Sulla toeria evoluzionistica. Perché...?

Se deriviamo tutti dalle scimmie, perché alcuni esseri umani somigliano fin troppo, e innegabilmene, a cani, maiali, topi, ecc..?

Si eviti di rispondere "è un caso", troppo superficiale.

E nemmeno: "residui di dna", in quanto gli animali cui l'uomo somiglia appartengono a rami evolutivi diversi.

Aggiornamento:

@Amaranta: grazie per l'intervento. Gli ominidi comunque sono famiglie di scimmie e la sostanza non cambia. Non è poi tanto vero che solo i bambini vedono somiglianze impressionanti con alcuni animali. Personalmente ne conosco fin troppi, e anzi,al contrario: devo compiere davvero un gran sforzo per vedere in essi tratti umani.

Il fenomeno è innegabile, lo lessi anche qualche tempo fa credo in una rivista scientifica universitaria, la quale illustrava il fenomeno ma non avanzava ipotesi né si poneva la domanda.

Aggiornamento 2:

@Cassandra

Peccato che non tutti i biologi la pensino così. Quelli più autorevoli hanno preso atto del fenomeno e, cercando un risposta, hanno detto: residui di dna.

Ed è da qui che sorge la mia domanda.

Prendiamo il caso della presenza nel volto umano di marcati tratti di cane.

Ora, se quelli tra uomo e scimmia sono giustificati, visto che l'uomo e l'infraordine Simiiformes condividono il ceppo comune dell'Ordine dei Primati (oltre il quale avviene la diramazione), la distanza tra i sottordini dell'uomo è quello dei Caniformia è di ben 5 livelli (sottordine - ordine - superordine - infraclasse - sottoclasse). Il loro ceppo comune è la sottoclasse dei Theria: come allora si giustifica la presenza di tracce di corredo genetico Caniformia nell'uomo se i loro rami sono ben lontani?

La somiglianza con i Simiiformes è più che giustificata, quell'altra no: la logica dell'albero filogentico non dovrebbe ammetterla: cinque livelli di differenziazione evolutiva non la giustificano. Ecco perch

Aggiornamento 3:

... Ecco perché non è ammesso parlare di residui di dna, in quanto ciò significherebbe un passo indietro nel ramo dei caniformia fino al ceppo comune della sottoclasse Theria e di qui a risalire nel ramo eutheria - elarchontoglires - primate - haplorhini - uomo.

Capisco che negare il fenomeno e relegarlo a una pura fantasia è una soluzione comoda, ma non intellettualmente onesta.

Aggiornamento 4:

@Maria: la tua risposta è già più pertinente e più coraggiosa, oltre che denotante maggiore preparazione.

Tuttavia il cyt c è una proteina mitocondriaca, e per il dogma fondamentale della biologia, nessuna proteina può cedere informazioni al dna.

Sia chiaro, non sto cercando di mettere in dubbio la teoria evoluzionistica, vorrei solo capire, sempreché possibile, all'interno di tale teoria, come avviene quell'innegabile fenomeno che, indubitabilmente, ha implicazioni nel corredo genetico.

Aggiornamento 5:

@Maria, Paolo: ne sono convinto anch’io che la risposta di Maria è interessante. Ma ciò che tale risposta intende dimostrare è ciò di cui io sono già pienamente convinto. Non sono in cerca di prove a sostegno della dimostrazione della teoria evolutiva, ne sono un fervente sostenitore, né nutro alcun dubbio che il cyt c abbia vinto la pressione selettiva. Concordo su tutto, e non potrebbe essere diversamente. Ma ciò non fuga il mio quesito che verte sull’“eventuale” presenza di tracce di dna di altri rami evolutivi nel ramo dell’homo sapiens sapiens, sulla scorta della spiegazione datami da un docente di biologia: “residui di dna”. Però mi arrendo, mi occorrerebbero un bel po’ di dati sperimentali per effettuare delle comparazioni ed avanzare qualsiasi tipo di ipotesi o di considerazione.

