Dreamer ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 9 anni fa

Cosa ne dite di questo pezzo della storia che sto scrivendo?

Secondo voi ho anche solo una possibilità di scrivere un storia decente D:? Siate sinceri, ma esponete le ragioni del vostro giudizio, senza darmi risposte lapidarie del tipo "no"\"sì".

Era fine estate, metà settembre per la precisione. Morbidi cirri ricoprivano il cielo, mentre il sole emergeva. L’aria del mattino era fresca e pungente come una goccia d’acqua che ti cade dentro la maglietta.

Era un giornata come tante, eppure, nel fitto sottobosco di una montagnetta e nella più completa solitudine, stava un uomo che aveva un cappuccio azzurro tirato sul capo e che di certo si trovava lì per una ragione ben diversa dal voler ammirare il sorgere del sole: era infatti alla ricerca di qualcosa.

L’uomo aveva con sé una mappa, che però teneva stretta nel pugno mentre misurava il terreno a grandi passi, e sembrava sicuro di quello che faceva. Il manto di foglie secche che ricopriva il terreno scricchiolava ogni qualvolta veniva calpestato, e quello scricchiolio era l’unico rumore che veniva prodotto nel raggio di chilometri. Era essenziale che l’uomo fosse solo. Camminava con disattenzione, perso com’era nelle sue riflessioni, ma nonostante questo non inciampava mai, né dubitava della direzione intrapresa. Si muoveva velocemente e con grazia dentro il labirinto di alberi, e visto dall’esterno sarebbe sembrato di sicuro un robot per come teneva ingessato l’intero corpo a parte le gambe, che sembravano essere in grado di muoversi a parte. Ma, poiché egli non era un robot, né tantomeno le sue gambe avevano volontà propria, e stava camminando da parecchio tempo, la stanchezza cominciava a intorpidirgli il corpo. Comunque, ormai doveva arrivare fino in fondo, e non sarebbe certo stato un lieve formicolio a fermarlo. E così continuò a sgambettare, fino a quando, finalmente, dopo un’intera notte trascorsa a girovagare per la montagna, trovò il posto che stava cercando.

Il sole era ormai sorto completamente e i raggi penetravano con difficoltà nel puzzle che le chiome degli alberi avevano formato sopra la testa dell’uomo. La poca luce che riusciva a filtrare aveva assunto una tinta verdastra a causa delle foglie. Più o meno come succede frapponendo nella traiettoria di un raggio di luce artificiale un vetro colorato. Ma, nonostante ciò, il baratro nero e apparentemente vuoto sul cui orlo stava ora l’uomo riusciva a essere illuminato fino a metà profondità.

Lo osservò per qualche minuto in un silenzio. Si udiva solo il frullo d’ali e il cinguettio degli uccelli più mattutini che si erano già svegliati.

2 risposte

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  • 9 anni fa
    Risposta preferita

    Scrivo anch'io e lavoro come ghost writer (ossia rielaboro e correggo quanto scritto da altri) perciò dico quel che penso con cognizione di causa. Allora: ci siamo. Il contenuto sembra molto interessante. Leggendo vedo tranquillamente quel che tu hai descritto. Sai riprodurre quindi immagini, suoni, impressioni, colori ecc.

    Anche la forma è molto buona, soprattutto nella prima parte. Poi ad un certo punto ti sei un po' persa perché hai iniziato a scrivere dei pensieri un po' troppo lunghi. Questo non agevola la lettura che, invece, era molto scorrevole nella prima parte (tipo sino a "Era essenziale che l'uomo fosse solo"). Dopo, infatti, la lettura arranca perché a causa della lunghezza delle frasi, questa sono diventate un po' contorte. Il tuo Italiano e il tuo modo di esprimersi sono corretti: devi solo aggiungere qualche punto in più e controllare maggiormente la punteggiatura.

    Questo è tutto. Ciao e in bocca al lupo!! :D

  • Anonimo
    9 anni fa

    huh..io l'ho già letta 'sta storia, mica hai fatto tante modifiche, secondo me ancora non ci sei, cioè ora ti spiego, se tu devi scrivere un romanzo di azione, giusto? allora non ti perdi coi morbidi cirri, ci sei? cioè lui è un cacciatore o un guerriero, no? mica è un poeta. Allora se "stava" (che solo in naboledani dicono "stava" ) li per non ammirare il sorgere del sole ma per una roba che solo lui sa che deve fare o che deve succedere allora gli uccellini non c'entrano un tubetto. Ci va il deserto,ci va il silenzio del bosco minaccioso, ci va che lui non trova quello che cerca. E poi tu hai piedi in tutte le scarpe e non va bene, cioè nel senso che tu o sei il personaggio e allora vedi quello che vede lui cioè lui vede i cirri sente gli uccellini e si dice "beati loro che non hanno pensieri" oppure sei quello che descrive ciò che vedi tu e allora non puoi scrivere che "lui era lì per non per l'alba ma non si sa per quale motivo ed era essenziale che era solo" cioè tu osservatore esterno sei una video camera vedi un uomo che cammina, inciampa casomai come uno che non capisce se è sveglio o sotto acido e non uno che "sgambetta" che va bene per i bebè.

    cioè non so se mi sono spiegato comunque se vuoi scrivere d'azione leggi i libri sulla guerra, mica la mazzantini, la tammaro o sfig larson

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