Anonimo
Anonimo ha chiesto in Politica e governoPolitica e governo - Altro · 8 anni fa

per Mahmud Abbas (conosciuto in Italia come Abu Mazen) e per i palestinesi è arrivato il momento Clausewitz?

Abbas chiederà all' ONU il riconoscimento dello Stato palestinese: tra cinque giorni, il 20 settembre, sarà presentata alle Nazioni Unite la candidatura della Palestina come Stato indipendente. quali sono i pro ed i contro di un tale riconoscimento, e perché gli Usa useranno il loro veto?

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  • 8 anni fa
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    Parto dagli Usa. Gli Usa sono da sempre i principali alleati di Israele, li riforniscono di armi, asset bellici, e regalano loro miliardi sonanti all'anno. Israele è il primo destinatario mondiale di aiuti finanziari americani. Il secondo era l'Egitto di Mubarak (quello che la Hilary Clinton e Obama erano felici fosse caduto,,, ahahah, che coppia di tordi ipocriti). E li ha sempre appoggiati anche diplomaticamente, ha quasi sempre mediato negli pseudo incontri di pace tra israeliani e palestinesi, negli Usa ci sono lobby ebraiche sioniste come l'AIPAC che hanno enorme influenza sulla politica, infatti qualsiasi candidato, che sia democratico o repubblicano, va al congresso dell'AIPAC et similia ad annunciare il proprio impegno per la causa sionista (Paul Wolfowitz, ex vice segretario alla difesa Usa ed ex presidente della Banca Mondiale, quindi uno degli uomini più importanti del pianeta, venne fischiato ed umiliato all'Israel Day, una manifestazione sionista, perché "osò" accennare alla sofferenza dei civili palestinesi [http://www.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/2002/...

    I pro del riconoscimento ufficiale dello stato palestinese è essenzialmente che questo sarebbe un enorme passo in avanti dal punto di vista simbolico. In quanto stato sovrano Israele non potrà più comportarsi totalmente impunemente continuando ad occupare militarmente la Cisgiordania, a governarne la vita civile per quando riguarda l'edilizia e l'approvvigionamento d'acqua, non potrà continuare a costruire colonie illegali, non potrà continuare a compiere omicidi extragiodiziali, a demolire le case dei palestinesi per motivi assurdi, ad epropriare terreni, a rendere la vita impossibile con centinaia di check point, a compiere continui raid aerei contro Gaza, ad incarcerare palestinesi senza nessun processo. E se oserà continuare così, la comunità internazionale dovrà alzare seriamente la voce perché allora la Palestina sarà uno Stato sovrano, non una terra di nessuno (o degli israeliani..).

    I contro sono che potrebbero nascere altre tensioni trai due nazionalismi, quello sionista e quello palestinese. Il neonato stato si è visto vessato per più di 60 anni, ha ancora 4 milioni di profughi da far rientrare, i territori del 1967 sono comunque insufficienti, e molti li vedono come una ingiustizia, come lo fu il piano di spartizione iniziale, del 1947. Non potrà togliersi subito di dosso la struttura coloniale israeliana come il muro dell'apertheid, le colonie, il controllo delle sorgenti idriche,,, mentre i sionisti vorranno continuare a spadroneggiare e ad umiliare e saccheggiare gli arabi, e con la scusa del diritto alla difesa potrebbero continuare ad attaccare l'altro stato senza riconoscerlo, di fatto, come indipendente.

    Una delle alternative sarebbe lo stato unico, ma oggi come oggi la vedo difficile, è un passo troppo grande, per adesso. La soluzione migliore sarebbe una federazione di stati, indipendenti fino a un certo punto, ma collaboranti per le questioni economiche, finanziarie, commerciali,,,

    Ma per adesso iniziamo col riconoscere lo Stato Palestinese.

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