Shio
Lv 7
Shio ha chiesto in SportArti marziali · 9 anni fa

Continuiamo a parlare di forme?

Riprendendo il discorso della mia domanda precedente di qualche tempo fà.

Oggi vorrei soffermarmi sulla tempistica di apprendimento, ovvero il tempo che intercorre tra il passaggio da una forma all' altra.

Leggendo qua e la ho trovato questa frase:

"Lo stile (si parla di Karate Uechi Ryu) conta soltanto tre Kata originari: Kanbun Uechi sosteneva di non avere avuto il tempo di imparare il quarto, Suparinpei, dal momento che in "soli" 15 anni di permanenza in Cina non aveva avuto che il tempo appena sufficiente ad approfondire i primi tre! Del resto, in ambito Goju-Ryu, sia Kanryo Higaonna che il suo allievo e successore Chojun Miyagi sostenevano che per imparare compiutamente il Kata di base Sanchin e poter quindi passare all'apprendimento del Kata successivo occorressero, ad un allievo con grandi capacità di applicazione, non meno di tre anni."

Ecco, cosa ne dite voi di quello che asserivano questi grandi Sensei del passato, vi trovate d' accordo o no.

E se volete farcelo sapere, nelle vostre palestre quanto tempo intercorre tra una forma e un altra.

Se poi di kata/talou/poomsae non ne sapete niente, potete provare a rispondere ugualmente.

Ditemi.

7 risposte

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  • 9 anni fa
    Migliore risposta

    Molto banale. Imparare una forma intesa come sequenza di tecniche è facile. Imparare una forma, intesa come esecuzione davvero ben fatta di una serie di tecniche è tutt'altro paio di maniche. Certe tecniche ci vogliono anni per eseguirle in maniera decente, figuriamoci inserirle in una sequenza con altrettanta precisione ed efficacia.

    Purtroppo, come conferma Gianluca, per troppe persone l'apprendimento di una forma si limita alla prima fase d'apprendimento, i fondamentali vengono tralasciati, si bada più all'estetica che alla sostanza della forma stessa. Ovvio che poi passa il messaggio che le forme sono inutili.

    Non penso neppure sia una questione di tempo tra una forma e l'altra: penso che sia una questione legata all'approccio che il maestro e gli allievi danno all'apprendimento della forma stessa. Capisco che certe volte la mentalità occidentale è incapace di capire tempi e modi dell'apprendimento orientale dell'arte marziale, ma uno sforzo in questo senso va comunque fatto, altrimenti qualsiasi ballerino decente potrebbe diventare esperto di arti marziali in pochi mesi, vista l'abitudine a confrontarsi con le coreografie (e la forma, se viene fatta senza la giusta profondità, si riduce a questo!).

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  • 9 anni fa

    Sicuramente l'approfondimento di una forma necessita di molto più tempo rispetto al semplice riprodurla meccanicamente . Ovviamente i sensei del passato avevano ragione . Da piccolo ero convinto di essere il re di un determinato Kata , poi passato il tempo mi son reso conto che ero solo un mimo , ho dovuto smontarlo in mille pezzettini ,guardarli da vicino, ricomporli in modo unico. In realtà ora sono alla fase del guardarli da vicino.

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  • Collegandomi a quanto poc'anzi detto dal maestro ubriaco..Per evitare che la forma diventi una coreografia, bisogna avere cosapevolezza della forma. E qualcuno dovrà pur renderti edotto.

    Per "qualcuno" intendo, ovviamente il maestro. Nel mio excursus marziale, ahimè ho avuto modo di capire che questa consapevolezza nn era così profonda nei diversi maestri che ho avuto. Ogni movimento risponde ad una logica precipua, sia biomeccanica che combattiva; e finanche le sequenze nn sono mai casuali. Per tali ragioni c'è una propedeuticità ineludibile tra una forma e la successiva. Così come quando si giunge alle forme "armate", i cui movimenti nel Uin Ciu, ad esempio, esaltano ed amplificano le forme a mani nude. E' per questa ragione che "la forma" farà sempre parte integrante della tua vita marziale e verrà eseguita sempre in forma diversa, dove mai nessuna sarà uguale a quella precedente poichè seppur di poco, è mutata la consapevolezza.

    Parlo del Uin Ciu poichè quello pratico, esso non è fatto di tecniche, ma di concetti. Più che una serie di poetici movimenti, è un’ingegnosa guida ai principi fondamentali delle arti marziali cinesi del Sud. Sono le idee ad essere importanti, perché da esse derivano le varie applicazioni individuali. Più che costringere il praticante a impiegare molto tempo a ripetere un gran numero di schemi prefissati, permette di praticare pochi punti chiave che possono poi essere applicati in un numero virtualmente infinito di modi. Ciò permette di ottimizzare l’allenamento e vuol dire che l’arte non è limitata ai suoi aspetti fisici, ma che può crescere tanto quanto l’intelligenza e la dedizione del praticante le permettono di svilupparsi. La struttura del ns corpo è una parte semplice ma integrante di questo processo.

