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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Politica e governoPolitica e governo - Altro · 9 anni fa

Politicamente parlando, per il destino economico del nostro paese ?

Credo che gran parte della classe politica e gran parte dell'opinione pubblica,

sottovaluta un fatto di assoluta importanza, che segna sia l'attualità italiana che il suo destino.

E cioè: In'Italia vi sono molti imprenditori finanziari e pochi, sempre meno "industriali veri" cioè

quegli industriali che producono valore, exportano prodotti all'estero, danno occupazione in numero.

Come ben sappiamo l'industria è il vero motore che manda avanti il paese.

Parlo io che sono un'appasionato dell'imprenditoria finanziaria,

cioè di quel ramo dell'imprenditoria che investe in borsa, investe "a leva" e in senso positivo,

effettua delle operazioni finanziarie solitamente chiamate speculazioni o operazioni leva.

Però obbiettivamente và riconosciuta l'importanza A S S O L U T A di non trascurare più così tanto

il mondo dell'industria, perchè bloccare l'industria significa stagnare un'intero paese.

Un'economia florida deve avere una buona industria, eppoi funzioneranno meglio anche gli altri settori, dal credito, all'immobiliare, all'abbigliamento, al turismo, ed'altri numerosi ambiti.

Ma per fare ciò, guardate ad'esempio la Bulgaria, ha introdotto una normativa fiscale al 21% d'aliquota per le imprese straniere che investono solitamente per la creazione di poli industriali,

in una sua regione molto povera con alto tasso di dissocupazione, riuscendo in poco tempo a tirar su l'economia.

Per fortuna in'Italia le cose vanno molto meglio della Bulgaria, potrebbero però andar ancora meglio,

se si ridasse speranza all'industria, tutto ciò si potrebbe iniziar a fare con riforme che non

scoraggino gli investitori esteri, quali 1) Aliquote fiscali ragionevoli e vantaggiose per l'export

2) contrattualistica del lavoro più flessibile

Cosa ne pensate a riguardo?

Inoltre vi dico un'altro settore... paralello all'industria.

Ricordate il famoso boom degli anni'60 ? Ecco.. fù accompagnato da crescita del settore edile,

si costruiva molto, moltissimo, ecco.. quando si muove l'edilizia poi si muove tutto..

Industria di produzione ed'edilizia sono i due settori che potremmo definire i "motori" dell'economia,

se non si fanno ripartire quei 2 settori, non si può pretendere di creare un grande slancio all'economia,

un grande stimolo alla ripresa e sopratutto allo sviluppo... che non sian manovre tampone e non mi riferisco a questo Governo, ne faccio di ciò una questione pro o anti governativa... ma proprio in senso lato del destino economico del paese, che dovrebbe ambire ad'uno sviluppo.

Il nostro paese ha tutte le carte in tavola, per ambire ad'un grande sviluppo,

a grandi stimoli d'iniziativa e grandi slanci, grandi prospettive,

ma per fare ciò, c'è una premessa fondamentale: favorire il rilancio dell'industria e dell'edilizia.

Cosa ne pensate ? Vi ringrazio in anticipo per le risposte.

1 risposta

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  • Risposta preferita

    penso che la parte in cui parli del settore edile é uno dei punti focali per capire come la politica ha bloccato l'economia.

    per favorire quella gran fetta di paese che é proprietario di casa si é annullato(é effettivamente a zero)ogni investimento nell'edilizia popolare.

    in questo modo naturalmente si é favorita l'economia fasulla,quella di speculazione,per cui uno stesso immobile é cresciuto di valore dall'oggi al domani senza un'effettivo motivi di sistema,ma solo per una piccola e poco lungimirante furbizia economica.

    parallelamente la classe produttiva e giovanile,quella di consumi e di famiglia,si é trovata bloccata e demotivata,senza accesso al bene del mattone non in quanto bene specualtivo,ma in quanto base di partenza per creare un intero nucleo familiare produttivo.

    Questi sono i dati oggettivi,sulle motivazioni politiche penso che berlusconi abbia fatto questa politica coscientemente per aumentare il consenso nel breve periodo e non affrontare i processi,ma ognuno puo avere una sua opinione a riguardo,sta di fatto che i dati eocnomici sono davanti agli occhi di tutti.

    oltretutto l'attivazione dei progetti pubblici e privati in campo edilizio(che non siano quelli del condono che favoriscono solo la mafia e il nero) attiva una serie di investimenti industriali (tubi,cavi elettrici e cosi via) che sono virtuosi,muovono economia,accendono le imprese oneste e rimpinguano le casse dello stato,cioé i soldi investiti ritornano con gli interessi.

    naturalmente questo piano casa va fatto in modo serio,con tutti i crismi,nei posti dove c'é bisogno e con un 'idea di sviluppo,cosa che questo governo non ha mai avuto.

    anche io ho studiato economia e seguo con particolare interesse questi argomenti,perché in poltica si puo fare retorica mentre in economia i numeri parlano.

    ti consiglio questo intervento illuminante di oscar giannino sul debito pubblico

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