualcosa non mi appartiene minimamente...

Quando tu usi il termine felicità, io potrei sostituirvi senza problemi "autostima", "sicurezza"... quindi, non capisco perchè parlare di spiritualità, se siamo in un piano puramente psicologico (hai detto tu che siamo comandati dalle nostre pulsioni).

8 risposte

Classificazione
  • 9 anni fa
    Risposta preferita

    Se era rivolta a me....http://it.answers.yahoo.com/question/index;_ylt=Aq...

    Siamo tutti passati, o meglio io ci sono passata, dall'indottrinamento religioso, familiare e sociale.

    Ma poi per tutti, succede quel qualcosa nella vita che fa riflettere e tutto prende una piega diversa...si comincia a vedere, capire, sentire e soprattutto sperimentare, ma senza perdere l'attenzione a quello che suscita ogni cosa vista, sentita, sperimentata in noi.

    Quella attenzione permette di sentire la sensazione di attrazione o repulsione che sono i mezzi che conducono sulla giusta via...non è la giusta via una via uguale per tutti...ogni Anima incarnata ha un Karma o chiamalo disegno, da compiere e ha debiti da saldare e crediti da recuperare, quindi il Karma di uno non può essere quello del suo Fratello Umano. Da qui è facile comprendere che un indottrinamento religioso, con uguali compiti, pene, esperienze e doni valido per tutti è un tarpare le ali ed un impedire che quell'Anima evolva attraverso ogni cosa ed ogni esperienza fatta, anche quelli che sembrano errori madornali, sono esperienze che servono.

    Conoscere se stessi significa saper discernere cosa è buono o non buono per noi e solo per noi, attraverso l'ascolto del Cuore che non è il muscolo cardiaco, ma quel centro energetico chiamato Cuore che è un ponte con il Cuore Cosmico che ci unisce all'Universo, al Tutto facendoci essere noi quel Tutto.

    Il Divino è ovunque, non è demanio dell'Organizzazione Religiosa gestirne i poteri ed i doni...questa è la differenza fra la Spiritualità che tu chiami originale e la religiosità del "Fedele tipo" che segue l'organizzazione alla cieca senza chiedersi mai cosa sia buono per se veramente.

    Noi Esseri Umani possiamo essere Spirituali quando entriamo dentro di noi stessi, perchè lì ha sede il Se, ovvero il Divino in noi...e conoscersi di conseguenza.

    Tornare a Casa significa questo e null'altro ed è tutto qui.

    @Comico non resta che sperimentare, nessuno può raccontare come si sta e cosa succede...ogni esperienza è personale...

    ;-))

    -------------------------------

    Il Divino è ovunque. Nella Natura tutta, in me, in te ed in ogni Uomo, Anima-le ed Elemento naturale.

    Chi lo ha cercato e trovato dentro di Se, conosce se stesso e Sente in se stesso che tutto è quell'Uno... rispetta la Natura perchè è come rispettare se stessi.

    Chi crede che Dio sia un'Entità separata da noi, esterna, quindi non in se stesso lo può cercare, ma inutilmente perchè non lo può trovare.

    Sperimentare l'esperienza del Divino in se stessi è sentire comunione col Tutto ma, chi si sente Peccatore e lontano da Dio è solo lontano dal suo Centro.

    Crede, perchè gli hanno detto che è così e si fida di quello che gli hanno detto sia verità, ma, conoscere è diverso dal sapere.

    Chi conosce ha sperimentato mentre per sapere basta studiare, leggere o al limite fidarsi.

    La differenza è, a grandi linee, questa.

    Una Società migliore la si ottiene con degli Individui migliori e si attua solo cambiando Se stessi.

    Si cambia la Società. ed alla fine ci saranno tanti Individui che formeranno una Società nuova...ma tutto parte da quel Conosci te stesso che disse Socrate, ma lo disse anche Gesù nel Vangelo di Tommaso.

    "Quando conoscerete voi stessi, allora sarete consci, e comprenderete di essere figli del Padre vivente. Ma se non vi conoscerete, allora dimorerete nella povertà, e sarete la povertà stessa".

    dal vangelo apocrifo di Tommaso

    Ed è alla base dello Gnosticismo....la Conoscenza e sono le " fondamenta solide" del proprio Tempio interiore. Secondo me.

    --------------------------------------------

    E lo ribadì, a quanto pare anche un Papa

    Il monito Conosci te stesso era scolpito sull'architrave del tempio di Delfi, a testimonianza di una verità basilare che deve essere assunta come regola minima da ogni uomo desideroso di distinguersi, in mezzo a tutto il creato, qualificandosi come «uomo» appunto in quanto «conoscitore di se stesso». (Papa Giovanni Paolo II)

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  • La spiritualità originaria (non originale) non ha riferimenti.

    E' un sentirsi in armonia con quello che c'è di più primordiale, con il mondo che ti sta accanto.

    L'uomo persegue da sempre la felicità, che nelle epoche s'è manifestata in vari modi.

    E' una cosa naturale, un istinto umano.

    La spiritualità originaria è un qualcosa dentro che ti spinge a ricercare la tua personale e intima felicità, in qualsiasi modo sia giusto per te.

    Non ha riferimenti, non ha dei, non ha nulla. Ha solo te stesso e la tua armonia col mondo, il tuo benessere....

    ________________________________________________________________

    "Basilare e pulsionale".

