Perchè per svitare una vite da un alloggiamento metallico devo scaldare?

Se ho una vite, inserita in una parte metallica, che non riesco a rimuovere so che una delle possibili soluzione è quella di scaldare il tutto. A senso capisco che la cosa è dovuta al fatto che dilatandosi tutto il sistema si allarga anche il buco del filetto e la vite vien via meglio. Il problema è: come faccio a dimostrarlo matematicamente? Dipende dalle dimensioni del "buco della vite"? E dalla quantità di metallo che sta intorno al buco? AIUUUUTOOOO! Grazie a chiunque sia in grado di aiutarmi dandomi magari qualche riferimento.

2 risposte

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  • 9 anni fa
    Risposta preferita

    Ottimo esercizio teorico che tiene conto di un mondo ideale in cui vige la sola dilatazione sul diametro.

    Questo è prevalente per un sistema vite-dado dove la vite si allunga rispetto ai pezzi che serra e il dado di allarga rispetto allo stelo della vite. DIfatti occorre avere "manina" per scaldare più il dado che il resto più il gambo del bullone che il pezzo. Con viti dal M36 in su il giochino è più facile perchè la fiamma del cannello ossiacetilenico ha dimensioni giuste, sotto l' M16 si scalda quello che si scalda.

    Nella realtà si aggiunge il fenomeno per cui la temperatura deforma localmente i filetti ingranati nei punti dove sono più tirati e muove localmente i piani di scorrimento del metallo nei punti di massimo carico localizzato. La dilatazione, se la vite maschio è di piccola massa rispetto al pezzo, è abbastanza modesta e talvolta insensibile. Grosso ruolo ha lo sporco nel contatto fra filetti che con la temperatura viene alterato e cede(rebbe)

    Una delle migliori tecniche è quella del riscaldamento fino ai 200-350°C anche con un comune cannello a butano (se il pezzo non supera la decina di chili) con la chiave che forza il bllone in svitamento e un colpo di acqua fredda. Il raffeddamento, deforma localmente i filetti più caricati e nel passagio improvviso da caldo a freddo la vite si molla.

    Quindi prevale la pratica sulla gammatica come in tanti casi dell'Ingegneria.

    Fonte/i: Appena svitato con cannello e secchiata d'acqua un filetto dia. 102 passo fine di un carotiere ingranato come il diavolo.
  • 9 anni fa

    La tua domanda è di difficile interpretazione. Comunque bastano due equazioni. In una inserirai lo scambio di calore tra la fonte termica e la madrevite, conoscendo il materiale e la quantità e il modulo di dilatazione lineare saprai di quanto si dilata il foro. Dopodiche avrai l'equazione in cui inserirai lo scambio termico tra madrevite e vite e conoscendo il materiale della vite , le dimensioni iniziali e il modulo di dilatazione lineare saprai di quanto si sta dilatando la vite e dovrai poi verificare che questo numero è minore di quello di dilatazione della madrevite

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