Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scienze socialiPsicologia · 9 anni fa

Secondo voi questo studente di psicologia che voti prende agli esami? (da 18 a 30)?

Sviluppo percettivo

''Fin dalla nascita il bambino possiede schemi d'azione, prerequisiti percettivi e strutture temporali endogene semplici, a causa dell'immaturità neurofisiologica.

Il neonato entra in contatto con l'ambiente esterno attraverso i sensi: vista, olfatto, udito, tatto, gusto.

Il neonato alla nascita volge il volto verso fonti luminose ed è in grado di discriminare colori. Il volto umano per il neonato è fonte d'attrazione in quanto possiede caratteristiche percettive salienti (tridimensionalità, movimento, profondità). Dalla nascita fino ai due mesi il volto non viene colto come un insieme unitario bensì il bambino si sofferma sui singoli tratti.

Dai tre mesi in poi è in grado riconoscere nell'espressione mimica materna velenze emotive ed imitarle pertinentemente. Attraverso l'olfatto è in grado di riconsocere fin dalla nascita l'odore del seno materno, rifiuta odori sgradevoli e al sesto giorno dalla nascita è in grado di riconoscere l'odore della madre.

Attraverso l'udito il neonato fin da subito è capace di identificare l'origine di un suono. Attraverso il gusto dinanzi un sapore dolce reagisce attraverso il riflesso di suzione, circa un sapore acido o sallato reagire con smorfie di disgusto. Per quanto riguarda il tatto il bambino attua una serie di riflessi involontari e innati. La prensione si ha quando il bambino afferra un oggetto che gli è stato posto sul palmo della mano. La risposta di rotazione si ha quando reagisce ad una fonte di stimolazione, un esempio di risposta di rotazione è l'afferrare il capezzolo materno.

Il pianto è una risposta innata complessa e articolata che si manifesta in quattro fasi: 'espiratoria, riposo, inspiratoria, riposo. La scansione temporale di queste quattro fasi da luogo a diversi tipi di pianto relativi a bisogni o emozioni. Pertanto si avrà il pianto da fame, il pianto da rabbia, il pianto da dolore. Il sorriso è una risposta innata che permette al bambino di ottenere l'attenzione costante dei genitori innescando una catena di interazioni. Dal secondo mese di vita insorge anche dinanzi volti di altre persone e in generale, nelle relazioni intepersonali.''

Aggiornamento:

al primo utente che ha risposto: mamma mia basta che c'è uno che conosce oggettivamente la psicologia (senza le solite elucubrazioni soggettive che si leggono in questa sezione) scatta l'invidia. La tua risposta contraddittoria data lo lascia ben capire.

2 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    9 anni fa
    Risposta preferita

    è una buona risposta.. io darei un 25...

    nn so se dovevi stare in un tot di righe, perchè alcune cose io le avrei spiegate in modo più approfondito.

    Le cose, in sostanza, sono corrette però avrei spiegato meglio alcune cose; qst,però, presupponendo che tu le abbia fatte.

    Io ho da poco dato un esame su tutto ciò e ho fatto delle cose più approfondite.

    ES: sull'udito hai detto una riga; io avrei aggiunto che il neonato tuota il capo verso la sorgente del rumore.

    inoltre, l'udito è un senso che è già sviluppato prima della nascita in neonato, infatti, riesce a riconoscere alla nascita la voce della madre, preferisce una storia che gli è stata raccontata in gravidanza rispetto ad una nuova, preferisce i suoni linguistici rispetto a quelli nn linguistici..solo per fare un esempio..

    Fonte/i: laureata in psicologia
  • 9 anni fa

    Avevo iniziato a "pulire" la descrizione che fai dello sviluppo percettivo del bambino.

    Ma mi sono arreso di fronte al convulso saltabeccare, ed al continuo richiamo al soggetto.

    Nel complesso giudico l' elaborato un copia-incolla di basso peso specifico, più vicino al 18 che al 30.

    Fosse l'inverso , avrei seri dubbi che qualcuno l'abbia letto con attenzione.

    Fonte/i: Mi piace la sintesi, e l'informazione corretta, inappuntabile.
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