Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaPoesia · 9 anni fa

La vostra poesia preferita?

5 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    9 anni fa
    Risposta preferita

    Le più belle poesie

    si scrivono sopra le pietre

    coi ginocchi piagati

    e le menti aguzzate dal mistero.

    Le più belle poesie si scrivono

    davanti a un altare vuoto,

    accerchiati da agenti

    della divina follia.

    Cosi, pazzo criminale qual sei

    tu detti versi all’umanità,

    i versi della riscossa

    e le bibliche profezie

    e sei fratello a Giona.

    Ma nella Terra Promessa

    dove germinano i pomi d’oro

    e l’albero della conoscenza

    Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto.

    Ma tu si, maledici

    ora per ora il tuo canto

    perché sei sceso nel limbo,

    dove aspiri l’ assenzio

    di una sopravvivenza negata.

    grande alda merini, la migliore <3

  • Non è proprio una poesia, si tratta del coro dell'atto III della tragedia Adelchi del Manzoni. Mi è rimasto dentro per la forza delle parole e per le vivide immagini mentali che esse riescono a evocare.

    Dagli atrii muscosi, dai fori cadenti,

    Dai boschi, dall'arse fucine stridenti,

    Dai solchi bagnati di servo sudor,

    Un volgo disperso repente si desta;

    Intende l'orecchio, solleva la testa

    Percosso da novo crescente romor.

    Dai guardi dubbiosi, dai pavidi volti,

    Qual raggio di sole da nuvoli folti,

    Traluce de' padri la fiera virtù:

    Ne' guardi, ne' volti, confuso ed incerto

    Si mesce e discorda lo spregio sofferto

    Col misero orgoglio d'un tempo che fu.

    S'aduna voglioso, si sperde tremante,

    Per torti sentieri, con passo vagante,

    Fra tema e desire, s'avanza e ristà;

    E adocchia e rimira scorata e confusa

    De' crudi signori la turba diffusa,

    Che fugge dai brandi, che sosta non ha.

    Ansanti li vede, quai trepide fere,

    Irsuti per tema le fulve criniere,

    Le note latebre del covo cercar;

    E quivi, deposta l'usata minaccia,

    Le donne superbe, con pallida faccia,

    I figli pensosi pensose guatar.

    E sopra i fuggenti, con avido brando,

    Quai cani disciolti, correndo, frugando,

    Da ritta, da manca, guerrieri venir:

    Li vede, e rapito d'ignoto contento,

    Con l'agile speme precorre l'evento,

    E sogna la fine del duro servir.

    Udite! Quei forti che tengono il campo,

    Che ai vostri tiranni precludon lo scampo,

    Son giunti da lunge, per aspri sentier:

    Sospeser le gioie dei prandi festosi,

    Assursero in fretta dai blandi riposi,

    Chiamati repente da squillo guerrier.

    Lasciar nelle sale del tetto natio

    Le donne accorate, tornanti all'addio,

    A preghi e consigli che il pianto troncò:

    Han carca la fronte de' pesti cimieri,

    Han poste le selle sui bruni corsieri,

    Volaron sul ponte che cupo sonò.

    A torme, di terra passarono in terra,

    Cantando giulive canzoni di guerra,

    Ma i dolci castelli pensando nel cor:

    Per valli petrose, per balzi dirotti,

    Vegliaron nell'arme le gelide notti,

    Membrando i fidati colloqui d'amor.

    Gli oscuri perigli di stanze incresciose,

    Per greppi senz'orma le corse affannose,

    Il rigido impero, le fami durâr;

    Si vider le lance calate sui petti,

    A canto agli scudi, rasente agli elmetti,

    Udiron le frecce fischiando volar.

    E il premio sperato, promesso a quei forti,

    Sarebbe, o delusi, rivolger le sorti,

    D'un volgo straniero por fine al dolor?

    Tornate alle vostre superbe ruine,

    All'opere imbelli dell'arse officine,

    Ai solchi bagnati di servo sudor.

    Il forte si mesce col vinto nemico,

    Col novo signore rimane l'antico;

    L'un popolo e l'altro sul collo vi sta.

    Dividono i servi, dividon gli armenti;

    Si posano insieme sui campi cruenti

    D'un volgo disperso che nome non ha.

  • 9 anni fa

    Porto Sepolto di Ungaretti. Ma amo moltissimo anche Leopardi, Dante, Montale e alcune poesie inglesi. Amo tutta la Letteratura. :)

  • Se lamentar augelli o verdi fronde

    mover soavemente all'aura estiva

    o dolce mormorar di lucide onde

    s'ode d'una lontana et fresca riva

    là ov'io seggia d'amor pensoso et scriva

    lei che 'l ciel ne mostrò, terra n'asconde

    e veggio, e odo, e intendo ch'ancor viva

    di sì lontano a' sospir miei risponde

    "Deh, perché anzi 'l tempo ti consume?"

    mi dice con pietade, "a che pur versi

    de li occhi tristi un doloroso fiume?

    di me non pianger tu, che i miei dì fersi

    morendo eterni, et ne l'eterno lume

    quando mostra' di chiuder li occhi apersi".

    F. Petrarca

    Me la faccio scrivere sulla lapide!! ^_^

  • Che ne pensi delle risposte? Puoi accedere per votare la risposta.
  • Anonimo
    9 anni fa

    prima d'amarti,amore,

    nulla era mio;

    nulla contava nè aveva nome;

    il mondo era

    dell'aria che attendeva.

    io conobbi cinerei saloni,

    gallerie abitate dalla luna,

    hangar crudeli che s'accomiatavano,

    domande che insistevan sull'arena.

    tutto era vuoto,morto e muto,

    caduto,abbandonato e decaduto,

    tutto era inalienabilmente estraneo,

    tutto era degli altri e di nessuno,

    finchè la tua bellezza e povertà

    empirono l'autunno di regali.prima d'amarti,amore,

    nulla era mio;

    nulla contava nè aveva nome;

    il mondo era

    dell'aria che attendeva.

    io conobbi cinerei saloni,

    gallerie abitate dalla luna,

    hangar crudeli che s'accomiatavano,

    domande che insistevan sull'arena.

    tutto era vuoto,morto e muto,

    caduto,abbandonato e decaduto,

    tutto era inalienabilmente estraneo,

    tutto era degli altri e di nessuno,

    finchè la tua bellezza e povertà

    empirono l'autunno di regali.

    Grande Pablo Neruda

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.