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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Matematica e scienzeFisica · 9 anni fa

Scienze e tecnologie fisiche o ingegneria ????? 10 punti al migliore?

Vorrei sapere quali sono i vantaggi e gli svantaggi di ognuno,e poi se è possibile passare da una facoltà all'altra conservando gli esami, es da Scienze tecnologiche a ingegneria ,e anche opportunità di lavoro fatti i 3 anni .

1 risposta

Classificazione
  • Quasar
    Lv 7
    9 anni fa
    Risposta preferita

    Le due facoltà hanno lo stesso orientamento e il triennio propedeutico è praticamente uguale.

    A parte pochi esami, che una volta si chiamavano complementari e che si preparano in 1-2 settimane di studio, la maggior parte di essi è riconosciuta da entrambe le facoltà.

    Un disegno di legge, passato esecutivo (non so dirti quale, ma puoi ricercarlo sulla Gazzetta Ufficiale) ha equiparato il triennio delle due facoltà; un altro disegno di legge (non so ancora se approvato) li dovrebbe rendere equipollenti dal punto di vista burocratico, ossia, tutto ciò che può fare un ingegnere triennale lo può fare un laureato triennale in Scienze e tecnologie, parlo di progetti, approvazione degli stessi, convalida a mezzo asseverazione (firma) di documenti specifici ed altro.

    Le cose cambiano nella specializzazione. E' ovvio che nei due anni seguenti, sia l'ingegnere che il tecnologo dovranno effettuare una scelta di corso specialistico che può essere simile o completamente diverso, ma mai identico. Il tecnologo si rivolge più ad un'attività di studio e consulenza, applicazione teorica in laboratori di ricerca, ecc... l'ingegnere va verso una professione dai contorni decisamente più "pratici", nei cantieri, negli studi di progettazione e nella realizzazione di quest'ultimi. Ciò non toglie che i ruoli si possono invertire, a discrezione e secondo le predisposizioni soggettive.

    Per gli sbocchi lavorativi, purtroppo (uso "purtroppo", perché siamo legati ancora a vecchie interpretazioni e difficilmente portati all'accettazione delle novità), dicevo, purtroppo la classe ingegneristica è ancora notevolmente più avvantaggiata di quella del tecnologo, retaggi di antiche prevenzioni che favoriscono l'elemento più conosciuto e praticato, anche se si comincia ad intravedere un cambio di rotta, molto lento, per la verità. In più c'è da mettere in conto il fattore dell'imprenditoria: mettere su uno studio di ingegneria costa, in investimenti iniziali, notevolmente meno della creazione di un laboratorio tecnologico appena decententemente valido, a meno di fare solo della consulenza, ma anche qui la concorrenza degli ingegneri è preponderante.

    Io penso che gli studi da intraprendere debbano essere svincolati dalle possibilità di un futuro economico brillante o meno. Bisognerebbe soddisfare la propria natura, scegliendo un corso che dia, prima ancora del guadagno, la soddisfazione di aver raggiunto un proprio ideale, così nella vita, tanto nello studio. Ma questa è una mia espressione personale. Per inciso, io sono un fisico, un astrofisico teorico, per la precisione, ma, per convenienza economica, ho dovuto ristrutturarmi quasi completamente e conseguire un dottorato in fisica delle alte frequenze; vero è che sono rimasto nel "ramo", però non ho il privilegio di lavorare negli osservatori, come mi prefiggevo.

    Comunque, le scelte del presente influiscono parzialmente nel decorso del futuro, in ogni ambito, specie nello studio...

    Dunque: a te l'ardua scelta!!!

    Di più non posso e non so dirti se non: in bocca al lupo!

    Ciao.

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