Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 9 anni fa

che tipo di città era coketown descritta da charles dickens?

1 risposta

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    9 anni fa
    Risposta preferita

    Era una città di mattoni rossi o di mattoni che dovevano essere tali se il fumo e la cenere lo avessero permesso ma in realtà era una città di un rosso e di un nero innaturale come il viso dipinto di un selvaggio. Era una città di macchinari e di alte ciminiere; dalle quali interminabili serpenti di fumo si susseguivano senza interruzione, non finivano mai di srotolarsi. C’era un canale nero, un fiume purpureo che scorreva con una tintura maleodorante e enormi pile di costruzioni piene di finestre dove c’era un tintinnio e un tremore tutto il giorno e dove il pistone della macchina a vapore lavorava monotonamente su e giù come la testa di un elefante in uno stato di malinconica pazzia. La città conteneva molte strade larghe tutte uguali l’una all’altra e piccole strade sempre uguali l’una all’altra, abitate da persone tutte uguali e simili l’una all’altra che uscivano e rientravano alla stessa ora con lo stesso suono, sugli stessi marciapiedi per fare lo stesso lavoro e per le quali tutti i giorni erano come ieri e domani ed ogni anno la copia dello scorso e del prossimo.

    E cosa dire degli abitanti? Come in un dipinto, le espressioni dei visi degli abitanti comunicano solo la malinconia e la tristezza della vita in questa città industrializzata. La gente ha perso la propria personalità, individualità: ogni individuo è simile all’altro e tutti assomigliano a dei robots.

    Tramite l’uso di metafore, possiamo chiaramente dedurre la presenza di due tipi di rischio i quali coesistano e causano non solo seri danni fisici (inquinamento) ma persino problemi psicologici. L’alienazione dovuta alla vita ripetitiva di Coketown è un messaggio significativo e preoccupante dell’esistenza del rischio psicologico che i lavoratori possono subire.

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