    Siamo uomini, siamo comandati dalle nostre pulsioni, mi sembra elementare.

    L'adattamento di Darwin è tutt'altra cosa. Io non mi "adatto" a ciò che mi sta attorno e non mi "conformo" a ciò che può essere la felicità di altri.

    Hai perso il passaggio in cui dico che la felicità è intima e personale e svincolata da tutto ciò che non lo è.

    Non è un entrare in sè stessi; è un capire noi stessi e portare la nostra essenza allo scoperto. Altrimenti non avrebbe senso.

    Non c'è nessun Divino. Siamo noi.

    Non è un'illusione: altrimenti noi stessi, la nostra intimità sarebbe un'illusione. Ti senti un'illusione forse? Non è che devi cercare di capire te stesso prima di capire il mondo?

    Non è che devi entrare prima in armonia con te stesso e poi con il resto del mondo?

    E' come quando ti dicono che per trovare un altro amore bisogna star bene prima con noi stessi.

    E' vero: per trovare la propria felicità all'esterno bisogna prima cercare di trovarla all'interno di noi....

    ;-)

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  • 9 anni fa

    Scusami...intervengo con una domanda - penso di poterlo fare visto che questa domanda è la continuazione di quella dove ti ho risposto-

    Mi faresti un esempio di società passata, migliore di questa....e i motivi del perché la ritieni tale?

    __________________

    Il link non si apre

    Ti sei mai chiesto cosa sono costate le cose belle sulle quali vale la pena posare gli occhi?

    Quante vite, quanti soldi estorti alla povera gente convincendola di dover erigere una cattedrale o un monumento per omaggiare il dio di turno? Servivano solo a rafforzare il loro potere, e più l'opera era grande, più incuteva paura....una paura che ancora ci portiamo dentro e che sarebbe salutare scrollarsi di dosso!

    ___________________________

    Riporto qui la tua e-mail d'aggiunta per me che per mtivi di spazio non hai potuto inserire:

    "Perdonami, ma la tua analisi sul dove arrivavano i finanziamenti per costruire le immense cattedrali mi pare alquanto riduttiva (e comunque ho spiegato diverse volte che non desidero un ritorno al medioevo), mettiamo anche che sia realistica: non capisco perchè rinunciare ADESSO alla bellezza, come se questa si fondasse necessariamente sul sacrificio dei poveri: il mio discorso è: la bellezza non c'è più e non viene nemmeno cercata. Ha (e aveva) lo scopo di elevare l'uomo e suscitare sentimenti sublimi, non di paura: te lo può confermare qualunque professore di storia dell'arte dalle scuole medie in su."

    La natura è bellezza, non ti basta? Tutto quello che si costruisce per vanità non è espressione di spiritualità. La reggia di Versailles, ad esempio.... come fai ad apprezzare la sua bellezza trascurando di pensare ad un popolo ridotto alla fame? La costruzione della reggia ha avuto lo scopo di elevare l'uomo comune suscidando in lui sublimi sentimenti? ...e questo è solo un esempio!

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  • Fra88
    Lv 6
    9 anni fa

    Visto il problema,se ritieni interessato e se vuoi puoi rispondere alla mia risposta http://it.answers.yahoo.com/question/index;_ylt=Aq...

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  • 9 anni fa

    E' un sentimento, non un pensiero! E' intuizione, non logica! E' Sè e non Io! In poche parole è un qualcosa che risiede in profondità nella nostra psiche e nella nostra energia vitale. Un sentimento che che ci collega con il tutto, senza bisogno, senza bisogno di bandiere, senza bisogno di testi sacri. Questo tipo di spiritualità abbandona il moralismo e l'attaccamento a leggi da partito politico. Toglie la connotazione di potere al culto. Trova nella massificazione solo una sorta di accorsa al comizio. Non ha nulla di alto, anzi è composta da un qualcosa di basso, bassisimo, terreno. Nietzsche diceva che l'uomo doveva tornare alla fede nella terra, in ciò che è carnale, in ciò che è visto come male da moltissime religioni. Riscoprire la bellezza e la potenza di ciò che siamo fatti, del caistico destino che ci ha generati, quella è la vera religione. La bellezza delle cose vista nella natura che, nonostante migliaia di avversità, è sempre andati avanti, evolvendosi e cambiando sempre!

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  • ESTRO
    Lv 4
    9 anni fa

    Gesù è una spiritualità originale,poi chi vuol capire a capisca a e chi vuol capire altro capisca altro.

    se si potrebbe far capire sovrapponendo sopra il corpo di un'altro lo spirito originale tutti potrebbero provare,ma non si può,ognuno capisce quello che gli pare,e non per questo si può dedurre che tutta la chiesa,o tutti i cattolici,sono indottrinati dalla chiesa.

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  • Anonimo
    9 anni fa

    lo spirito infante

    versi e commenti di paolo calatri

    bisogna riprendere possesso del io

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  • Anonimo
    9 anni fa

    La pitiuarita origineale è beleisima! Davaero, chedi me... Na cheosa che no chedi, na roba popo bela, bela! Che fa: Casso che bela! Casso che roba!

    @Il Comico: La pareodia tipo Ollio e Tallio?! Ahahahahahahahahahah ano, ano, ano!

    Io no vo fa ride, io vo tasmette meseagio do scenza du bigo bengo! Capeito, ignoranto?!

    Fonte/i: W la scenza!
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