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----- ha chiesto in Matematica e scienzeBotanica · 10 anni fa

I seguenti raggruppamenti delle Rosaceae sono una nomenclatura botanica o "d'uso"/commerciale?

Spiroidee

Prunoidee

Rosoidee

Pomoidee

...e si scrivono con la desinenza -ee o -eae?

1 risposta

Classificazione
  • Anonimo
    10 anni fa
    Risposta preferita

    Stupenda domanda. La famiglia delle Rosacee (Rosaceae) è una delle famiglie più importanti del mondo vegetale dal punto di vista dell'uomo.

    Ne fanno parte oltre 2000 specie di erbe, arbusti e alberi, molti di grande importanza per l'economia umana. Oltre alla rosa, il notissimo rampicante dai fiori vistosi che dà nome alla famiglia, e al biancospino, comprende la maggior parte degli alberi da frutto più comuni: il melo, il pero, il ciliegio, il pesco, il susino, il mandorlo, il nespolo, il sorbo, l'albicocco, il cotogno.

    Le foglie possono essere semplici o composte, alterne, spiralate, raramente opposte, con stipole. I fiori sono ermafroditi con corolla attinomorfa pentamera (5 (4-7) petali) e calice pentamero. Un epicalice è talvolta presente. Il gineceo è apocarpico e può assumere tutte le posizioni. All'interno della famiglia le tipologie di frutti sono variate e questa caratteristica ha consentito classificazioni empiriche molto utilizzate. Possono essere presenti: cinorrodio, pomo, drupa, achenio.

    Dato che le rosaccee, pur appartenendo alla stassa famiglia, presentano differenze morfologiche (attenzione, non genetiche) notevoli, con lo sviluppo della moderna frutticoltura si è posto il problema commerciale di raggruppare attorno alla pianta selvatica originaria le nuove varietà (che differivano anche notevolmente dalla specie selvatica) e gli incroci tra essi. Così nacquero i primi gruppi, precisamente Spiroidee, Prunoidee, Rosoidee, Pomoidee.

    Dopo quanlche tempo venne proposto internazionalmente di dividere la grande e multiforme famiglia delle rosacee in varie sottofamiglie, prendendo spunto dalla suddivisione commerciale precedente. Fù così che si formarono queste principali sottofamiglie:

    * Rosoideae: Sottofamiglia tradizionalmente composta da frutta a cuscinetto di quei generi aggregati che sono costituiti da piccoli acheni o drupe e spesso la parte carnosa del frutto (fragole ad esempio) è il ricettacolo o il gambo che porta i carpelli. La circoscrizione è ora ridotta (escludendo, ad esempio, le Dryadoideae), ma rimane ancora un gruppo eterogeneo che contiene 5 o 6 tribù e 20 o più generi, tra cui rosa, mora, lampone, fragola, Potentilla, Geum. La drupa della rosa canina ne è un esempio splendido.

    * Spiraeoideae: Sottofamiglia tradizionalmente contenente quei generi che non portano frutti carnosi a cinque capsule. A volte limitato a Spiraea e Sorbaria e rispettivi gruppi, o ampliata per includere la Maloideae e Prunoideae.

    * Maloideae (o Pomoideae): Tradizionalmente questa sottofamiglia comprende i generi (mela, cotoneaster, biancospino, ecc), i cui frutti sono costituiti da cinque capsule (chiamate "cores") in un endocarpo carnoso, circondato da mesocarpo carnoso e tessuti hypanthium. Questo frutto è chiamato pomacea. A questi si sono aggiunti i generi legnosi Lindleya e Vauquelinia, che condividono un numero aploide di cromosomi 17 (x = 17) con i generi pomiferous, Kageneckia, in cui x = 15, e il genere Gillenia erbacee (x = 9), che è il fratello al maloids rimanenti. Si è dimostrato recentemente che la sottofamilia Prunoideae è un evoluzione interna di un Spiraeoideae esteso.

    * Prunoideae (o Amygdaloideae): Tradizionalmente i generi i cui frutti costituiti da una drupa singola con una ''cucitura'' (frutto settato), due venature vicino alla settatura, e una vena di fronte a quest'ultima. Comprende i Prunus in senso lato (compresi susina, pesca, mandorla, ciliegia, albicocca). E 'stato poi esteso per includere altri tre generi (Maddenia, Oemleria, Prinsepia). Si è dimostrato recentemente che la sottofamilia Prunoideae è un evoluzione interna di un Spiraeoideae ampliato, come detto sopra.

    * Dryadoideae: I frutti sono acheni con stili pelose. Comprende cinque generi (Dryas, Cercocarpus, Chamaebatia, Cowania e Purshia), la maggior parte delle specie che formano noduli radicali che ospitano un noto batterio azoto-fissatore.

    Riguardo alla denominazione le due desinenze vanno bene entrambe, anche se la seconda è preferita.

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