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Vale
Lv 4
Vale ha chiesto in Arte e culturaPoesia · 9 anni fa

Provo a scrivere con uno stile che "non mi appartiene" del tutto, vostre impressioni?

Questa non è una poesia che rientra "nel mio stile", l'ho scritta come risposta alla domanda di Beba A http://it.answers.yahoo.com/question/index;_ylt=Au...

Ispirato dalle immagini che mi ha trasmesso, ho voluto uscire dagli schemi e questo è il risultato.

Immaginate di vagare nei vostri sogni ed incontrare l'oscurità che ognuno di noi nasconde:

Non vagare troppo nei tuoi pensieri

Se cosa esplori non conosci a tatto

Non soltanto vedrai ciò che fu, ieri

Potresti incontrarmi, povero matto

Tesa, incoraggiante la mia mano

Imprevedibile questo sorriso

Lascia che io ti conduca lontano

Fuorviante questo sguardo sul mio viso

Che fare, fidarsi d'un dissennato?

Oppure meglio fuggir dalle ombre

Correndo via nella luce d'un prato?

Egli potrebbe salvarti da tutto

O condannarti per l'eternità

Per mai ritrovare del senno il frutto

Vorrei sapere le impressioni che suscita nei vostri cuori e nelle vostre menti.

6 risposte

Classificazione
  • 9 anni fa
    Risposta preferita

    La prima quartina inquadra la situazione e incuriosisce. La seconda regala la bella immagine di questo "rapimento" oserei dire, da parte di questa oscurità che alberga al nostro interno...o forse di un cedere volontario, provocato dal fascino dell'oscurità. Ombra o luce? Senza una non c'è nemmeno l'altra, e conoscere il nostro lato oscuro potrebbe condurre a follia oppure a una maggiore consapevolezza...vale la pena correre il rischio? Probabilmente sì, e facendo riferimento al tuo Baldan, qui assente, sono sicura che lui vorrebbe affrontare l'oscurità :)

    Per quanto riguarda il penultimo verso, che Albatros critica, è vero che le sillabe sono dieci, ma chiunque sappia un minimo di poesia è a conoscenza del fatto che perchè un verso sia definito endecasillabo, l'ultimo accento deve essere sulla decima sillaba e non importa il numero effettivo di sillabe, quindi complimenti a te che lo sai e vergogna a chi giudica errato ciò che non conosce. Per fugare ogni dubbio basta guardare qui http://it.wikipedia.org/wiki/Endecasillabo

    Personalmente non giudico la forma in cui ognuno sceglie di esprimersi: ognuno sceglie quella più adatta a sè, e il fatto che tu scelga il sonetto non lo trovo degradante nè per te nè per il sonetto, anzi, hai fatto tuo questo modo di scrivere e l'hai reso contemporaneo, quindi per me Bravo! :)

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  • Precisiamo che il sonetto è una delle forme più difficili in cui esprimere poesia. Le regole sono rigide e scrivere un buon sonetto è come azzeccare un terno al lotto. Chi ti parla, lo fa dalla patria di

    Jacopo da Lentini e qualcosa di poesia ne capisce.

    Ciò premesso e avallate le tesi di Albatros, circa la profondità del sonetto, dico che a me piace leggere poesia scritta nel linguaggio attuale e non in forme chiuse, codificate, con stiracchiamenti di rime e altri trucchetti da rimario.

    Tra Jacopo e Bukowsky, c'è un mare di poesia!

    Impressioni: la prima quartina incita all'empirismo, non ha un senso ben preciso, ma mi appare come un'esercitazione e tale impressione è, per me, prevaricante. Hai fatto esercizio, tutto qui. Zero emozioni, zero transito.

    Non concordare con ciò che scrive una persona, non è un'offesa, ma solo un parere.

    Buona giornata.

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  • 9 anni fa

    Sulla forma, niente da aggiungere a quanto già detto dagli altri (sonetto, rime, stile desueto, ecc...)

    In quanto al contenuto, è una buona metafora dei rischi annessi al voler persistere nell'«indaga te stesso» di eraclitea memoria: se non si è tenaci e pronti a entrare in se stessi ci si può smarrire del tutto, ma se ben si procede, superati i rischi della follia, è un tutto altro vivere.

