Per ricordare quello che accadde il 28 giugno 1969 a New York?

Tutti saprete che ci fu una incursione della polizia nel bar Stonewall, un bar frequentato da trans, gay e lesbiche. Quel bar divenne il fulcro di una rivolta popolare che durò tre giorni. Il Pride si celebra proprio per ricordare i moti di Stonewall. Ora facevo una riflessione. Forse dovremmo ricordarci di questi eventi ogni volta che ci permettiamo di lasciar sentenze sul chi partecipa ai Pride e su come vi partecipa che sia vestito in giacca e cravatta o in perizoma e boa di struzzo. Da qualche parte ho letto una citazione che diceva più o meno così: è proprio grazie a un pugno di “chècche e travestiti” e per chi ha il coraggio di esporsi che noi, oggi, dobbiamo nasconderci meno. Per carità i Pride non saranno tutto, ma anche quelli serviranno a qualcosa.

Che ne pensate?

7 risposte

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  • 9 anni fa
    Risposta preferita

    Una volta guardai un'intervista a tre femministe storiche delle quali purtroppo non ricordo il nome. Loro dissero che il corpo può essere più rivoluzionario della mente... Che le lezioni di sessualità in piazza al megafono parlando di clitoride hanno aiutato tantissimo il movimento femminista e soprattutto le donne del tempo. Non so immaginarmi quale potrebbe essere oggi la condizione della donna se negli anni '70 le donne avessero sfilato come suore di clausura censurando ogni riferimento alla sessualità.

    Per me è un po' lo stesso per il movimento LGBT. Ogni corpo esibito, glitterato, tra piume di struzzo, sono un antidoto all'omologazione e sono un segnale di rifiuto di una società grigia, monocromatica, che ti accetta solo se rientri in certi canoni, che per gli omosessuali sono molto stringenti, di solito per essere socialmente accettato infatti devi avvicinarti più possibile al modello ideale di uomo virile eterosessuale nel caso del gay e di donna femminile eterosessuale nel caso della lesbica.

    Forse è un po' superbo pensarlo ma io la vedo come se il movimento femminista e quello LGBT abbiano fatto una staffetta, prima ha corso il movimento femminista, che poi ha passato il testimone a noi. Oggi siamo principalmente noi che continuiamo la battaglia per l'emancipazione sessuale. In futuro spero che il movimento femminista torni a farsi sentire perché la loro missione è tutto tranne che finita e chi sa magari potremmo correre insieme fianco a fianco.

    Tutto quello che ho detto è anche confermato da quello che hai detto te:

    chécche e travestiti hanno iniziato la lotta. Non il rispettabile banchiere... Il corpo, quando è trasgressione, è un'arma potente e a lungo andare vincente.

  • Concordo interamente con la citazione che ci hai portato.

    Leggendo di quello che è successo nel '69, vorrei che la gente la smettesse di arrivare a certi estremismi pur di impedire la felicità dei loro simili.

    La Dea ti benedica.

    Phèdre

  • Anonimo
    9 anni fa

    Plaudo a chi ricorda Stonewall, ma non sono d' accordo con te

    se lo scopo di partecipare al Pride è rivendicare diritti penso che tu abbia ragione, bisognerebbe prestare più attenzione al messaggio e meno alla forma con cui si presenta, giacca o perizoma; ma penso anche che alcuni vi partecipino con scopi a monte ben diversi, che vanno dal rimorchiare al permettersi di fare per un giorno quello che gli è proibito il resto dell'anno: fare il bagno completamente nudi dentro una fontana (Pride del 2008 di Bologna) non ha nessun legame con i diritti che lo Stato vergognosamente preclude alle persone gay, è puro esibizionismo

    come in ogni grande manifestazione, io credo che al Pride vadano persone degne di stima - che lo sono a prescindere, possono andarci anche nude - come persone che approfittano del Pride per fare i propri comodi, e queste non le giustifico.

  • 9 anni fa

    Penso che tu abbia appena ribadito quello che nel mio piccolo sto cercando di far capire a chiunque dica che i Pride sono solo buffonate.

    NON sono buffonate, sono cose serissime.

    Il fatto che poi in televisione mostrino solo ed esclusivamente immagini di gente coi boa di struzzo al collo è un'altra storia, e in ogni caso non vedo perchè dovrebbe essere impedito a chi vuole vestirsi in maniera appariscente di farlo, ma questo è un altro discorso.

    Personalmente credo che i Pride abbiano una profonda valenza culturale e "sentimentale".

    Sono manifestazioni pacifiche, allegre, colorate, dove ognuno mostra il vero sè, e rivendica il diritto di poterlo mostrare tutti i giorni della propria vita, e non soltanto un giorno l'anno.

    Inoltre partecipando ad un Pride si avverte un senso di condivisione, di appartenenza a qualcosa di "più grande", e di libertà che non è assolutamente da sottovalutare.

    Probabilmente non è così che si sono sentite tutte quelle persone che hanno partecipato agli scontri di Stonewall.

    Loro saranno stati arrabbiati, frustrati, stufi di subire continue ritorsioni, intrappolati, ribelli, orgogliosi di essere chi sono e desiderosi di mostrarlo al mondo intero senza più nascondersi.

    Ed è grazie al loro orgoglio e alla loro smania di "libertà", e al coraggio che hanno avuto nel ribellarsi, che ora noi, quelli venuti dopo, possiamo vivere in un certo modo.

    La tua citazione ci ha preso in pieno.

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  • Anonimo
    9 anni fa

    Non sapevo cosa fosse accaduto in quella data, quindi grazie per avermelo ricordato. Che dire se non che hai ragione: il Pride è giusto. Qualche giorno fa è stata postata una domanda da qualcuno (ignorante) che diceva che non capiva l'utilità della manifestazione, perchè di "etero pride", invece, non se ne facevano. Ma la risposta è molto semplice: per gli etero la vita è (ed è sempre stata) più semplice. Nessuno li ha mai discriminati, ecco perchè non è necessaria una loro manifestazione: cosa vogliono ottenere? Hanno già tutto. Per i gay è più difficile, ovviamente. Ma si potrebbero fare anche manifestazioni in onore delle donne, degli ebrei.. Tutti quei gruppi sociali che, vuoi per colpa della mentalità maschilista, vuoi per colpa degli stupidi e infondati pregiudizi, hanno dovuto subire l'umiliazione, essere emarginati e trattati da soggetti passivi. Chi partecipa a un gay Pride è consapevole di ciò che sta facendo, del perchè è sceso in piazza, di cosa vuole ottenere. Perciò è giusto che manifesti liberamente e faccia vedere quello per cui sta lottando: non lo fa mica per mettersi in mostra, si veste nel modo che meglio rispetta la sua personalità, altrimenti sarebbe da ipocriti mascherare se stessi in una manifestazione così esplicita, solo per la paura del giudizio degli altri. La frase che hai citato, però, non mi piace nell'uso che fa dei vocaboli: c'è bisogno di rivolgersi proprio con quell'appellativo? Il senso è giusto: grazie a quelle persone che, per diverse ragioni, sono discriminate maggiormente o che hanno trovato la forza di lottare, abbiamo capito l'importanza del battersi per le proprie idee, lasciando da parte le nostre paure e i nostri timori, quindi provarci, fare il salto dal muretto, rischiare di bruciarci col fuoco.

  • che sei sempre più fìga, cara!

  • Anonimo
    9 anni fa

    io non l' avevo mai sentita questa cosa, anche perchè è successa parecchio tempo fa, comunque potremmo di nuovo rivoltarci e conquistare il mondo

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