    Fonte/i: Le forme. Eh? Sì come no… ma a che servono? 12 febbraio 2010 di Gui Zhang.....un amico mio x chi volesse approfondire.... http://guizhang.wordpress.com/page/2/
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  • Anonimo
    9 anni fa

    Ecco, io divido il mio apprendimento in 2 fasi (anche se detto così è sbagliato perché sembra che una volta che posso proseguire al punto 2, il punto 1 non lo studio più, invece il punto 1 è integrato al punto 2, mentre che il punto 2 arriva solo dopo aver passato almeno un pochino di tempo nel punto 1) adesso spiego meglio:

    1-Mi memorizzo i movimenti e basta. Praticamente mi memorizzo i vari passaggi della forma e i vari movimenti per poi ricordarmeli e poter passare al punto 2. Con questo non significa che so fare i passaggi e movimenti, tecniche, ecc. della forma, al contrario (significa che so mentalmente che passaggio c'è dopo quello appena eseguito, così da poter studiare anche da solo a casa e per poter iniziare il punto 2)

    2-Migliorare la forma. Ovvero cerco di correggere le varie posizioni, le varie tecniche, i vari movimenti che vengono eseguiti, cerco di renderlo pieni, cerco di renderli rilassati, cerco di migliorare la mia struttura, tutto quello che c'è da fare per rendere i movimenti che faccio efficaci.

    Questo è quello che faccio quando studio la forma. Riguardo al discorso di passare da una forma all'altra ,bé io non mi preoccupo. Il maestro della scuola dove vado io (faccio Tai Chi) dice che non importa quante forme fai, basta anche una sola, poi una volta che sai farla, una volta che impari il movimento interno (che impari il Tai Chi, ovviamente c'è sempre di più da studiare oltre questo), puoi imparare senza difficoltà tutte le forme che vuoi.

    Questo è vero e questo è quello che faccio, non mi interessa di imparare 200 forme o altra roba, tanto il movimento interno è sempre quello, il problema è imparare questo movimento interno.

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  • valex
    Lv 4
    9 anni fa

    io divido l' apprendimento in 3 fasi nella prima memorizzo lo schema poi cerco di rendere le tecniche applicabili cioè piene e precise nella terza la piu importante secondo me..metto le sensazioni l' anima vera e propria del Kata. So perfettamente i tempi con cui si insegnavano prima le forme ed in effetti si insegnava la forma singolarmente anche imparando varie forme e possibile applicare a tutte gli stessi principi e quindi impararne piu di una in periodi non troppo lunghi 2 all'anno come massimo

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  • Anonimo
    9 anni fa

    Le forme stesse non valgono nulla marzialmente, davvero poche hanno un qualche senso se fatte di per se (ad esempio la Siu Lim Tau del Wing Chun che é un ottimo esercizio di stretching dinamico, energetico e di radicamento posturale). Sono i singoli movimenti oppure alcune brevi combinazioni, fatti con i relativi esercizi da soli ed in coppia, a creare l´utilitá marziale per cui sono nati.

    Anche per questo praticamente tutti i Kata di Karate giapponese sono vuoti, inutili, sequenze fisse praticate con l´erronea idea di allenarsi contro "avversari immaginari", poiché retaggio svuotato passato prima dalla cina ad okinawa e poi ulteriormente depurato in giappone.

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  • 9 anni fa

    Per imparare una forma come una serie di tecniche ci vogliono più o meno 6/7 ore. Ma per sapere davvero fare una forma sono necessari anni e anni. Il maestro del mio maestro, un grandissimo maestro del kung fu cinese che acquisì il grado più alto di tutti che è la seconda cintura rossa ( le cinture sono diverse da stile a stile e nel mio quella nera non è la più alta), diceva sempre: per imparare una forma devi ripeterla almeno 100 volte quindi devi farla almeno 1000 volte per così saperla alla perfezione. Una forma di arti marziali non la si impara bene solo facendo bene le mosse e l' applicazionee ma bisogna anche farla diventare propria, infatti la stessa forma è fatta in modo diverso da persona a persona. Bisogna capirla appieno.

    Le forme servono sì ma bisogna saperle usare e capire quale è meglio per quella situazione ( a me è capitato più volte). Ma per riuscire a farlo bisogna prima capirle a pieno. Ciò significa che non bisogna comprenderle solo con il corpo ( solo come una serie di movimenti ) ma anche con la mente ( cioè sapere che cosa si sta facendo) e con il cuore ( amare l'arte marziale, infatti se non lo fai ti è difficile allenarti in modo continuo e costante poichè non è una passeggiata fare atri marziali ).

    Io personalmente è da 3 anni che mi alleno ma come il mio maestro dice ci vorranno ancora almeno dieci anni prima che io sappia fare le forme alla perfezione. E questo dice tutto.

    Per quanto riguarda il quanto tempo passa per l'apprendimento da una forma all'altra qui in italia si tende ad accorciarlo perchè ci sono molti meno alievi che in cina ( nemmeno la metà ) e sinceramente se insegnassero una forma ogni 3/4 anni ed ad ogni lezione ripetere sempre le stesse cose il numero degli alievi diminuirebbe ulteriormente. In cina si sta due anni a fare solo le posizioni. E questo dice tutto.

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