Cosa ne pensate di questo estratto del mio manoscritto?

Samuel non ebbe molta difficoltà ad avvicinarsi all’ambulanza visto che, dopo la sua perdita di controllo, gli infermieri si divisero ai lati. Proprio come fece il Mar Rosso di fronte a Mosè. O così dice la Bibbia.

Alla fine di quel corridoio umano, si trovava il veicolo, con le porte posteriori spalancate.

L’interno ero buio. S’intravedeva nell’oscurità una figura raggomitolata.

Un brivido di terrore scosse Sam da cima a fondo.

La sicurezza che aveva acquisito durante il dialogo con il responsabile era ormai agli sgoccioli.

“ Se potessi vedermi, direi di essere terrorizzato…”.

Poggiò il piede destro sul primo scalino d’acciaio della vettura. Su un lettino era seduta, con la schiena ricurva e la testa fra le ginocchia, una persona. Le devastate condizioni fisiche rendevano impossibile il riconoscimento del sesso.

Era lurida. Con una tunica azzurra strappata e malridotta che era sporca di qualcosa di strano…

Era immobile. Impassibile a tutto ciò che avveniva intorno. Sembrava non fiatare.

I capelli pieni di fango ricadevano sulle braccia e le arrivavano sino ai piedi scalzi.

Kohler cercò di trovare una soluzione al problema in cui poteva trovarsi quella “vittima”. Ma non ci riuscì.

Provò allora con un contatto più diretto.

Sollevò l’indice destro e lo avvicinò a rallentatore, come in un film, verso la spalla del probabile morto.

Il suo polpastrello affondò nella pelle oleosa e imbrattata di strane macchie rosso fuoco.

Nel momento in cui il calore del dito di Kohler s’incrociò con quello della persona con la sola tunica, la sua testa sobbalzò, come in presa alle convulsioni.

Gli occhi erano spalancati. Erano rossi.

Terrore.

Samuel si perse all’interno del profondo foro dell’occhio terrorizzato, scuro.

Per un momento, la sua mente nuotò in un lago di tristezza, di paura, di solitudine. Era un lago nero.

Riuscì a rivivere, con gli occhi della mente, un viaggio, un lungo viaggio la cui fine era sconosciuta. Molti dicono che questo è l’ultimo viaggio che si rivive da morti. Come se stessimo vedendo tantissime diapositive della nostra vita. Sono i ricordi più remoti, quelli a cui non diamo più alcuna importanza.

E’ ciò che fece il dottore nella testa della ragazza. Era una ragazza, adesso ne era certo. I lineamenti visivi, anche se sporchi e imbrattati di fango e qualcos’altro, erano riconoscibili.

Una volta ritornato nella realtà, notò che la ragazza con gli occhi spalancati pendolava. O meglio, la sua testa pendolava, come se stesse pensando. Come se stesse rivivendo i suoi incubi.

Le mani erano incrociate e strette in una morsa attorno alle gambe piegate.

Conforto.

<Wow.> uscì solo dalla bocca di Samuel, ricoperta dalla mano destra.

Si percepiva la paura. La vera paura.

Non quella che si prova davanti ad un cane inferocito, ma quella che ti invade quando sei affacciato di fronte al baratro dell’ignoto e di ciò che non conosci. Di ciò che non è parte dello scibile umano.

Ed è proprio allora che riaffiora la paura. Quella che ti toglie il fiato. Che ti opprime, rendendoti nullità.

Grazie anticipatamente.

2 risposte

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  • Anonimo
    9 anni fa
    Risposta preferita

    "gli infermieri si divisero ai lati. Proprio come fece il Mar Rosso di fronte a Mosè. O così dice la Bibbia."

    Ecco, questo pezzo non mi piace...insomma, la similitudine che hai inserito non mi piace molto...ma sono gusti ;)

    Comunque, per il resto abbastanza bello, bravo :)

  • 9 anni fa

    decisamente inquietante.. ho trovato la descrizione iniziale un pò lenta, faticosa.. ma il resto è buono.. la ragazza mi ricorda "The Ring"

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