4 risposte

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  • 9 anni fa
    Risposta preferita

    Credo che Amaranta e Cassandra facciano cordellina. Io non voglio rispondere alla tua domanda precisamente come è posta. Non aver trovato l'anello di congiunzione tra le scimmie e l'uomo non ha significato quando l'ontogenesi e la filogenesi dimostrano l'evoluzione in maniera talvolta impressionante. Quando il citocromo c, trasportatore di elettroni nella catena respiratoria, nel pisello ha due aminoacidi diversi rispetto a quello di Einstein, quando la glicoslisi è identica (praticamente) dai batteri e all'uomo... e potrei continuare. Non ti sembrano prove quest'ultime che la pressione selettiva ha risparmiato il citocromo c perchè, anche se la natura ci avrà provato, non ha trovato un trasportatore di elettroni più efficiente? E così per la glicolisi. Ti invito a studiare anatomia comparata, bellisima materia che spiega la filogenesi e la raffronta con l'ontogenesi dimostrando come nei vertebrati, piccoli cambiamenti abbiano portato dalla vena pulsante ripiegata primitiva dei pesci al cuore dell'uomo, attraverso le ere geologiche. Tutte le variazioni sono ampiamente dimostrate. POST SCRIPTUM DOPO DETTAGLI AGGIUNTIVI:

    Scusami ma l'evoluzione di basa sui cambiamenti del DNA. Ma il DNA è la molecola che innesca il flusso dell'informazione genica il cui prodotto è una ptoteina. Il cyt C è una proteina mitocondriale, presente nella superfice idrofila della membrana interna. E quindi a maggior ragione si può dire che il DNA sarà mutato per dare informazioni per proteine diverse dal cyt c. Ma il DNA che porta le informazioni di tale proteina è cambiato pochissimo. Che sia poi una proteina mitocondriale, vista l'ipotesi che i mitocondri, come organelli semiautonomi provvisti di un loro DNA , ribosomi e capaci di sintesi autonome, derivano da antichi batteri gram- suffraga ancora di più l'ipotesi che il cyt c (e il gene[DNA]che lo codifica) abbia vinto la pressione selettiva.

  • Anonimo
    9 anni fa

    MI senbra che Maria abbia risposto in modo esauriente ed interessante. I batteri gram- esistevano molto prima di qualunque forma di vita pluricellulari. Essi avevano per primi sperimentato l'utilizzo del glucosio come molecola portatrice di energia potenziale chimica e da loro si sono evolute alcune vie metaboliche che hanno portato un aumento di energia. Tutt'oggi i batteri gram positivi sono spesso anaerobici e sporulanti e quindi con metabolismo principalmente fermentativo ed estremamente ridotto nell'arco della loro vita. (naturalmente poi molti gram+ si sono evoluti).

  • 9 anni fa

    Innanzi tutto, non è vero che deriviamo dalle scimmie. Ominidi e scimmie condividono un antenato piuttosto recente e si trovano su rami evolutivi diversi.

    Seconda cosa, quello che tu dici, cioè alcuni umani somigliano a un certo animale, non ha assolutamente senso. Nessun uomo assomiglia a un maiale, non per un biologo, almeno. Capisco che forse qualcuno, magari un bambino, con molta fantasia, veda una somiglianza del genere, ma è qualcosa che non ha niente a che vedere con la biologia. Come dici tu, topi, maiali, cani e uomini appartengono a rami evolutivi diversi e hanno un comune le caratteristiche che tutti i mammiferi placentati condividono. Nient'altro.

  • 9 anni fa

    Sinceramente, credo che tu abbia le idee parecchio confuse. Le scimmie non hanno andatura eretta, gli ominidi sì. Scimmie e ominidi sono due rami diversi originatisi da uno stesso primate, antenato comune. Gli ominidi dunque non derivano dalle scimmie, né tantomeno sono famiglie di scimmie.

    Per tutto il resto, quoto Amaranta: credo che tu abbia una gran fantasia e che, in ogni caso, sia un tuo problema vedere nelle persone la somiglianza con gli animali. La cosa non ha niente a che fare con la biologia.

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