Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scienze socialiPsicologia · 9 anni fa

E' possibile che il senso di insoddisfazione dei nostri giorni sia frutto della mancanza di sacrificio?

Non c'e libertà senza sacrificio.

Siamo ingabbiati dal nostro cervello che non ci da pace e si sforza con tutti i modi di ristabilire l'equilibrio tra l'azione e la conseguenza.

Noi viviamo in un mondo di conseguenze.

6 risposte

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  • Oio
    Lv 7
    9 anni fa
    Risposta preferita

    La situazione generale congiunturale di una crisi senza precedenti,indubbiamente,preclude qualsiasi via di uscita possibile data la carenza e l'assenza di posti di lavoro e l'ignavia della nostra classe politica che è in tutt'altre faccende affaccendata.A questo aggiungi che lo stato di insoddisfazione e di abulia totale "prende" tutti.Anche quelli come me,padre di famiglia che,alla luce dell'evidenza non vedrà sorgere il sole perv una seppur timida speranza.Concludo dicendoti che poi la colpa non è da addossare tutta ai giovani i quali,in assenza di utili alternative,svaniscono.

  • 9 anni fa

    Devo essere onesta, la parola sacrificio mi urta un po' il sistema nervoso, forse perchè l'associo a tutta una serie di discorsi intrisi di morale cattolica che mi ha propinato mia nonna paterna, quindi, se non ti spiace parlerò in termini di investimento. Se investi in qualcosa, anche in un seme che pianti in un vaso, non vedendo crescere la pianta rimani deluso. Secondo me non è l'assenza di investimento ma il disappunto nel rendersi conto che quell'investimento non produce. Penso ad un' intera generazione che vive tra stage, contratti a tempi determinato e a progetto, che divide un appartamento con altre tre persone perché una casa da solo non può permettersela, figurati mettere su famiglia. Vivere così così comporta delle rinunce, all'indipendenza totale, al dare una forma alla propria vita e di contro si è studiato tanto, ci si è specializzati, si è quasi pagato per lavorare, si è investito, insomma. Anche vedere che tutto questo non da frutti genera insoddisfazione.

  • 9 anni fa

    è possibile che l'insoddisfazione sia frutto della mancanza di valore da un lato e dell'esaltazione smisurata dell'ego dall'altro.

    siamo una società adolescenziale dove quello che voglio posso, dove nulla e tutto hanno il medesimo valore individuale (quindi un NON valore) per chiarire il concetto..se sin da bambino non aquisisco che nell'attesa, nella pazienza, nella perseveranza, nell'attenzione c'è tanto da guadagnare allora ho già fallito. tempo fa un gioco durava per decenni e se lo passavano da fratello a fratello fino ad arrivare ai figli e ai nipoti..idem la "dote" di matrimonio, la bambola di pezza che avevo io subiva annualmente un rito di manutenzione mica male...veniva lavata..scucita...ri-imbottita...ricucita.. le cose avevano un valore perchè intrise di sudore...lavoro..di tempo di dedizione e chi le possedeva aveva il compito di preservarle accudirle e non romperle, disperderle o cambiarle. Oggi abbiamo tutto e possiamo averlo in fretta e il valore delle cose si perde..e accresce la nostra frustrazione. Saper "sacrificare" o "investire" come dice Angelbetty, in un progetto, in un obiettivo dovrebbe esser gratificante, stimolante e appagante..invece non sappiamo aspettare..non sappiamo cercare, trovare e gioire.

    vogliamo risposte e le vogliamo chiare e in fretta. io credo che il cervello non sia pronto a fallire..ci dicono che SIAMO e VALIAMO e DOBBIAMO esser i migliori, onesti, soddisfatti, felici...ma fiutiamo una sorta di fregatura e non ci sentiamo mai veramente con le idee chiare. l'uomo è nato si per conquistare e comandare..ma anche per dubitare di se stesso..e chiedersi Ho fatto bene?...Riuscirò? e se non riuscissi? come mi guarderò di nuovo n faccia?

    La paura di fallire o di venir giudicati è così grande che spesso restiamo immobili e non rischiamo niente. voglio fare così...ma se lo faccio avrò questo risultato..quindi? non lo faccio e mi reprimo e nasce l'insoddisfazione. ma se lo faccio? non mi reprimo ma nasce un senso di inadeguatezza alla situazione che si va ad affrontare.

    l'osservazione che tu fai è esatta cerchiamo un costante equilibrio tra l'azione e le conseguenze...rispettarlo oppure no dovrebbe far la differenza..ma non sempre è così semplicemente perchè l'essere umano è mutevole, volubile e sciocco.

    nemmeno essere adolescenti ha più un valore..come non lo ha essere anziani..ti senti sempre che ti manca qualcosa..che non puoi fare ANCORA o non puoi PIU' fare ciò che vorresti.

    e' terribile...la frase "ogni cosa a suo tempo" quasi non ha più nessun significato.

  • Anonimo
    9 anni fa

    Sicuramente è uno dei problemi ma conosco anche persone che nonostante i loro sacrifici non vengono ripagate per i loro sforzi, probabilmente perchè le persone non si rendono conto del sacrificio che c'è dietro.

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  • 9 anni fa

    Possibile è possibile. Non ci avevo mai pensato, acuta riflessione. Ad ogni modo non sono sicuro che sia tutto là, ad occhio secondo me tutto quanto è più complesso ma non saprei.

  • Anonimo
    9 anni fa

    Certo che è possibile: è uno dei problemi-chiave della nostra società.

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