    Di seguito la sintesi di una pagina de "I grandi iniziati", di Schuré:

    «Questa è la porta che conduce al Santuario segreto. Chiunque vi si accosta mette in gioco la propria vita. Se sei malvagio, o debole, o è ancora solida la tua falsa personalità, la pazzia o la morte ti attenderà. Solo se sei forte e probo, solo se hai intrapreso il disgregamento dei tuoi falsi ideali, potrai trovarvi la Conoscenza. Quanti incauti sono entrati da questa porta, e non ne sono più usciti, né vivi né morti! Sei ancora in tempo, viandante. Se il tuo coraggio non è a tutta prova, rinuncia al tuo intento, perché una volta che questa porta si sarà richiusa alle tue spalle, dovrai andare fino in fondo, e affrontare tutti i pericoli a cui andrai incontro, e non potrai mai più tornare indietro».

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  • 9 anni fa

    Ho letto quello di Beba … che dire? Hai risposto anche tu con un sonetto, per dirle che non doveva far evadere molto il suo cervello, perché questo poteva smarrirsi per sempre , cioè sarebbe restata senza senno per il resto della sua vita.

    Vuoi sapere cosa ho provato nel leggero? Mi è sembrato più uno sfottò ben riuscito, e diciamo anche divertente, sapendo perché tu l’avevi scritto. Tutto qui.

    Come sonetto, circa la struttura ci siamo … quasi, perché il penultimo verso non rispetta né l’endecasillabo né la rima. Quindi, un po’ quando giochi: un errore ed hai perso la scommessa. Allora per quel verso non è un sonetto.

    Tu che scrivi sempre in sonetto. Devi sapere però che Il sonetto appartiene ai nostri antenati. Ai tempi di Foscolo forse era il componimento più rappresentativo dell’animo di un poeta, che con pochi versi riusciva a suggestionare il lettore per la forza che dava. Detto terra terra, il sonetto doveva arrivare come una bomba a orologeria. Doveva dare l’impressione che in quelle poche righe stesse per esplodere qualcosa. Quindi non bastava rispettare solo l’endecasillabo ed il numero dei versi. In altre parole da quelle poche righe doveva emergere tutta una storia, e poi quando si leggeva era come se ci aiutasse a respirare, cioè doveva risultare di una scioltezza tale da essere letto come se stessimo avendo una piacevole sensazione, come quella del respirare aria più pulita. Quindi lascia stare il sonetto . Con la tua fantasia potresti fare molto di più. Candy Candy ti ha dato un buon consiglio. Adesso sta a te.

    Ciao.

    @Fiordiluna. Grazie di avermi schiarite le idee circa l’endecasillabo. Quindi chiedo scusa a Vale. Tuttavia non rinnego tutto il resto che ho detto.

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  • Ha ragione Alexander, sembra l' Amleto!

    Le parole sono interessanti, ma se dovete fare dei sonetti, che io ritengo desueti, state attenti alla metrica.

    Il sonetto ha delle regole, scrivi in versi liberi e dai tu il ritmo alla poesia.

    Siamo nel 2011, non dimenticarlo!

    Senza offesa.

    CIAO

    Oddio, sono tra due fuochi, Jacopo da Lentini e Charles Bukowski, chi mi salva?

    Beh, come c'è Yahoo Italia, c'è Yahoo Danimarca, ritengo........

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  • 9 anni fa

    Questa l'ho scritta sabato scorso all'alba,ubriaco.

    Te la regalo pure fanne cio che vuoi

    Brillanti lividi io lei che smodavamo il tutto

    limoni di carta

    Luci medesime comparse luce comparsa nei segni dei tagli

    Tagli alla vettura sincopato molle bolle balla biricchino

    Note ghigna denti blu con il flash blu chiaro

    Trentadue cartoni di vino librati in valle colti dal passero

    Bevuti dal alieno simpatico

    mandrie l’ingrata latteria sempiterna madre cara vita soffio d’unghia

    stati post crematori sangue in crosta di leone pallido

    palle al volo di morfina gusto sale ferro sangue cromo denso pistacchio.

    Sapor ghirlande nere limpido crune lupo tartaro fallo pasqua lontana ricordi di libri ponderanti

    di malasanità e fendenti

    al parrrucchiere dei Graucho frumento

    pericoloso lancio vinti e palestrati

    non vinti pistola bocca carne buco d’enfasi

    misericordia re di inverno faggio salato

    fuliggine salmodiante livori gomiti sul tavolo

    vendite di parchimetri biondi in barbe

    di clic Dean ogni Dean si levi il collo dalla bocca

    Aiciù.

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